Hai un gatto? Allora sei ateo

Uno studio americano ha trovato una relazione tra l’assenza di un Dio e l’amore per i felini, mentre chi crede tende a preferire i cani

I credenti praticanti, che vanno in chiesa più di una volta a settimana, hanno in media 1,4 mici rispetto ai non religiosi, che invece ne hanno in media 2. Lo rileva uno studio dell’Università dell’Oklahoma, che ha messo il dato in relazione al genere di interazione sociale tipica degli esseri umani. Secondo il ricercatore Samuel Perry, che ha condotto lo studio, gli atei trovano nei gatti ciò che i credenti trovano in Dio: la necessità di votarsi a qualcosa.

Come l’esperto ha spiegato a Times, i gatti sono animali incentrati su loro stessi, non cercano – al contrario dei cani – di compiacere i loro padroni, ma si pongono su un livello individualista di netta superiorità. I gatti vogliono essere e nei fatti spesso sono venerati dai loro padroni, mentre i cani, al contrario, adorano i loro “capi branco” umani e sarebbero loro fedeli a qualsiasi costo. I gatti regolano il rapporto decidendone loro i termini: quanto interagire, se e dove farsi accarezzare. I cani sono in genere proni ai desideri dei padroni.

“In un certo senso i gatti sono sostituti dell’interazione umana” – aggiunge Perry sul quotidiano britannico Daily Mail, e se andiamo in Chiesa siamo già abbastanza gratificati dal ritorno psicologico del rito sociale di gruppo. Lo studio, pubblicato sul Journal for the Scientific Study of Religion, sottolinea in definitiva che i gatti sono parificabili a ciò che si cerca in un dio, perché cercano affetto alle loro condizioni, e ciò ci permette di cercare di guadagnare il loro amore, necessità evidentemente fondamentale per l’animo umano, che in base al proprio vissuto decide semplicemente di soddisfare questo bisogno in modo laico (con i gatti) o clericale.

Leggi anche:
I gatti di Andrea Camilleri
7 motivi per non mangiare un gatto

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy