I 10 migliori film erotici degli anni ’70 e ’80

Il sensuale piacere della visione

L’eros e il cinema hanno un legame molto stretto fin dagli albori della settima arte. Ma i censori e il moralismo ne hanno limitato l’espressione nel corso dei decenni. La creatività dei registi è comunque riuscita a turbare i sensi degli spettatori fosse una Gilda, un angelo azzurro, un giovane Brando che si chiama desiderio. È negli anni Settanta che la rivoluzione dei costumi fa cadere vestiti e tabù a favore del migliore cinema erotico . Tutto diventa esplicito e possibile. Il cinema d’autore non si pone limiti continuando a combattere con la censura. I nuovi consumi aprono sale a luci rosse, il romanzo di formazione degli adolescenti maschi nei cinema è di massa tra commedie scollacciate e film scandalo. L’omosessualità trova cittadinanza. Ho scelto i miei migliori dieci film erotici tra i Settanta e gli Ottanta, il ventennio di maggior godimento di cinema erotico. Dopo, nulla sarà più come prima. Salvo qualche rara eccezione..

ULTIMO TANGO A PARIGI di Bernardo Bertolucci, 1972

Con “Ultimo Tango a Parigi” succede di tutto. Marlon Brando è Marlon Brando. Maria Schneider ne resterà traumatizzata per sempre immergendosi nel clima dell’epoca non sapendo che c’è un oltre Bataille che ti devasta tra Eros e Thanatos. I settimanali dedicano copertine e decine di pagine di approfondimento. L’Italietta bigotta e fascista anima il furore della censura. Bertolucci è il Giordano Bruno del Novecento. La pellicola viene mandata al rogo, il presidente della Repubblica ne salva una copia affidata alla Cineteca nazionale. Bernardo viene privato dei diritti civili. Ma oltre quindici milioni di italiani vedono il film e straparlano del burro adoperato in un amplesso. Il film ritornerà in sala nel 1987 sdoganato all’epoca nuova e già da tempo consegnato alla categoria dei capolavori assoluti.

ECCO L’IMPERO DEI SENSI di Nagisa Oshima, 1976

Titolo originale “Corrida in amore”, ispirato a un fatto realmente accaduto nel Giappone degli anni Trenta e molto conosciuto nel Sol Levante. Sada Abe è un’ex prostituta che presta servizio come cameriera in un hotel. Qui inizia una focosa relazione con Kichizo Ishida, il proprietario. La passione è così forte e intensa che la continua necessità di aversi li porta a sperimentare forme di trasgressione estreme. Anche qui emerge il pensiero di Bataille. Magistrale lezione di regia di Oshima che inquadra tutto su interni modellati su stampe erotiche giapponesi del Settecento. In Italia sforbiciata censoria di 15 minuti rispetto all’originale.

IL DECAMERON di Pier Paolo Pasolini, 1971

Pasolini ha il merito di aver restituito agli italiani la lezione del Decamerone di Boccaccio. Le 7 novelle scelte per la sceneggiature sono  ambientate a Napoli con una precisa scelta di campo meridionalista. Pasolini, grande esperto di pittura, interpreta Giotto con una recitazione fisica molto possente. Divertente, solare, perfettamente compiuto. Ma Pasolini al cinema è ancora una volta scandalo senza fine. I Soloni della sinistra insorgono contro l’avvenuto disimpegno pasoliniano. La destra reazionaria, il centrismo bigotto e i parrucconi della magistratura più retriva perseguono l’arte cinematografica che rende popolare il boccaccesco che sta nei vocabolari. Per la felicità del produttore il film incassa la cifra record di quattro miliardi di lire dell’epoca. Il successo commerciale del film pasoliniano consentirà la nascita di un sottogenere erotico boccaccesco che incontra un gran favore di pubblico.

