High tech e green, ecco come sarà la nuova arena del Colosseo

High tech e green, ecco come sarà la nuova arena del Colosseo

Alta tecnologia e sostenibilità le parole chiave

Un pavimento in legno dall’anima super tecnologica e green, con un sistema di pannelli fibra di carbonio che, muovendosi e ruotando come una sorta di brie soleil super sofisticato, garantirà sia la vista del seminterrato che la loro ventilazione.

Ecco come sarà la nuova arena del Colosseo nel 2023, la sfida più ambiziosa del ministro della Cultura Dario Franceschini. “Ancora un passo avanti verso la ricostruzione dell’arena, un progetto ambizioso che aiuterà la conservazione e la tutela delle strutture archeologiche recuperando l’immagine originale del Colosseo e restituendogli anche la sua natura di complessa macchina scenica”.

La nuova arena sarà fruibile per l’intera superficie, apribile in diverse configurazioni, gestibili da remoto e garantirà la corretta conservazione delle strutture ipogee.

Si tratterà di “una struttura estremamente leggera e completamente reversibile”, assicurano i progettisti di Milan Ingegneria, azienda veneta che si è aggiudicata, insieme ad altri specialisti, la gara indetta da Invitalia per la realizzazione del progetto, finanziato con 18,5 milioni di euro.

Lo studio di ingegneria che guida il gruppo vincitore vanta un ricchissimo portafoglio di progetti in tutto il mondo e di collaborazioni con i grandi nomi dell’architettura a cominciare da Renzo Piano con cui stanno realizzando, tra l’altro, l’ospedale Emergency in Uganda, ma anche Mario Cucinella, Arata Isozaki, Rem Koolas, solo per citarne alcuni. Il loro nome è legato anche al restauro della Basilica Palladiana a Vicenza.

Il progetto

Il progetto, redatto insieme all’architetto Fabio Fumagalli di Labics e altri, è stato scelto da una commissione redatta da Invitalia e composta da Salvatore Acampora, Alessandro Viscogliosi, Stefano Pampanin, Michel Gras e Giuseppe Scarpelli.

Alla base l’idea di un passo in avanti nella tutela unitamente al recupero dell’immagine originaria del monumento e del suo funzionamento come complessa macchina scenica.

La piattaforma, spiega l’architetto Fumagalli, è stata collocata, grazie al suo spessore estremamente ridotto, al livello che aveva all’epoca dei Flavi. E “prende forma e funzioni dal piano originale“.

Le travi “vengono appoggiate direttamente sulle strutture murarie senza ancoraggi meccanici” e questo per rendere la struttura il più possibile meno invasiva oltre che reversibile: “Se ci sarà la necessità di rimuoverla sarà possibile ripristinare lo stato attuale”, sottolinea Massimiliano Milan.

Il nuovo decking sarà costituito da pannelli mobili in fibra di carbonio e rivestiti in legno Accoya, un materiale “ottenuto attraverso un processo di acetilazione delle fibre di legno” per aumentarne la resistenza ma anche la durata.

Alta tecnologia e sostenibilità, che nasce dalla scelta di non demolire essenze preziose e dal riciclo dell’acqua piovana. Un sofisticato meccanismo di “rotazione e traslazione” dei pannelli che compongono la pedana servirà a garantire sia la visuale del piano interrato che la loro ventilazione e illuminazione. Distribuite lungo il perimetro del monumento, 24 unità di ventilazione meccanica controlleranno l’umidità e la temperatura dei locali interrati. “In 30 minuti sarà possibile garantire il completo ricambio dell’intero volume d’aria”, assicurano i progettisti.

Non sono mancate però le critiche: “Ottimi professionisti messi al servizio di un brutto progetto”, commenta lo storico dell’arte Tomaso Montanari.

Pompare più risorse nel luogo più visitato d’Italia quando ci sono tanti siti minori ancora asciutti, mi sembra a priori inappropriato”, fa eco l’archeologo Paolo Liverani.

L’ex presidente del consiglio superiore dei beni culturali applaude invece Giuliano Volpe (“Adesso l’arena diventa una piazza per i romani”) e ringrazia volentieri l’archeologo Manacorda.

Gli autori del progetto sono convinti che la nuova arena aiuterà prima di tutto la conservazione del monumento che fino al 2019 veniva visitato da 7 milioni di persone all’anno: “Il nuovo pavimento dell’arena – assicurano – proteggerà gli ambienti sottostanti dagli agenti atmosferici, anche lo scarico dell’acqua sarà notevolmente ridotto grazie ad un sistema di raccolta dell’acqua piovana che verrà poi riutilizzata nei wc del Colosseo”.

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