Gli strani numeri del coronavirus nelle Regioni

In Puglia e Veneto il 4% di morti sui casi accertati, in Lombardia il 14%.

Le strane statistiche della Protezione Civile

Scorrendo le statistiche fornite dalla Protezione Civile, uno degli aspetti più singolari è dato dal rapporto tra casi accertati e morti da coronavirus Regione per Regione. In base ai dati ufficiali forniti al 24 marzo, le percentuali sono molto dissimili da una Regione all’altra.

Percentuale di morti rispetto al numero di casi accertati

(Regioni con più di 1.000 casi accertati al 24 marzo)

  • Puglia, Veneto 4%
  • Campania, Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige 5%
  • Marche 7%
  • Emilia Romagna, Liguria 11%
  • Lombardia 14%

Si passa quindi dal 4% di Puglia e Veneto (percentuale sostanzialmente vicina a quella indicata dalle statistiche a livello mondiale) a un clamoroso 14% della Lombardia

Le possibili spiegazioni

Visto che le autorità preposte non forniscono informazioni rispetto a questa anomalia (com’è possibile che da una Regione all’altra si passi dal 4% al 14% di morti rispetto ai casi accertati?) proviamo a fare delle ipotesi:

1) Il coronavirus ha in particolare antipatia i residenti in Lombardia, in Emilia Romagna, in Liguria
oppure
2) Il coronavirus per ragioni sue ha problemi personali ad uscire da alcune Regioni e quindi arrabbiato si accanisce particolarmente sulla popolazione che vive lì
oppure
3) I casi accertati di affetti da coronavirus in alcune Regioni sono assolutamente sottostimati. Così per esempio mentre nel Veneto, dove si stanno facendo tamponi a tappeto, si accertano tanti casi, in altre regioni come la Lombardia – dove i casi sospetti spesso neanche sono sottoposti a test – la quantità reale di contagiati è molto superiore a quella ufficiale. Se fosse così, la percentuale di morti in Lombardia potrebbe non essere dissimile da quella del Veneto perché gli affetti da coronavirus sarebbero molti di più di quanto ci viene detto

In Lombardia tamponi neanche ai medici

È di qualche giorno fa, del resto, l’intervista rilasciata a Radio Popolare di Milano dal direttore di una ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) della Lombardia in cui diceva che i tamponi ai medici degli ospedali si fanno solo in presenza di sintomi evidenti, e ciò per non sguarnire i reparti dai medici asintomatici, i quali comunque – proseguiva il direttore – proteggono chi entra in contatto con loro attraverso l’uso di mascherine e guanti.

Se si fanno pochi tamponi ai medici è verosimile che se ne facciano pochi anche al resto della popolazione

A che servono i numeri?

I numeri servono a conoscere la realtà per programmare le strategie più adatte. Se sono numeri corretti, ovvio. Altrimenti sono controproducenti. Provocano solo confusione e disorientamento.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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