I bambini “fantasma”

Chiusi nelle Case-Famiglia per effetto delle nuove misure: chi pensa a loro? Intervista con Vincenza Palmieri

Che fine hanno fatto i bambini fantasma?

Sto impazzendo – scrive Salvatore – non vedo e non sento mia figlia dall’11 febbraio. L’hanno presa da scuola e portata via. Non so nemmeno dove sia”.
Gli fa eco Aurora: “Lo stesso è accaduto a me con i mei due figli. Non ne so più nulla dal 26; e il piccolo ha solo 4 anni”.
Bruna vive una situazione affine. Commenta con dolore: “perché invece di dare l’indulto ai carcerati non si ridà la mamma ai bambini chiusi in Casa Famiglia?”.

«Bambini al 41bis»

«Un decreto li ha rinchiusi in una casa che non è la loro, la quarantena li ha resi “Bambini al 41 bis”» è il commento – riferendosi alla misura carceraria che impedisce di avere contatti con l’esterno – della prof. Vincenza Palmieri.

La professoressa è fondatrice della Pedagogia Familiare nel nostro Paese, ed è anche Consulente Tecnico di Parte in molte controversie di natura genitoriale. Di seguito l’intervista.

«Questi bambini sono isolati dai genitori e da chi li ama, ma non abbastanza a distanza tra di loro, invece, quindi non protetti dal contagio.
Una promiscuità che li espone a rischi che non incontrerebbero in famiglia. Eppure i Servizi Sociali sono fermi, le porte rimangono serrate. Se i detenuti si ribellano, i bambini non hanno nemmeno questa possibilità.
Se il Decreto varato d’urgenza dal Governo vieta gli assembramenti e la vita di Comunità, invece di favorire il ritorno dei Minori nel nucleo di appartenenza, si sospendono le visite dei parenti ai Minori.»

Eppure la normativa vigente parla chiaro…

«Chiarissimo. Niente stop agli spostamenti dei figli. E la sospensione delle udienze non investe i provvedimenti urgenti su adozioni, alimenti, visite ai figli. Non cambiano i tempi che i genitori separati devono trascorrere con i bambini. Insomma, le regole basilari restano del tutto invariate.
Il divieto di spostamento se non in caso di necessità, dunque, non si traduce affatto in un blocco delle visite ai figli, sia che si trovino in Casa Famiglia che presso l’altro genitore». 

Mia figlia continua a tagliarsi perché vuole tornare a casa ma nessuno fa niente” grida nel vuoto Margherita.

Stella, per vedere le figlie senza entrare in contatto con il padre da cui è divorziata, ha chiesto a lui di modificare per un giorno il proprio orario di lavoro. Ma nessuno tutela i due giorni al mese che le spettano di diritto. Il padre non acconsente e le Minori non incontrano la madre.
Forse alla grande sarà concessa una videochiamata. Ma la piccola è davvero piccola e ancora Stella non sa se si potranno guardare attraverso uno schermo. 

Ma non si dovrebbe guardare all’interesse del Minore?

«L’interesse del Minore a vedere il genitore lontano si calpesta come e più del solito. Il virus è un comodo appoggio per guadagnare terreno nei rancori e sottrarre ai figli ciò che spetta loro. Perché il punto è proprio questo: al centro è e deve restare il supremo interesse del fanciullo, il fulcro non sono i genitori ma i Minori.»

Silvia riceve una mail dall’Assistente Sociale, che le comunica l’impossibilità di vedere la figlia perché sono vietati gli spostamenti. A nulla serve che lei risponda che la visita ai familiari è tra le necessità ammesse, a nulla serve evidenziare che in famiglia sarebbe più protetta che in una collettività. L’esito finale è ancora più agghiacciante: l’Assistente Sociale propone di “organizzare delle telefonate con la mamma”. Ma “qualora le telefonate dovessero creare maggiore agitazione”, si autorizza invece la sospensione anche di quell’unica, minima forma di contatto.

«Come in galera. Più che in galera»

«C’è chi suggerisce di mentire – racconta ancora la Prof.ssa Palmieri – per mantenere il monopolio sui figli, simulando tosse e affermando la necessità di porre in atto una misura autocautelativa di 14 giorni per non doverli “restituire” all’altro genitore. Come se i figli fossero una merce di cui mantenere l’usufrutto esclusivo, senza considerare né la delibera che disponeva l’affido condiviso, né il benessere dei Minori.»

Lo Stato ci impone di rispettare regole e leggi – sottolinea A. – ma poi è il primo a disattendere Diritti e Convenzioni. Sono giorni duri per tutti i genitori che si sono visti bloccare gli incontri con i propri figli a data da destinarsi. E senza garanzia di recupero per gli incontri andati in fumo”.

Nessuno ne parla. Perché?

Prof.ssa, questi sono solo alcuni casi. Ma sembrano essere una miriade. Perché nessuno ne parla?

«Perché ora i titoli dei giornali seguono i trend topic dei Social. Ora si scrive, si parla, si grida di Covid-19. Ma dove sono quelli che pretendevano verità su Bibbiano? La verità su Bibbiano è una sola: che Bibbiano non è solo Bibbiano, ma è tutta Italia. E qui, oggi, chi traeva profitto dai bambini fantasma si frega le mani. Gli occhi si spostano altrove e le atrocità possono continuare in barba alle norme. Si scrivono decreti per l’emergenza e si disattendono in nome della stessa emergenza.»

Io sono una madre senza figli” – scrive G. I suoi bambini sono in due diverse Comunità in due differenti Comuni. Le è impedito di vederli, nonostante uno abbia anche la febbre. La preoccupazione di una madre, la paura di un bambino non valgono nulla. Uno non lo vede da un mese, l’altro da due. “Sono madre solo sui documenti”, aggiunge. 

Nonostante abbia fatto domanda per far pernottare a casa mio figlio di 16 anni, ho dovuto riportarlo in Comunità dopo pochi giorni. I Servizi hanno risposto che bisogna aspettare che passi il periodo di allerta. Ma allora quando potrò rivederlo?” 

Come ognuno di questi genitori abbandonati di bambini fantasma, anche G. si chiede chi sia a trarre beneficio da questa situazione; si domanda – con un interrogativo sempre più triste e retorico – per chi rappresenti occasione di profitto.

[Le testimonianze dei genitori sono tratte dal libro di Vincenza Palmieri, “La Filiera Psichiatrica in Italia – Da Basaglia a Bibbiano e fino al tempo del Coronavirus“, ed. Armando Editore, in uscita a breve]

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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