Il citatore compulsivo

Gli strani casi dell’animo umano: “Il citatore compulsivo”

“La poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve” diceva efficacemente Massimo Troisi ne “Il Postino”. E così, a quanto pare, è anche la citazione più o meno dotta.

L’aforisma – signora mia – dove lo metti sta. Sdrammatizza una serata di gala e impreziosisce una scazzottata ad un semaforo.
Ma vediamo le situazioni in cui è necessario maneggiarlo con cura, per evitare rozzi scivoloni e pericolosi effetti boomerang; il tutto, ovviamente, in un decalogo in cinque punti assolutamente inefficace a giungere ad alcuna conclusione.
(Se avete voglia di giocare con noi, indovinate gli hashtag senza ricorrere alle note in fondo).

1) La dotta citazione è un po’ come il monologo del cattivo: se troppo lunga, risulta inefficace. Avete studiato a memoria tutto il primo canto dell’inferno e già al tempo non avete capito perché? Figuriamoci noi oggi, a sentirlo zoppicare. Brevità: un colpo mirato, ben assestato e via. Altrimenti, mentre state ancora beandovi del suono della vostra voce, la “vittima” designata sarà già altrove. #ahiquantoadirqualeraècosaduraestaselavaselvaggiaeaspraeforte (1) #duepalledottoreduepalle (2)

2) “Come diceva quello…”… ma quello chi?!? Precisione: l’approssimazione non paga, fa subito inesperienza. Se lo fate, fatelo bene, altrimenti meglio un dignitoso silenzio. #avetecapitofatelobene (3) #mancolebasidelmestiere (4)

3) Evitate l’effetto eco (non ho detto “Eco”). Ovvero il ripetere, secondo voi meglio, la citazione che vi ha appena bruciato sul tempo l’interlocutore. L’aforisma è nell’aria? Prendetelo al volo! Esplodete con soddisfazione come se non aspettaste altro (tanto è proprio così). Non c’è nulla di più amaro che vedersi soffiare sotto il naso l’occasione di dimostrare di saperne più del dirimpettaio. #nonnepossopropriopiùiolafaccioqui 5 #chimenaprimamenaduvorte (6)

4) Quando postate frasi più o meno profonde, potreste per cortesia evitare di abbinarci una foto con le chiappe al vento o con gli addominali unti?
Perché è ampiamente chiaro: #questanonèunapipa (7) #170grammidibontàinoliodoliva (8)

5) Importante il contesto. Passi la citazione per impressionare l’altro ad inizio cena; ma quando siete già senza vestiti, anche meno. Evitare soprattutto di citare Bauman, il titolo dell’ultimo filmato visionato su youporn e un paio di Vicepresidenti del Consiglio. #lasocietàliquida (9) #comedicevailmioex (10) #ilcalodellalibido

Ecco. Insomma, non provate a rifarlo a casa (cit.). O, quantomeno, se proprio non riuscite ad evitare, usate uno stile personale. Perché – come diceva quello – “a volte, amo citare me stesso. Serve a rendere il discorso più interessante” (11)

NOTE

(1) Appunto
(2) “Caruso Paskoski di padre polacco” (Francesco Nuti)
(3) “Gioca Jouer” (Claudio Cecchetto)
(4) “Un sacco bello” (Carlo Verdone)
(5) “Mi scappa la pipì, papà” (Pippo Franco)
(6) Nando (il cazzozziere sotto casa mia)
(7) Magritte
(8) “Tonno insuperabile” (il pescatore con la pipa)
(9) Sic!
(10) Il mio ex.
(11) Questa, trovatela voi.

Immagine: foto di t mc da Pixabay

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.