Guardami adesso! La storia di Valeria Lusztig e la sua conquista dei 4000 metri del Balmenhorn dopo un trapianto bipolmonare

Com’è combattere contro una malattia degenerativa per quarantacinque anni, superare un trapianto bipolmonare, un rigetto acuto e salire oltre i 4000 metri?

Lo racconta Valeria Lusztig, consulente di comunicazione e giornalista, di Reggio Emilia. 

Le fu diagnosticata alla nascita una malattia genetica: la fibrosi cistica, degenerativa e incurabile. Poi la rinascita! Datata 1 dicembre 2017, quando al centro trapianti di polmone del Policlinico di Milano ricevette una seconda possibilità di vita. Un rigetto, acuto e devastante, infrange la speranza, ma è ancora lotta e infine ripresa, difficile e totale quanto inaspettata.

La vita è nuovamente in mano a Valeria Lusztig e lo scorso 23 agosto la accompagna nella salita al Balmenhorn, massiccio del Monte Rosa, assieme ad altri sette incredibili compagni di cordata.

A oggi si ha notizia di soli tre trapiantati di polmoni che siano riusciti in questa impresa. 

“Non finiva più. – Racconta Valeria Lusztig  – Non so come riuscissi a inspirare tanta aria, ma quel respiro in vetta, davvero è stato il più lungo di tutta la mia vita”. 

Finalmente raggiunge la vetta, dopo ore di affanno, fatica, soste, e i cinque secondi della filosofia di Alex Zanardi ripetuti all’infinito: “Ancora cinque secondi, poi ti fermi. No, dai, ancora e ancora. Fino su, a 4175 metri. È stato come un time-lapse, di pochi secondi, del lungo approdo al trapianto di polmoni, arrivato dopo quarantatré anni di fibrosi cistica. Un lungo respiro conquistato, dopo un costante debito di ossigeno, vita e progetti”.

In estrema sintesi eccola, la svolta nella vita di Valeria. 

Una delle tante curve, dossi, cadute affrontate, ma che stavolta ha avuto i contorni netti e sinuosi di una salita innevata. 

“Una ribellione sotto un cielo talmente blu da sembrare irreale – continua- almeno agli occhi di una nata e cresciuta in pianura padana”. 

Valeria, perché hai voluto intraprendere quest’avventura?

Per onorare la vita e l’impresa di un amico che non c’è più, con cui condividevo sorte genetica e rinascita, che salì quasi fino a Capanna Margherita nell’aprile del 2018.

Qual è il messaggio?

Credo ce ne sia più di uno. Il più importante: abbiamo raccolto quasi tre mila euro e li abbiamo devoluti alla Fondazione per la ricerca contro la fibrosi cistica. Tutti quelli che hanno voluto partecipare alla causa è sono stati parte di quella cordata hanno visto questa generosità non come pulizia facile e veloce della coscienza del sano, ma come sensibilità condivisa. Poi un messaggio rivolto a chi è in attesa di un organo, ai neo trapiantati, ai malati che possono vedere finalmente allontanarsi o sparire, dietro l’orizzonte dei nuovi farmaci, l’ipotesi sempre spaventosa del trapianto. 

La vita dopo il trapianto può essere costellata d’intoppi, fatiche e imprevisti, ma può essere capace di regalare momenti straordinari, così come una straordinaria normalità. Significa onorare ogni giorno la vita del proprio donatore, della sua famiglia, e il lavoro dei tanti sanitari che si sono spesi per permetterlo. Infine, mostrando la fatica, che mi ha accompagnato quasi ad ogni passo, ho voluto dimostrare che non solo un alpinista esperto, allenatissimo e in sfida per un costante miglioramento dei propri tempi di salita, può accedere a queste vette. Il mio zaino storto, il mio rampone destro che faceva i capricci, le mie soste a base di miele per combattere le ipoglicemie hanno contribuito a testimoniarlo.

È stato un azzardo, quindi?

No. Avevo il benestare delle mie pneumologhe, pazientemente avvezze alla mia attitudine a prendere la vita come una cicala, e un allenamento che, visti i tempi e le possibilità, è stato il massimo che ho potuto. Una cordata di persone esperte che non mi ha mai lasciato sola o fatta sentire insicura.

Com’è nata questa cordata?

Avevo letto la storia di Ilaria Pietropaolo, che scalò il Monte Bianco in solitaria in ricordo delle sue gemelle, perdute pochi giorni dopo la nascita. Le avevo raccontato della mia folle idea di salire sul Monte Rosa e lei si offrì subito di accompagnarmi, senza ancora conoscermi. Poi, piano piano, altre anime belle quanto folli si sono unite e alla fine siamo saliti in otto.

Tornerete in vetta?

“Il mio obiettivo resta Capanna Margherita. I sogni vanno cullati e, allo stesso tempo, va coltivata l’arte di abbandonarli. Sono reduce da una polmonite (non Covid) e non so se avrò una capacità respiratoria all’altezza per la prossima estate. Quindi, non solo vette ma tanti cammini. Sempre legati al Progetto Guardami adesso. Ogni iniziativa vedrà una raccolta fondi per enti e associazioni attive per la prevenzione, la salute o la ricerca in campo medico.

Com’è nata l’idea di Guardami Adesso?

Una volta tornata a casa, dopo il trapianto e finalmente senza la bombola di ossigeno, compagna di passi tanto ingombrante quanto necessaria, le persone mi dicevano: eri un lumicino, e ora, guardati adesso! Il sottinteso era: non ci avremmo scommesso un euro, probabilmente. Poi parlando con amiche reduci da cicli di chemioterapie che avevano barattato la salvezza con i capelli, o malattie che ne avevano segnati il viso e il corpo, saltava sempre fuori il disagio nel sostenere sguardi estranei e difficili, che ogni volta, indagatori o distratti, inconsapevoli o sadici, sottolineavano il nostro aspetto e quindi il nostro stato. 

Guardami adesso è volutamente un titolo arrogante; guardami adesso significa: in questa finestra di benessere possiamo onorare la nostra scalata invisibile, quella condotta nel letto di ospedale a combattere il morbo, e lanciarci in quelle che mi piace chiamare spedizioni di riscatto. Allarghiamo l’orizzonte e guardiamolo, possibilmente. Dall’alto. Anzi guardateci, guardateci adesso.

Lunedì 23 novembre alle ore 21,30 Valeria sarà in diretta con Jacopo Fo e la psicoterapeuta Ilaria Fontana nell’incontro settimanale del “Lunedì Psicologico”  sulla pagina facebook

https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz.

 

https://www.facebook.com/spedizionidiriscatto/

https://www.facebook.com/ilariafontanapsicoterapianapoli

Doris Corsini

Doris Corsini

Collaboratrice di redazione

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Doris Corsini

Doris Corsini

Collaboratrice di redazione

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