Greta arriva a New York

Greta Thunberg arriva a New York tra approvazioni e attacchi

Il suo obiettivo al vertice dell’azione per il clima delle Nazioni Unite

Fonte: La Repubblica

Dalla stampa nazionale:

“TERRA!”, GRETA FESTEGGIA L’ARRIVO A NY DOPO LA BURRASCA. (…) Nelle due settimane trascorse sulla ‘Malizia II‘, la sedicenne svedese ha tenuto una sorta di diario di bordo virtuale, tenendo informati i follower sulle condizioni del mare e sullo stato di salute suo e dell’equipaggio. Si è mostrata sempre entusiasta e determinata, nonostante alcuni brutti momenti. Durante il tredicesimo giorno, infatti, l’imbarcazione si è imbattuta in una forte burrasca , i cui venti hanno modificato leggermente la rotta e costretto tutti i partecipanti a ripararsi. In un video, Greta ha parlato di “condizioni difficili”, mostrando il cielo nero e le onde altissime che arrivavano a superare l’imbarcazione. La scelta di arrivare a New York via mare, dove parteciperà al vertice dell’azione per il clima delle Nazioni Unite il 23 settembre, viene dal desiderio di Greta di ridurre le emissioni di viaggio, che in un volo aereo sarebbero state eccessivo. Continua a leggere (Fonte ADNKRONOS.COM)

GRETA THUNBERG, FINE OSCENA. “ATTENTA ALL’EFFETTO PAPEETE, ORA…”. CLAMOROSO IN ITALIA: CHI LA SCARICA. Anche Massimo Gramellini, forse, si è stancato di Greta Thunberg. La 16enne eco-paladina social ha terminato il suo viaggio a vela insieme a Pierre Casiraghia bordo del Malizia sbarcando a Manhattan. Ha informato via Twitter i suoi supporter di ogni minima variazione di vento, cavalloni e correnti. La missione per “sensibilizzare il pianeta sui rischi dei cambiamenti climatici“, secondo l’editorialista del Corriere della Sera, rischia però di correre un altro, più banale e prosaico rischio: “l’effetto Papeete”. 

“Ti abbiamo osannata e difesa”, sembra allargare le braccia Gramellini nel suo Caffè. Ma anche basta. “Capisco che sei abituata a misurare tutto ciò che ti riguarda con il metro dell’eccezionalità – scrive a Greta -. Ma non stai solcando mari ignoti, né scoprendo continenti riemersi. Stai solo andando a New York in barca a vela. Attenta all’effetto Papeete, Greta. Basta un attimo. Basta sentirsi al centro dell’universo e circondarsi di laudatori adoranti per perdere il contatto con la realtà e ritrovarsi, al risveglio, in minoranza persino con sé stessi”. Continua a leggere (Fonte: LIBEROQUOTIDIANO.IT)

  • NON SOLO GRETA THUNBERG MA ANCHE MALALA YOUSAFZAI, AMIKA GEORGE E EMMA GONZÁLEZ. A distinguersi sul fronte delle battaglie civili sempre più ragazze

Giovani donne, ragazze che talvolta non hanno ancora raggiunto la maggiore età ma che hanno ben chiaro l’obiettivo: essere protagoniste di un cambiamento a sostegno di tutti, a partire dagli ultimi. Sono le ragazze le vere protagoniste dell’impegno civile mondiale; spesso minorenni, diversissime per provenienza, estrazione sociale e mentalità, hanno in comune almeno due aspetti: la giovane età e lo spirito libero. Ieri abbiamo raccontato la storia recentissima, quella di Olga, oggi ricordiamo:

Malala Yousafzai – Classe 1997, nel 2014 Malala ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. È stata la persona più giovane a riceverlo. Per i talebani era invece “il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”, a causa del diario scritto all’età di 11 anni e fatto pubblicare anonimamente in cui la ragazza racconta la vita in Pakistan fra orrori e soprusi del regime talebano. Un giorno del 2012, tornando da scuola, un gruppo di uomini armati inviato dal regime sale sullo scuolabus che la stava riportando a casa e la colpisce alla testa. Tenace, sopravvive. Nel 2013 è invitata a tenere un discorso all’Onu. Si presenta con lo scialle di Benazir Bhutto (la prima donna a essere eletta primo ministro in un Paese islamico, il Pakistan) e incanta tutti parlando dell’importanza dell’istruzione quale veicolo di tutela e di riscatto per le bambine e i bambini nel mondo.

Amika George – Amika ha 20 anni quando nel 2018 legge un articolo che racconta di un’associazione benefica impegnata a fornire alle donne di diversi Paesi dell’Africa prodotti per il ciclo mestruale ma poi costretta a rientrare nel Regno Unito (dove Amika vive) a causa delle impossibilità economiche delle stesse donne ad acquistare i prodotti, sia pure a prezzi agevolati. Continua a leggere (Fonte PEOPLEFORPLANET.IT di Stela Xhunga)

Fonte immagine BBC

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.