Gli integratori alimentari: la grande illusione

Sono amati da sportivi e anziani, ma se si mangia in modo equilibrato e si gode di buona salute sono inutili. Anzi, a volte dannosi. Tranne che in alcuni casi: per esempio durante la gravidanza

Per chi gode di buona salute e segue un’alimentazione mediterranea varia ed equilibrata gli integratori alimentari non servono a nulla. A NULLA. “Lo possiamo dire chiaramente e senza timore di venire smentiti”, spiega a People For Planet Giuseppe Fatati, Direttore della Struttura Complessa di Diabetologia e Dietologia dell’Azienda Ospedaliera S. Maria di Terni.Per una persona in salute che mangia in modo equilibrato non è necessaria alcuna integrazione. E questo per diversi motivi: perché l’alimentazione mediterranea da sola è sufficiente a fornirci tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno; perché i micronutrienti contenuti nel cibo vengono assorbiti meglio e non presentano effetti avversi; e perché una dieta equilibrata fornisce una varietà di sostanze nutrizionali in quantità biologicamente ottimali rispetto alla loro assunzione isolata in concentrazioni elevate“. E il discorso vale anche per due categorie particolarmente sensibili all’argomento, gli sportivi e gli anziani, che da sole trainano buona parte di questo mercato in continua espansione, che solo lo scorso anno è cresciuto del 5,9% sfiorando i 3 miliardi di euro.

Effetto nutritivo o fisiologico degli integratori alimentari

Gli integratori alimentari – si legge sul sito del ministero della Salute – sono “prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

Nessuna certezza

Rinforzare il sistema immunitario, ridurre la stanchezza, aumentare tono ed energia (35%), gestione di situazioni specifiche (28%) tra cui disturbi intestinali, ai genitali femminili o delle vie urinarie, prevenzione (22%) in particolare nell’ambito cardiovascolare e osteoarticolare, promozione del benessere (15%): sono queste le motivazioni che spingono di più gli italiani ad acquistare integratori alimentari. “Ma sono indicazioni non confermate dalla scienza poiché, attualmente, non c’è letteratura scientifica univoca su questi prodotti“, spiega Fatati. “Alcuni integratori vengono poi acquistati pensando che siano in grado di prevenire l’insorgenza di malattie importanti come tumori e patologie cardiovascolari, ma non c’è nulla di dimostrato“.

Uso improprio ed effetti avversi

Non solo. Secondo il Position Statement “Alimenti, diete e integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni ed evidenze” redatto dalla Fondazione Gimbe, che ha lo scopo di promuovere e realizzare attività di formazione e ricerca in ambito sanitario: “relativamente all’assunzione degli integratori alimentari le evidenze scientifiche mostrano che nella stragrande maggioranza dei casi il loro uso non solo è improprio, in quanto una dieta bilanciata sarebbe molto più efficace per ‘sanare’ eventuali carenze, ma che spesso questi prodotti si associano a effetti indesiderati sia per la concomitanza di patologie o di trattamenti farmacologici con cui possono interferire, sia per i potenziali effetti avversi quando oligoelementi e vitamine vengono assunti in dosi superiori rispetto ai reali bisogni”.

Certificata la buona manifattura, ma non l’efficacia

Certo è che, per quanto riguarda gli integratori che si vendono nei canali professionali come farmacie e parafarmacie, sono prodotti sicuri dal punto di vista del ciclo produttivo perché validati dal ministero della Salute con controlli che assicurano che ogni singolo articolo soddisfi una corretta applicazione della “Good manufacturing practice” (buona prassi di produzione), ovvero quell’insieme di regole, procedure e linee guida che garantiscono l’assenza di contaminanti viventi (virus, batteri, ecc.) e sostanze tossiche (metalli pesanti, impurità chimiche, ecc.) al proprio interno. Ma non sono sottoposti ad alcun obbligo di dimostrazione di efficacia, e anche le indicazioni relative al loro impiego sono basate sui claim ammessi dal Regolamento Europeo, e non su evidenze reperibili dalla letteratura scientifica.

