Gitanjali Rao: “Ragazza dell’anno” di Time? Ecco il segreto dei suoi genitori

Come è riuscita questa giovanissima donna ad arrivare a tanto?

Ormai tutti sanno che è la giovane scienziata e inventrice di 15 anni, Gitanjali Rao, ad essere stata nominata “Ragazza dell’anno” per il 2020 dal settimanale americano Time Magazine, che inaugura proprio con lei una nuova categoria di persone eccellenti, prese appunto tra i più giovani. Gitanjali è una cittadina americana di origine indiana, vive a Denver, in Colorado, e ha inventato una serie di nuove applicazioni tecnologiche come un dispositivo pratico ed economico per trovare il piombo nell’acqua potabile, a seguito di un clamoroso inquinamento delle falde a Flint, Michigan. Poi ha inventato una app contro il cyberbullismo e un’altra per affrontare la dipendenza dagli oppioidi. A 3 anni chiese a sua madre come avrebbe potuto aiutare gli anziani malati. E così è diventata anche una virtuosa del pianoforte. La ragazza dice di essere pronta a fare da esempio per altri giovani per “risolvere i problemi del mondo”.

“Non sono il tipico scienziato”

Gitanjali è stata scelta fra 5.000 giovani ragazzi tra gli 8 e i 16 anni. In un’intervista con Angelina Jolie ha sottolineato: “Io non sono il tipico scienziato: di solito quello che vedo in televisione è un maschio bianco e di una certa età. Evidentemente io sono diversa. Il mio obiettivo non è solo inventare qualcosa per risolvere problemi, ma anche essere da esempio per gli altri. Se io lo posso fare, lo puoi fare anche tu!”.

Dobbiamo solo trovare insomma la tematica che ci appassiona e risolverla. Anche se è qualcosa di piccolo come trovare un modo semplice per raccogliere i rifiuti. Tutto fa la differenza, dice la ragazzina. “Non sentirti sotto pressione, costretto a inventare qualcosa di grande”. Ci sono problemi che non abbiamo creato ma che ora dobbiamo risolvere, come il cambiamento climatico e il cyberbullismo che è arrivato assieme alla tecnologia. “La mia generazione, dice Ro, sta affrontando tanti problemi mai visti prima. Ma allo stesso tempo ci troviamo di fronte a vecchi problemi che ancora esistono. Ad esempio, siamo qui nel mezzo di una pandemia, ma ancora dobbiamo affrontare la questione dei diritti umani. Insomma, c’è tanto da fare e alla piccola Gitanjali non fa paura.

Cosa ha in più di mio figlio?

La sua storia annovera già numerosissimi riconoscimenti e molto prestigiosi: l’anno scorso era nella lista Forbes Under30. Nel 2017, a 11 anni, è stata premiata tra gli American Top Young Scientist. Come ha fatto questa ragazzina ad arrivare a tanto, a dare tanto, così giovane? Menaka Raman, scrivendo sulla rivista indiana The New Indian Express, ha provato a immaginare una risposta per quei genitori che – in preda all’ansia da prestazione – si sono domandati come ha potuto una ragazzina raggiungere cotanto traguardo, mentre magari il loro figlio fatica ad arrivare alla sufficienza a scuola.

Il segreto dei suoi genitori

“Come genitori, ormai tutti sappiamo che non dovremmo mai confrontare i nostri figli con gli altri bambini – attacca la giornalista indiana -. Non è giusto e non porta risultati, se non negativi. Sono finiti i giorni in cui un genitore poteva guardare il figlio e chiedergli: “Perché non puoi essere più simile a Carlo, suonare meravigliosamente il piano e studiare astrofisica all’MIT? Tra elogi eccessivi e mille regali, ai bambini di oggi è invece consentito girare la frittata, criticare i propri genitori e confrontarli con quelli degli altri. E allora vediamo un po’ cosa potrebbe passar loro per la testa.”

Dopo centinaia di anni passati a subire ingiusti confronti con i cugini, i compagni di classe e i vicini di casa, oggi i bambini hanno diritto di girare la domanda a noi. E mentre noi genitori guardiamo con invidia la famiglia Rao, i nostri figli potrebbero iniziare a chiederci: “Perché Lucia mangia etnico tutte le sere e noi no?”. “Perché Francesco ha il cellulare e i suoi video sono virali sui social, mentre io non posso averlo?”

Volete sapere chi è, e come ha educato sua figlia, la signora Rao?

I vostri figli potrebbero chiedervi anche questo. Come mai non avete offerto loro abbastanza stimoli e opportunità in ambito scientifico, oppure perché non li avete sensibilizzati ai problemi del mondo lasciandoli piuttosto davanti alla play? Perché, ancora piccoli, non li avete incoraggiati a scendere dal divano ed esplorare la lavastoviglie? “Ho cercato di rispondere loro – scrive la giornalista indiana – che non mi ascoltano quando li esorto, che proporre cose nuove e stimolanti è difficile, se non accettano neppure di avere cereali diversi a colazione”. “Mamma – mi hanno risposto – dovresti davvero smetterla di trovare scuse. La signora Rao non lo farebbe mai”. Ecco, in maniera ironica ma cogliendo pienamente il segno, Menaka Raman ha voluto zittire sul nascere i possibili pensieri d’invidia che potrebbero cogliere i genitori del mondo ascoltando i successi di questa 15enne. Lei ci sia d’esempio, sembra volerci dire, sia d’esempio a tutti noi, a prescindere dall’età che abbiamo.  Smettiamola di chiedere ai nostri figli quel che non è riuscito – e non sta riuscendo – a noi. Sarà un buon inizio.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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