Governo e Sindacati, raggiunto accordo scuola: incremento stipendi e meno precariato

Revocato anche lo sciopero nazionale

Più risorse per il rinnovo contrattuale nella prossima legge di bilancio e soluzioni per il precariato, questi tra i punti cardini dell’accordo siglato tra il Governo e sindacati a palazzo Chigi tra la notte di martedì 23 e mercoledì 24 aprile. Presenti i sindacati rappresentativi della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) , il ministro dell’Istruzione Bussetti e il premier Conte.

La dichiarazione del premier: “Consapevole di dover investire di più in questo settore, pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi. Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alla responsabilità che ricoprono. L’accordo con i sindacati ha riguardato anche altri temi, tra i quali la definizione degli strumenti per superare il problema del precariato. Andiamo avanti sulla via del dialogo, con l’obiettivo di superare le vertenze di un comparto troppo a lungo trascurato dai precedenti governi. Il nostro obiettivo è rilanciare e far ripartire il sistema Italia. Continuerò a visitare le scuole italiane, nella consapevolezza del ruolo fondamentale che esse svolgono, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore, più umano e più giusto, per il nostro Paese.” Qui i dettagli dell’accordo.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Scuola, accordo nella notte tra governo e sindacati: “Più risorse per il rinnovo contrattuale e soluzioni per precariato”. L’accordo è stato siglato a notte fonda, dentro Palazzo Chigi, teatro fino a poco prima dello scontro tra Lega e M5s. I sindacati del mondo della scuola e il governo – presente con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione Bussetti – hanno trovato l’intesa attorno alla promessa di più risorse per il rinnovo contrattuale e soluzioni per il precariato. I sindacati – erano presenti i comparti scuola di CgilCislUilSnals e Gilda – e il governo hanno convenuto sull’opportunità di avviare l’iter del rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto nel dicembre scorso e il ministro Bussetti si è impegnato a garantire il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori. Conte e Bussetti, inoltre – era presente anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano – si sono impegnati, a nome del governo, a reperire ulteriori risorse finanziarie da destinare specificamente al personale scolastico in occasione della prossima legge di Bilancio proprio per avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento dei docenti italiani e del personale Ata alla media degli stipendi di quelli europei. Continua a leggere…

Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Revocato lo sciopero generale nella scuola del 17 maggio (Bussetti Soddisfatto). Il governo ha raggiunto nella notte un accordo con i sindacati del settore dell’istruzione e della ricerca che porta alla revoca dello sciopero generale del mondo scuola, università, Afam e ricerca già organizzato per il 17 maggio con una grande manifestazione a Roma. Due i punti essenziali dell’intesa: un “congruo incremento degli stipendi” dei docenti da prevedere nel rinnovo contrattuale 2019-2021; un piano di stabilizzazione dei prof. precari con almeno tre anni di servizio, secondo un principio di riconoscimento della esperienza maturata. “Istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il nostro Paese e una priorità di questo governo”, ha scritto in un post sulla sua pagina Facebook il premier Giuseppe Conte. Continua a leggere…

Fonte: ASKANEWS.IT

Insegnanti, 1000 euro in meno all’anno di stipendio rispetto a 10 anni fa. Mille euro in meno all’anno di stipendio rispetto a dieci anni fa. Questo è il conto salato per gli insegnanti italiani. Passando per diversi governi, da Berlusconi a Conte, i professori hanno sempre e solo perso reddito. E nessuno sembra ancora rendersi conto di quanto questo sia un lavoro fondamentale per la società: è qui che si formano le nuove generazioni e se la scuola è in crisi, vuol dire che lo Stato è in crisi. […] Sugli stipendi questa è la ricaduta: dieci anni fa guadagnavano 29.280 euro, nel 2017 l’importo è stato pari a 28.440 euro. Un docente italiano di scuola superiore ad inizio carriera guadagna 7.231 euro l’anno in meno rispetto al collega spagnolo, mentre al culmine della carriera la distanza è di 6.417 euro. Se si prende come termine di paragone un docente tedesco la distanza a inizio carriera è addirittura di 28.227 euro l’anno e al culmine della carriera è di 37.877 euro. Continua a leggere…

Fonte: BUSINESS.IT

Copertina: foto di Alexas_Fotos da Pixabay

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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