Gli occhi dolci dei cani? Sono frutto dell’evoluzione

Così riescono a intenerire gli esseri umani, affinché si occupino al meglio delle loro necessità

Gli occhi assumono un’espressione triste e pensierosa, l’arcata sopracciliare si incurva, la testa si ritrae leggermente. Chiunque abbia mai avuto un cane lo sa: dopo averne combinata una delle sue, oppure per ottenere un po’ di cibo o coccole in più, il migliore amico dell’uomo guarda il padrone come per intenerirlo.

Ebbene, la proverbiale espressività degli occhi del nostro caro Fido (chi non ha mai sentito o utilizzato il modo di dire “faccia da cane bastonato”) sembra essere tutt’altro che casuale: un gruppo di ricercatori dell’università anglosassone di Portsmouth (Inghilterra), che da anni si occupa dell’argomento, ha messo in evidenza in un nuovo studio che l’espressione tenera degli occhi dei cani è frutto dell’evoluzione dell’anatomia dei muscoli degli occhi di questi animali, avvenuta per consentire loro di comunicare al meglio con gli esseri umani affinché questi ultimi si occupino in modo adeguato delle loro necessità.

Cani e lupi a confronto

Lo studio, guidato dalla psicologa comparativa Juliane Kaminski e pubblicato sulla rivista scientifica Pnas, è stato condotto grazie al contributo di esperti di anatomia di tre università statunitensi. I ricercatori hanno confrontato l’anatomia e il comportamento di cani e lupi, i loro parenti viventi più vicini, rilevando che la muscolatura facciale delle due specie è molto simile tranne che nei muscoli che si trovano nella parte superiore degli occhi: in questa area i cani presentano un piccolo muscolo, a differenza dei loro parenti selvatici, che permette di alzare in modo evidente la parte interna del sopracciglio. In questo modo gli occhi dei cani appaiono più grandi e infantili, e somigliano all’espressione del viso che fanno gli esseri umani quando sono tristi.

Il muscolo del sopracciglio

Nel lupo, invece, il muscolo che consente l’innalzamento del sopracciglio è un ammasso di fibre muscolari scarse e irregolari. Secondo Rui Diogo, esperto di anatomia della Howard University (Washington DC, Stati Uniti) e coautore dello studio, i risultati di questo studio sono sorprendenti «perché l’anatomia dei muscoli è generalmente molto lenta a cambiare nell’evoluzione, mentre in questo caso è accaduto molto velocemente, in poche decine di migliaia di anni». Come infatti spiega Bridget Waller, psicologa evolutiva dell’Università di Portsmouth, «dal punto di vista evolutivo cani e lupi hanno diviso i loro percorsi solo 33 mila anni fa».

Lo studio del comportamento

Kaminski e colleghi hanno quindi esaminato il comportamento di cani e lupi quando esposti al contatto con un essere umano, rilevando che i primi alzavano la parte interna delle sopracciglia con più intensità rispetto ai secondi. «I nostri risultati – conclude la studiosa – suggeriscono che questa maggiore espressività degli occhi dei cani può essere il risultato di preferenze inconsce degli uomini che hanno influenzato la selezione durante l’addomesticamento. Quando i cani fanno questa espressione, infatti, suscitano negli esseri umani un forte desiderio di accudimento».

Immagine di copertina Armando Tondo

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.