QUERELLE DE BREST di Reiner Werner Fassbinder, 1982

Ultimo film, quasi un testamento, del grande regista tedesco, tratto dal romanzo di Genet. Querelle è imbarcato sulla nave “Vengeur”, ancorata nel porto di Brest, è bello e forte ed è nascostamente amato dal comandante della nave, il tenente Seblon. Sceso a terra, conosce in un bistrot-bordello il padrone del sordido locale, Nono, sua moglie Lysiane, amante del fratello di Querelle, Robert. Film epico per la comunità omosessuale che santifica i marinai come icone di riferimento, film scandalo per gli spettatori etero. Le luci arancio e blu che illuminano le scene sono bellissime. Sparito nel ricordo e nella visione. Merita di essere recuperato.

LA CHIAVE di Tinto Brass, 1983

Opera del geniale regista veneziano, tratto dal libro dello scrittore giapponese Tanizaki (torna il Sol Levante erotico) e ambientato nella Venezia fascista degli anni Quaranta. Film massacrato dalla critica che non si limita a negargli le stelle ma sostiene che non è un film erotico. Smentito dai larghi favori del pubblico che accorre in massa in sala e ne conserva il vhs per il tinello di casa o per la camera da letto. Trionfo erotico di Stefania Sandrelli. Sequestrato dalla magistratura. Ben presente nell’immaginario erotico italiano per intreccio di trama e forme.

MALIZIA di Salvatore Samperi, 1973

Una commedia erotica riuscita e divertente, ambientata in una Catania ispirata dagli scritti di Brancati, fa ammirare una sconosciuta attrice che interpreta una cameriera corteggiata dall’ex vedovo e dai suoi figli. Ingresso nello star system nazionale per Laura Antonelli diretta da un regista giovane sessantottino e splendidamente llluminata dal direttore della fotografia Vittorio Storaro. La malizia come senso comune italico.

EMMANUELLE di Just Jaeckin, 1973

Tratto da un libro di gran successo scritto probabilmente da un diplomatico e sua moglie che lo firma con lo pseudonimo di Emmanuelle Arsan racconta una giovane donna alla ricerca dell’emancipazione sessuale attraverso una serie di esperienze trasgressive e libertine figlie dell’epoca. Amplessi in aereo con due uomini, atmosfere sadiche, erotismo sfrenato nel film girato da un esordiente ne fanno un successo planetario che genera sette sequel ufficiali e oltre una quindicina di titoli apocrifi.

LA VERA GOLA PROFONDA di Joseph Sarno, 1974

La storia di un prostituta con il clitoride nella gola è il primo film pornografico che ha un trama strutturata e una produzione degna di questa nome. Wikipedia recita: «Alla sua uscita nei cinema Gola Profonda diventò un successo clamoroso e ricevette attenzione anche da un pubblico mainstream che di solito non frequentava le sale a luci rosse, uscendo dalla nicchia riservata al cinema hard per diventare un caso nazionale negli Usa  che diede il via al cosiddetto “porno-chic”». Incassi clamorosi in tutto il mondo. Italia compresa.

LÉGAMI di Pedro Aldomovar, 1989

Il cuore e il furore creativo del funambolico regista spagnolo mescola commedia e melodramma. Banderas psicopatico con problemi emotivi  ossessionato da una porno diva, la sequestra e la lega al letto per darle tempo di innamorarsi di lui. E il carnefice spesso affascina. Il trionfo dell’eros beffardo al cinema.

NOVE SETTIMANE E MEZZO di Adrian Lyne, 1986

Avversato dalla critica all’uscita, in particolare da Tullio Kezich che aprì un serrato dibattito con i lettori che non avevano apprezzato la stroncatura feroce. Il film, adoperando il linguaggio della pubblicità dell’epoca, decreta il grande successo di Kim Basinger e Mickey Rourke e colpisce l’immaginario sessuale degli anni Ottanta ormai condizionato dalla paura dell’Aids. Lo spogliarello sulle note di Joe Cocker è nella memoria di tutti.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.