Grazie al lockdown, le api potrebbero salvarsi dall’estinzione

Grazie al lockdown, le api potrebbero salvarsi dall’estinzione

La nascita di fiori selvatici sta ripristinando l’equilibrio degli ecosistemi vegetali

Le api, piccoli insetti impollinatori gialli e neri, sono fondamentali per l’esistenza degli interi ecosistemi naturali e agrari.

La loro sopravvivenza è, però, a rischio, a causa dell’eccessivo uso di pesticidi e della diffusione di virus e parassiti. Se le api si estinguessero e smettessero di impollinare, l’equilibrio di interi ecosistemi verrebbe stravolto con conseguenze catastrofiche: gran parte del cibo di cui ci nutriamo non crescerebbe più e molte specie vegetali scomparirebbero.

Gli sbalzi climatici degli scorsi mesi hanno provocato uno sconvolgimento anche nel “lavoro” di questi insetti impollinatori: nel mese di febbraio, a causa dell’improvviso aumento delle temperature, 50 miliardi di api si sono risvegliate quasi 2 mesi prima del previsto ma il ritorno del freddo improvviso e l’eventuale congelamento dei fiori, avrebbe potuto sterminarle con problemi anche nella produzione del miele.

Tuttavia, la diffusione del coronavirus e il conseguente lockdown avvenuto in gran parte del mondo, ha rappresentato uno spiraglio di luce per le nostre amiche api: gran parte delle attività umane sono state bloccate e la natura ha ricominciato a fiorire. L’interruzione della falciatura, ossia il taglio dell’erba, ha permesso a moltissimi fiori selvatici di crescere ai bordi delle strade e questa è una bellissima notizia per le api, che possono usufruire di una maggiore quantità di polline e contribuire a mantenere in equilibrio gli ecosistemi agrari e naturali.

La notizia è stata diffusa da Plantlife, la più grande organizzazione europea per la conservazione delle piante selvatiche che ha stimato che, con il blocco della falciatura e la diminuzione dello smog dovuta all’assenza di macchine e trattori, ben 700 specie di fiori selvatici hanno ricolorato le strade.

Mentre restiamo a casa per stare al sicuro in questi tempi strani e difficili, un numero crescente di persone sta scoprendo di nuovo la bellezza fuori dalle porte di casa, trovando conforto nella natura; i colori vibranti che hanno dipinto i bordi delle strade possono dare sollievo anche all’anima più stanca “, commenta Ian Dunn, Amministratore Delegto di Plantlife, “la riduzione dei processi di falciatura non solo sono positivi per la fauna selvatica e per il nostro benessere, ma contribuiscono anche alla necessità urgente di affrontare l’emergenza climatica“.

Facendo sbocciare i fiori naturalmente ed evitando di stravolgere il paesaggio urbano con prati artificiali e aiuole di cemento, contribuiremmo ad alimentare la storia d’amore tra api e fiori, uno scambio armonioso necessario alla sopravvivenza degli ecosistemi vegetali urbani e al mantenimento della biodiversità.

Un simile atto di responsabilità e rispetto ci aiuterebbe a mantenere un ambiente più sano, colorato e pulito. “Dobbiamo riconvertire noi stessi e tornare a uno stato più ‘selvaggio’, accettando il meraviglioso ‘disordine’ della natura“, commenta Kate Petty, responsabile della campagna Road Verge promossa da Plantlife.

Vivere in un ambiente più “selvaggio”, senza alimentare processi di antropizzazione e cementificazione, ci permetterebbe di vivere in armonia con tutte le creature terrestri e godere di paesaggi rilassanti e piacevoli, che sarebbero un toccasana non solo per i nostri occhi, ma anche per la nostra salute e quella di tutto il Pianeta.

Leggi anche:
La scomparsa degli insetti: “Solo il biologico ci può aiutare”
Un anno nero per le api italiane
Il tuo aiuto per salvare le api
L’estinzione degli insetti?

Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

Potrebbe interessarti anche

Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy