Gli strani casi dell’animo umano: “Quelli che … Ci penso io, baby”

“Libertà è partecipazione”, cantava Gaber; e non si può non essere d’accordo. Eppure…

Eppure, nella tendenza a strafare propria dei tempi recenti, sembra che la cifra stilistica contemporanea sia diventata una sorta di iper-partecipazione, a prescindere dalla competenza, dalla sensibilità o anche dalla semplice opportunità di fare o dire la propria.

Vediamo una manciata di situazioni delle quali potremmo tranquillamente fare a meno.

1. “Io non ho visto la partita ma…” 
Ma vorrebbero dire ugualmente la loro. Sulla posizione del terzino, l’atteggiamento del mediano e la nonna del tornante. Vorrebbero e la dicono, ovviamente. A te che la partita l’hai vista. Benissimo. Seduto a fianco della nonna del tornante.
#AVolteRitornano

2. Votare “non so” ai sondaggi. 
Rispettabile, per carità. Si manifesta l’interesse per il tema. Ma si manifesta onestamente l’incapacità di avere una opinione definita. Bene. Bravo. Bis. Ma vorrei comunque essere nella testa di uno che impiega così il proprio tempo: apre un articolo, lo legge (se lo legge), seleziona convinto la voce “vota ora”, consulta le opzioni possibili e poi, orgoglioso, dice la sua: “non so”.
#Respect

3. “Posso dare un consiglio non richiesto?”
Amico, non senti anche tu il forte retrogusto di retorica risposta negativa? No. Non puoi darlo. Indovina perché… bravo: perché NON richiesto. #GraziePerLaCorteseAttenzioneEBuonasera

4. Quello che “ti aiuta” a parcheggiare.  
“Venghi… venghi, signò… tranquilla…”
#TranquilloTu #RicordaCheCartaBatteSassoEMacchinaSchiacciaPiede

5. “Il parere dei famosi”. 
Gli esperti sono così desueti, signora mia. Perché, allora, non chiedere a Chiara Ferragni un’opinione sulla Brexit o ad Albano la sua sul protezionismo?
#VenghiSignòTranquillaPureQui

6. “Gli influencer de casa mia”. 
Non basta indossare delle orrende ciabatte e sembrare sempre un pizzico in differita per essere Lapo Elkann.
Smettete di farvi quelle cacchio di foto con la bocca a culo di gallina e osservatevi un attimo da fuori. Esatto: quell’imbecille siete voi. 

7. “Quelli che mentre cucini passano e aggiungono un ingrediente”. 
Che so: un pizzico di sale, dell’invadente prezzemolo. L’inspiegabile curcuma o dell’insondabile timo.
E quando, poi, si mangia, ti dicono «Eh? Ci stava proprio bene!» Come a dire che è tutto merito loro e che, senza, quel piatto che hai cucinato per mezzora non avrebbe saputo di nulla.
#ÈArrivatoBastianichÈArrivato

8. 9. 10. …e così via: 
Commentare con aggressività sui social.
Accettare incarichi istituzionali se non si sa nulla della materia. 
Fare figli se non si ha la vocazione all’altro.
Parlare se non si conosce l’italiano (un bel suono gutturale come certi montanari emiliani e ci si capisce al volo, via!). 
Non viaggiate se non sapete rispettare i luoghi che visitate.
Non guidate se non vi sapete collocare nello spazio.
E, soprattutto, non scrivete articoli se non avete dormito la notte precedente.

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.