“Hai tempo”, una cosa bella da dire

Sono i bambini che ci regalano il tempo. Quello lento. In assenza di competizione.

La settimana scorsa ho chiesto ai bambini di ricopiare un breve testo su un foglio. Non ho dato un tempo. La consegna, però, era precisa. Il lavoro semplice. La prima bambina, straniera, ha finito il suo lavoro di copiatura in dieci minuti, qualcuno in quindici, qualcuno in venti e così via. Qualcuno ha saltato delle lettere, qualcuno è andato a capo quando non doveva. Qualcuno non ha fatto errori.

Suonata la campanella c’erano ancora due bambini che stavano scrivendo. Uno si è alzato e me l’ha consegnato, l’altro ho dovuto richiamarlo perché mi portasse il suo lavoro. Quest’ ultimo, siccome ne aveva copiato solo metà, quando mi è venuto vicino mi ha detto con una voce sconsolata: “Ma io non l’ho finito!”“Non importa”, gli ho risposto, “hai tempo. La prossima volta lo finirai con calma. Non ti preoccupare”. Mi ha sorriso, si è tranquillizzato ed è volato a mensa.

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Foto di Myles Tan, tratta da Unsplash.com

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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