No a lunghi periodi di assunzione

Presi occasionalmente – precisa Fatati – non fanno male, ma attenzione a seguire le indicazioni anche e soprattutto per i periodi di assunzione. Assumere integratori per lunghi periodi può nuocere. Inoltre l’automedicazione, se non guidata, porta più danni che benefici, anche perché possono esserci diverse interazioni con terapie farmacologiche eventualmente in atto, ad esempio del gynkgo biloba con gli antiaggreganti e gli anticoagulanti, del ginseng con i farmaci contro la pressione alta, del magnesio e del potassio con alcuni farmaci della pressione”, spiega Fatati. E poi, continua l’esperto, se stiamo bene non ha alcun senso assumere un integratore, qualsiasi esso sia. E se, invece, ci sentiamo stanchi o stressati, la soluzione non è certamente in un integratore che ci auto-prescriviamo. Meglio andare dal medico e fare un quadro completo della situazione“.

Adulti in salute: integrazioni non raccomandate

A fronte del legittimo entusiasmo dei produttori per un mercato in continua crescita, “le evidenze scientifiche sugli integratori vanno in tutt’altra direzione – si legge nel documento redatto dalla Fondazione Gimbe -. La maggior parte dei trial controllati randomizzati su integratori di vitamine e minerali non ha dimostrato chiari benefici per la prevenzione di patologie croniche non correlate a specifiche carenze nutrizionali. In particolare le evidenze sono insufficienti per valutare il profilo rischio-beneficio di integratori singoli o multipli per la prevenzione di malattie cardiovascolari e neoplasie. Di conseguenza, negli adulti in buona salute l’integrazione di supplementi multivitaminici e multimineralici non è raccomandata”.

Quando servono davvero gli integratori

Anche se l’utilizzo di integratori alimentari non è raccomandato per la popolazione generale, l’assunzione di specifici supplementi può essere raccomandata in determinate fasi della vita e in alcuni sottogruppi a rischio nei quali il fabbisogno nutrizionale può non essere soddisfatto attraverso la sola dieta. Che è il caso, ad esempio, di pazienti sottoposti a terapie farmacologiche lunghe che comportano malassorbimento di alcuni nutrienti, di persone con particolari patologie, di individui che sono stati sottoposti a chirurgia bariatrica o ad altri interventi invasivi: “In questi casi i supplementi sono necessari per facilitare un buon recupero“. Un altro caso in cui gli integratori servono davvero riguarda le donne in gravidanza, che hanno bisogno di acido folico. Quanto agli anziani, soprattutto i cosiddetti “giovani anziani” di 65-75 anni, se sono in salute e mangiano in modo corretto non hanno bisogno di alcun supplemento. “Le integrazioni possono essere necessarie in soggetti che hanno problemi a masticare e/o a deglutire e non riescono ad alimentarsi in maniera completa, o che seguono terapie particolari: ma sono tutte situazioni in cui le integrazioni sono mirate e prescritte dal medico curante, non ‘auto-prescritte’ e acquistate in autonomia“, precisa Fatati. 

Gli sportivi

Per quanto riguarda la categoria degli sportivi, che insieme a quella degli anziani trainano buona parte del mercato degli integratori, l’acqua è l’unica sostanza da integrare di cui hanno realmente bisogno. “L’unica integrazione necessaria dopo una sessione di allenamento è una buona dose di acqua per reintegrare i liquidi persi con il sudore. Chi pratica sport agonistico ad alto livello può avere necessità di integrare alcuni nutrienti, ma deve essere il medico dello sport a valutare la situazione“. Spesso però nelle palestre molti tendono al “fai da te”, soprattutto quando l’obiettivo è aumentare la massa muscolare. “In questo settore ‘far da sé’ è molto pericoloso. Particolare attenzione va prestata alle integrazioni di amminoacidi o di sostanze che dovrebbero migliorare le prestazioni, che spesso vengono assunte in autonomia e in dosi massive, che possono portare a problemi di salute anche importanti“.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.