Gli anni del Male

Dal 25 ottobre una mostra a Roma celebra il più famoso settimanale satirico italiano.

Solo 4 anni di pubblicazioni, dal 1978 a metà del 1982 sono bastati a un gruppo di autori per rivoluzionare il panorama satirico italiano e rimanere nella memoria dei più a oltre 40 anni di distanza.

La mostra curata da Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia Carlo Zaccagnini, con i suggerimenti dall’aldilà di Vincino Gallo si apre venerdì 25 ottobre e chiuderà il 7 gennaio 2020 al We Gil di Roma.

L’invenzione delle fake news

Il Male è rimasto famoso soprattutto per i suoi falsi, perfette copie di giornali nazionali che riportavano notizie assolutamente false ma verosimili.

Come racconta Jacopo Fo (uno dei fondatori della rivista) nel suo libro Com’è essere figlio di Dario Fo e Franca Rame edito da Guanda: “Ad esempio, quando l’Italia fu eliminata dai mondiali di calcio del 1978, in semifinale, dall’Olanda, realizzammo un falso del Corriere dello Sport con un titolo a caratteri cubitali: ’Annullati i mondiali!’ Una cazzata epocale, ma il falso era tecnicamente perfetto. Centosessantamila italiani comprarono una copia del nostro giornale e fecero lo scherzo a milioni di connazionali. A Napoli ci furono addirittura caroselli di auto con bandiere tricolori, clacson, mortaretti e il falso del Corriere dello Sport agitato dai finestrini. Un bordello nazionale.»

Un parterre eccezionale

La redazione de Il Male era composta dai disegnatori: Vincino (direttore del giornale), Perini, Angese, Sferra, Jacopo Fo, Carlo Cagni, Cinzia Leone, Alain Denis, Pino Zac, Vauro e Mannelli (questi ultimi tre usciti dal giornale dopo i primi tre numeri).
C’erano i disegnatori di Cannibale, poi diventati collaboratori organici del Male: Pazienza, Tamburini, Scozzari, Liberatore, Mattioli. Collaboratori abituali del Male erano anche Topor, Wolinskj, Reiser, Wilhelm (questi ultimi di Charlie Hebdo’). E diversi disegnatori del Canard Enchainé. Gli scrittori: Saviane, Pasquini, Lo Sardo, Jiga Melik (Alessandro Schwed), Canale, Sparagna. I grafici: Marcello Borsetti, Giovanna Caronia, Cinzia Leone, Francesca Costantini. Lo specialista dei collage fotografici, Francesco Cascioli. Collaboratori saltuari sono stati alcuni grandi scrittori  come Umberto Eco, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Stefano Benni.

La mostra contiene una ricca documentazione fotografica e talvolta filmata. Iniziative che in alcuni casi hanno causato denunce e processi a carico dei redattori: il Male è stato il settimanale più denunciato e sequestrato dal Dopoguerra.

Gran belle bestie

Scrive ancora Jacopo Fo: “Un successo colossale, sesso, vaffanculo a tutti, 186 denunce per oltraggio alla religione, al capo dello Stato italiano e a capi di Stato stranieri, alla pubblica morale. 83 denunce le avevo prese io personalmente. Ma mi firmavo con uno pseudonimo. Una volta arrivò l’ufficiale giudiziario con una denuncia per Giovanni Karen, che era il mio alias. E io gli dissi che non sapevamo chi fosse e che ci mandava i disegni per posta anonimamente. Avere un nome falso a volte serve. Avevamo anche un direttore responsabile che pagavamo solo perché si facesse processare al nostro posto. Se fossimo finiti tutti in galera, nessuno avrebbe mandato avanti il giornale, così era venuta l’idea di assumere un capro espiatorio. I nostri direttori responsabili sì che avevano fegato. Perché lo sapevano che si sarebbero immolati. Nessuno venne mai condannato, e questo fu veramente strano. In effetti eravamo delle bestie.”

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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