Solidarietà dopo il terremoto in Albania: vigili del fuoco, clown, volontari, cantanti, la dimostrazione di solidarietà è stata meravigliosa. Disegno di Armando Tondo, dicembre 2019

Ha un nome la solidarietà andata in scena in Albania dopo il terremoto, si chiama meraviglia

Vigili del fuoco, clown, volontari, cantanti: che cos’è la comunità? È questa cosa qua

Il terremoto che lo scorso 26 novembre ha squassato la costa settentrionale dell’Albania ha fatto 51 vittime e circa 800 feriti, di cui tuttavia solo 40 sono ancora ricoverati. Le squadre di recupero albanesi non erano pronte per un simile evento, in un primo momento si è scavato sotto le macerie con ciò che si aveva a disposizione, comprese le mani nude. Poi sono arrivati gli italiani. 160 Vigili del Fuoco italiani, con 60 mezzi, due team Usar della Toscana e del Lazio, unità cinofile, attrezzature. Ha un nome la solidarietà andata in scena in Albania al momento del bisogno ed è meraviglia.

Una situazione rischiosa a detta degli stessi Vigili del Fuoco, che per quasi 24 ore hanno dovuto sospendere le ricerche dei superstiti a causa delle forti scosse, fino a 5.6 di magnitudo, verificatesi all’indomani del terremoto. Una situazione drammatica, anche a causa dei danni già subiti lo scorso 21 settembre, quando un terremoto di magnitudo 5.8 aveva fatto tremare il Paese, sempre nella costa settentrionale, sempre nei dintorni della città di Durazzo. E però una situazione meravigliosa, pur nel dramma, o forse proprio perché nel dramma. I primi aiuti dai civili italiani non sono giunti dalle Regioni con il Pil più alto ma da quelle che dai disastri del terremoto non sono ancora uscite: Molise, Abruzzo, Marche. Così come, in Europa, il primo a tendere la mano è stato il Paese più piccolo, più giovane: il Kosovo. E poi Montenegro, Croazia, Macedonia, Serbia, Bosnia, Grecia, tutti i Balcani riuniti, una cosa da non credersi.

In Albania si balla sempre, anche con il terremoto. Era diventato virale il video pubblicato dalla giovane ostetrica all’indomani del primo terremoto del 21 settembre. Durante le scosse, le infermiere del reparto maternità dell’ospedale Koço Gliozheni di Tirana si erano fiondate sui neonati a proteggerli con i propri corpi. Due donne erano in travaglio, una ha partorito alle 16.45, 20 minuti dalla seconda scossa. L’altra, qualche ora dopo. Tra una scossa e l’altra, per alleggerire il clima, il personale medico, a partire dal primario, aveva passato la giornata a ballare, coinvolgendo anche le partorienti. Che cos’è la mediterraneità? è questa cosa qua.

La cantante inglese di origini albanesi Dua Lipa ha creato delle magliette che riportano il suo nome e al centro la scritta «Pray for Albania». Costano 45 dollari cadauna e sono acquistabili a questo sito, i proventi saranno devoluti ai terremotati in Albania. La piattaforma di crowdfunding GoFundMe lanciata da un’altra cantante di origini albanese, Bebe Rexha, intanto ha già quasi raccolto 100.000 dollari (questo il link del sito per fare una donazione libera).

L’Unione Europea e le Nazioni Unite stanno coordinando un piano internazionale per aiutare l’Albania. In particolare, come riporta il New York Times, un team dell’UE composto da 50 ingegneri provenienti da sei stati membri sta conducendo, a fianco degli esperti locali, la valutazione dei danni e il piano di distribuzione degli aiuti. Stando all’ultimo bollettino ufficiale, sono 893 i palazzi danneggiati dal terremoto (di cui 558 danneggiati gravemente e 20 dichiarati inagibili) per un totale di 9017 abitazioni rovinate (di cui 5497 fortemente danneggiate o distrutte).

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha promesso una donazione da 15 milioni di euro: «L’Unione Europea è in piena solidarietà con l’Albania con atti concreti, non solo a parole. Fino ad ora, la Commissione ha contribuito a mobilitare tre squadre di ricerca composte da uno staff di più di 200 persone provenienti da Italia, Grecia e Romania». L’Europa sembra anche essersi pentita di avere rinviato, per l’ennesima volta, complice il veto della Francia e la titubanza dell’Olanda, i negoziati per l’ingresso dell’Albania e della Macedonia del Nord in Ue. In una recente lettera congiunta dell’attuale e futuro presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Junker e Ursula von der Leyen, assieme al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, e il presidente del Parlamento Europeo Davide Sassoli, si legge:

«L’Unione Europea si trova di fronte ad una scelta strategica: l’avvio dei negoziati per l’ammissione della Macedonia del Nord e dell’Albania è un test sulla capacità dell’Unione di tener fede alle promesse fatte e guardare al futuro. Crediamo sia giunto il momento di avviare il dialogo con questi due paesi per una prossima adesione».

Intanto, sempre dall’Italia, sono arrivati i clown. Tra le crepe psicologiche che sempre il terremoto lascia dietro di sé, la sindrome post-traumatica è lo spettro più invalidante per le persone che già si trovano costrette a vivere da sfollate per un tempo imprecisato a venire, per questo motivo dalla Puglia è partita l’operazione resilienza. Una missione straordinaria composta di psicologi, artisti di strada e circensi della associazione Stranivari Circo di Parabita (Lecce) e della ONG Engim Albania – progetto del servizio civile universale, per offrire supporto psicologico ai parenti delle vittime e dei feriti, agli sfollati, e ai soccorritori. Una clown terapia non meno importante del flusso dei tanti volontari, albanesi e stranieri, immediatamente accorsi sul posto e gestiti da un centro di raccolta creato nel Comune di Durazzo (per registrarsi, ecco il link). Che cos’è la comunità? È questa cosa qua.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

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