Fantozzi

I 10 migliori film sul Capodanno

Quando il veglione fa spettacolo

A differenza del film natalizio non è un genere ma un’ambientazione amata da sceneggiatori e registi che spesso prendono spunto da un buon libro. Le atmosfere del passaggio diventano l’intreccio per diverse declinazioni che portano a rimescolare il vissuto dei più vari personaggi che fotografano ambienti sociali e rappresentazioni di un momento storico. Intere trame sull’ultimo dell’anno catalizzano il soggetto di una giornata molto particolare che diventano caleidoscopio della commedia umana. Altre volte un finale, un inizio, un episodio del film segnano il ricordo della ricorrenza. Perché il giorno di San Silvestro è sempre da ricordare.

STRANGE DAYS di Katryn Bigelow, 1995

Capolavoro di fantascienza distopica che anticipa usi e costumi della società contemporanea quando la realtà virtuale è un tema per specialisti e appassionati di letteratura d’intrattenimento. Il passaggio del millennio con tutto il messianismo che ne consegue negli ultimi giorni a Los Angeles. La bravissima regista e il produttore, ex marito, James Cameron hanno il merito di aver costruito un noir postmoderno ad incastro che passa per il lettore Squid, un cd che attraverso una cuffia fa rivivere, a tutti i livelli sensoriali, un’esperienza già vissuta da un altro. Sono esperienze illecite da nuova droga. Il protagonista pusher è un ex poliziotto secondo la tradizione chandleriana. La grande festa di Capodanno in un hotel è il teatro ideale per chiudere i complessi raccordi. Il titolo del film deriva da una canzone dei Doors. Per questo illustre film suonano alla festa finale gli Skunk Anansie. Suoni e immagini sono un perverso godimento. Cineprese costruite all’occasione per le sequenze dei “cine viaggi”.

FOUR ROOMS di Autori vari, 1995

Film amato dai tarantiniani e bistrattato da gran parte della critica. Quentin fresco regista affermato grazie al successo di Pulp Fiction produce un film ad episodi con struttura da Nouvelle Vague coinvolgendo altri tre colleghi della sua generazione che avevano fatto comunella al Sundance di Robert Redford (Robert Rodriguez, Alexandre Rockwell, Allison Anders). Quattro episodi ambientati la notte di Capodanno in un hotel decadente di Los Angeles che allude al mitico Chatau Marmont. Un ottimo Tim Roth è il fattorino assunto l’ultimo giorno dell’anno e che da solo dovrà governare gli imprevisti di quattro stanze. Denso di citazioni cinematografiche, camei e cast da grandi sorprese e gran divertimento generale.

RISATE DI GIOIA di Mario Monicelli, 1960

Unico film che vede assieme Anna Magnani e Totò. L’attrice reduce dall’Oscar, pur avendoci lavorato nella rivista non voleva Totò perché ne temeva il target da guitto, ma suggerisce la presenza di Ben Gazzarra che aveva scoperto in America. Lei è Tortorella, attrice generica di Cinecittà, che vorrebbe trascorrere San Silvestro con amici facoltosi ma finisce con un attore decaduto e un borseggiatore. Sceneggiano Age, Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico. Bocciato da critica e pubblica dell’epoca nel corso del tempo è stato rivalutato molto, anche in Francia dove l’uscita della versione restaurata è stata salutata come un capolavoro, uno dei film più significativi e poetici dell’opera di Monicelli. Una commedia amara diventata un piccolo classico.

L’ULTIMO CAPODANNO di Marco Risi, 1998

Tratto da un racconto del cannibale Ammanniti e flop al botteghino per lancio sbagliato poi rivalutato a posteriori. E’ un raro pulp all’italiana che non risparmia l’uso del grottesco avendo a disposizione un cast pazzesco. In un condominio a San Silvestro ne accadono di belle. Nudo spettacolare della Bellucci, Marco Giallini non ancora famoso, Claudio Santamaria e Max Mazzotta sballati persi con i parenti nella stanza accanto, Beppe Fiorello fa il gigolò, Haber alle prese con il sadomaso, Tirabassi e Ricky Mamphis ladri da strapazzo e nuovi soliti ignoti. Persino Adriano Pappalardo regala un monologo dopo aver devastato un appartamento. Marco Risi uccide egregiamente il cinema dei padri. Cultissimo.

