Havana, cittadini applaudono i medici in partenza per l’Italia: nessuno dice “prima i cubani”

¡Que Viva Cuba!

Bravi” dicono i cittadini cubani che salutano e applaudono all’aeroporto dell’Havana i medici in partenza per l’Italia, nessuno dice “prima i cubani”.

“Coronavirus, l’applauso ai medici in arrivo in Italia”, titola il Corriere. “I cubani applaudono i medici in viaggio per l’Italia”, avremmo preferito leggere. Già, perché in questo caso è bene sottolineare che la solidarietà non è soltanto da parte dei medici ma dell’intera popolazione cubana. Non “prima i cubani”, non “producetevi i tamponi da soli” ma “aiutiamoci l’un l’altro. Il diritto alla vita è universale.

Una solidarietà, quella cubana, non soltanto per i “popoli amici” come quello italiano: nei giorni scorsi c’era già stato l’episodio della nave da crociera inglese MS Braemar, giunta, riporta il Manifesto “nel porto di Mariel dopo essere rimasta vari giorni in mare con quasi 900 persone tra passeggeri e personale di bordo perché respinta da varie nazioni, compresi ex colonie (Bahamas) e amici fraterni (Usa), perché a bordo vi erano cinque casi confermati di Sars Cov-2 e più di una decina in isolamento – compreso il medico di bordo – per sospetto contagio. Il governo cubano ha accettato la richiesta di aiuto”.

Non è tempo delle polemiche, dunque, oggi, limitiamoci a sottolineare questo:

mentre Cuba, Cina e Vietnam mandano in Italia medici e materiale sanitario per aiutarci nell’emergenza, come del resto hanno fatto Emergency e altre ONG (come spiegato in questo articolo), Polonia e Repubblica Ceca (paesi del Gruppo di Visegrád che tanto piace al sovranismo nostrano ed europeo) bloccano e sequestrano il materiale sanitario inviato dalla Cina all’Italia: materiale non soltanto urgente, visto il primato italiano dei contagi e dei decessi, ma già acquistato e pagato dal Sistema Sanitario Nazionale italiano. Materiale recante i sigilli con le bandiere cinesi e italiane, a scanso di equivoci, come si vede qui.

Nello specifico, 680.000 mascherine e migliaia di respiratori regalati dalla Cina all’Italia sottratti dalla Repubblica Ceca (un “furto”) e 23.000 mascherine FFP2 comprate dalla Regione Lazio e sequestrate dalla dogana polacca.

Cuba, Cina e Vietnam mandano in Italia medici e materiale sanitario per aiutarci nell’emergenza, come del resto hanno fatto Emergency e altre ONG (come spiegato in questo articolo).

Sovranisti e buonisti, a confronto.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Potrebbe interessarti anche

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy