Grazie al Team Recyclo, sul Canale Cavour i ciclisti saranno ospitati come nei bivacchi di montagna

Si chiama MAACC: Modulo Abitativo Autosufficiente per Cicloviaggiatori e Camminatori

Il Team Recyclo del Politecnico di Torino ha ideato un Modulo Abitativo Autosufficiente per Cicloviaggiatori e Camminatori, un’unità abitativa in legno pensata per offrire riparo e ospitalità a ciclisti e biciclette che percorrono le grandi vie ciclabili.

Il MAACC si ispira ai bivacchi di montagna e segue i criteri di sostenibilità ambientale e sociale, ricerca scientifica, riciclo, valorizzazione del territorio e del patrimonio storico. Il primo prototipo è stato posizionato lungo la futura ciclostrada del Canale Cavour, all’interno di una antica cascina. L’idea è quella di vederlo presto riprodotto in altri contesti da valorizzare simili a questo e all’interno degli edifici dei caselli di controllo del Canale Cavour.

Il MAACC si inserisce nel contesto Europeo del progetto EuroVelo, un sistema di piste ciclabili che, una volta completato, attraverserà l’intero continente. Nell’ambito di questo progetto, la Regione Piemonte ha recentemente finanziato una ciclostrada lungo il Canale Cavour; sullo stesso territorio si snoda poi una parte della Via Francigena, che negli ultimi anni è stata meta di un consistente aumento di viaggiatori in transito.

In questo territorio sono presenti aziende agricole legate alla coltivazione del riso e aziende della filiera legno, che il team di lavoro hacoinvolto in qualità di partner o sponsor. Il prototipo è stato realizzato recuperando gli scarti della lavorazione del riso e componenti edilizi derivanti dalla filiera legno del pioppo, specie massicciamente coltivata nell’area di progetto per scopi commerciali. Sono stati coinvolti anche alcuni esperti del Progetto RiceRes del Cnr.

Al momento il modulo è il risultato di un progetto studentesco e, per questo, pur essendo accessibile fisicamente, non può ospitare utenti paganti. Qualora diventasse attivo a tutti gli effetti, un’app ne regolerebbe l’accesso tramite codici e consentirebbe il pagamento del servizio. Il soggiorno previsto è di una notte e il modulo offre riparo anche alla bicicletta dell’utente, che può quindi accedere in completa autonomia. I dispositivi di automazione del modulo sono stati realizzati medianti il recupero di componenti elettronici dismessi.

Altro elemento importante del progetto riguarda il rapporto con il patrimonio architettonico esistente. Il modulo è progettato per essere posizionato all’interno dei fabbricati dismessi delle aziende agricole presenti nell’area, come i grandi porticati delle cascine storiche e i portici dei caselli del Canale Cavour. In questo modo si evita la realizzazione di coperture che lo riparino dagli agenti atmosferici. Si tratta comunque di fabbricati per i quali il progetto intende offrire una nuova prospettiva di riuso e che oggi sono privi di funzione a causa delle trasformazioni delle tecnologie della produzione del riso.

Scopo del progetto è anche quello di definire una proposta concreta di riuso del patrimonio storico rurale, favorendo il coinvolgimento delle realtà agricole locali, e di sensibilizzare le persone verso la cultura di un turismo eco-sostenibile a basso impatto ambientale. In questo senso, il prototipo potrà essere il punto di partenza di un possibile sviluppo di strutture ricettive simili lungo altre ciclostrade, inserite in aree naturalistiche o in altri luoghi adibiti alla ricezione turistica.

Fonte immagini: www.teknoring.com

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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