AVVENTURA SUL POSEIDON di Ronald Neane, 1972

Anche il catastrofico è cornice per San Silvestro. Tratto da un libro di Galliano racconta l’ultima crociera per un vecchio transatlantico prossimo alla demolizione: ma durante la notte di Capodanno, un’onda anomala da maremoto provoca la morte di quasi tutti i passeggeri. In dieci, guidati da un coraggioso prete che spesso apostrofa Dio, cercano di uscire dalla nave, ma solo pochi di loro si metteranno in salvo. Effetti speciali incredibili. Cast hollywoodiano stellare, due Oscar e numerosi riconoscimenti.

NON BUTTIAMOCI GIU’ di Pascal Chamail, 2014

La vicenda la offre Nick Hornby, autore che ha visto quasi tutti i suoi libri diventare film. Nella notte di San Silvestro, quattro sconosciuti si incontrano sulla cima di un palazzo di Londra, noto come la Casa dei Suicidi, con l’intenzione comune di togliersi la vita. Quattro generazioni, quattro universi differenti e quattro diverse ragioni per farla finita. Ognuno dei quattro racconterà la propria storia di vita e sventure finendo per stipulare un patto. Una commedia molto intelligente. Tra i protagonisti l’ex 007 Pierce Brosnan.

200 CIGARETTES di Risa Bremon Garcia, 1998

Imperdibile per chi adora il vintage anni Ottanta questa opera d’esordio di una regista ex casting che la notte di Capodanno del 1981 mostra le avventure minimaliste di alcuni single, gruppi di amici, parenti, artisti e musicisti, che hanno come comune intento quello di realizzare qualcosa di sensazionale entro la mezzanotte. Dopo aver girato diversi locali di New York, i vari personaggi si incontrano in una casa dell’Est Village per una festa, dove si crea un’atmosfera di eccitazione. Si fuma molto. Più Capodanno di così…

RADIO DAYS di Woody Allen, 1987

Uno dei molti capolavori alleniani in cui si racconta, dal punto di vista dei ricordi della sua famiglia, la rilevanza della radio dagli anni Trenta e come declinava magnificamente Tullio Kezich dopo la prima a Cannes: “Ha invece un punto di arrivo preciso, la notte sul Capodanno 1944, con Diane Keaton, ospite a sorpresa, che canta “You’d Be So Nice to Come Home to” di Cole Porter; e con Sally e tutti gli altri divi del microfono riuniti sul tetto di un grattacielo di Times Square a filosofare sulla caducità delle umane glorie come in un revival di “Tre sorelle”. E Woody Allen lo avverte con il sismografo dell’ artista, in cui il mondo cambia: si sente nell’aria che finirà la guerra, finiranno tante cose, finiranno anche che gli Radio Days e i loro eroi saranno dimenticati”.

FANTOZZI di Luciano Salce, 1975

Prezioso episodio del capolavoro comico che fotografa i molti vizi e le pessime virtù dell’impiegato medio della Prima Repubblica. Sul tragicomico e celeberrimo Capodanno fantozziano ha egregiamente chiosato il Post: “Ci sono l’imbarazzo del finire accanto a quelli a cui non si voleva finire, la musica di pessima qualità, la cena sgangherata, le speranze sentimentali cadute nel vuoto e poi – grazie alla complicità del maestro Canello – la saggia decisione di anticipare il Capodanno alle 22.30, per togliersi l’impiccio”. E poi per strada sotto i botti Fantozzi che urla: “Buttate, buttate” e una lavatrice schianta la sua modesta utilitaria. Fantozzi siamo noi. Anche a Capodanno.

IL DIARIO DI BRIDGET JONES di Sharni Maguire, 2001

Il famoso film inizia a Capodanno, quando la nostra eroina va alla festa di sua madre come ogni anno e che tenta in ogni modo di accasarla. Al buffet freddo a base di tacchino al curry fa la conoscenza di Mark Darcy, un avvocato divorziato che si mostra altezzoso e scostante nei suoi confronti. Le sue parole spingono però Bridget a ragionare, e decide di riprendere in mano la sua vita cominciando un diario in cui scrivere tutta la verità su di sé e riproporsi di cambiare. Utile non solo per le trentenni.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.