Greta Thunberg: “dopo due anni di scioperi, il mondo continua a negare la crisi climatica”

Greta Thunberg: “dopo due anni di scioperi, il mondo continua a negare la crisi climatica”

Due anni dopo il primo climate strike, il cambiamento non è ancora iniziato

Esattamente due anni dopo il primo sciopero per il clima, Greta Thunberg è tornata a far sentire la sua voce per chiedere ai leader europei un piano d’azione immediato e concreto per combattere la crisi climatica.

Nella giornata di oggi, l’attivista ambientale incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel per consegnarle una lettera aperta, firmata da più di 125.000 persone (tra cui scienziati, attivisti, civili e influencers) e inviata a tutti i leader europei lo scorso 16 luglio. Nel documento sono elencati i punti essenziali per affrontare la crisi climatica ed ecologica in atto, affinché l’emergenza venga finalmente riconosciuta come tale.

La crisi climatica è reale. Perché continuiamo a negarla?

Greta ha dichiarato al The Guardian che, nonostante siano trascorsi due anni dal primo sciopero per il clima e milioni di persone siano scese in strada a manifestare per la giustizia climatica e sociale,

il mondo ha emesso più di 80 gigatonnellate di CO2. Abbiamo assistito a continui disastri naturali in tutto il mondo: incendi, ondate di caldo, inondazioni, uragani, tempeste, disgelo del permafrost e collasso di ghiacciai e interi ecosistemi. Molte vite e mezzi di sussistenza sono stati persi. E questo è solo l’inizio. Oggi i leader di tutto il mondo parlano di “crisi esistenziale”. L’emergenza climatica è discussa in innumerevoli meeting e vertici. Si prendono impegni, si tengono grandi discorsi. Tuttavia, quando si tratta di agire siamo ancora in uno stato di negazione. La crisi climatica ed ecologica non è mai stata trattata come una crisi. Il divario tra ciò che dobbiamo fare e ciò che viene effettivamente fatto si amplia di minuto in minuto. In effetti, abbiamo perso altri due anni cruciali a causa dell’inazione politica.”

L’Unione Europea deve agire adesso, in quanto, insieme al Regno Unito, è responsabile del 22% delle emissioni globali cumulative storiche, seconde solo agli Stati Uniti. Per questo motivo l’incontro con Angela Merkel è cruciale, affinché vengano mantenute le promesse prese durante gli Accordi di Parigi si contribuisca ad abbassare la temperatura media globale al di sotto dei 2 °C.

I cambiamenti avverranno ai nostri termini o ai termini della natura?

Il cambiamento è necessario e urgente ma i leader mondiali continuano a fare promesse senza mantenerle. Bisogna agire nell’immediato per evitare la catastrofe che è già in atto: sciogimento dei ghiacciai, aumento delle temperature, scomparsa della biodiversità, diffusione di malattie virali. Un cambiamento di rotta è necessario e può avvenire soltanto attraverso l’adozione di politiche mirate ad arginare la crisi climatica.

Le nostre richieste includono l’arresto di tutti gli investimenti e le sovvenzioni sui combustibili fossili, rendere l’ecocidio un crimine internazionale, progettare politiche che proteggano i lavoratori e i più vulnerabili, salvaguardare la democrazia e stabilire bilanci annuali vincolanti per il carbonio”, ha affermato la giovane attivista.

La negazione della crisi climatica ed ecologica ci sta conducendo verso il baratro.

Esiste ancora la speranza per un mondo più equo e sostenibile?

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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