I dati mondiali e l’anomalia della Lombardia: letalità al 19%!

Le statistiche della Johns Hopkins University

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati, morti e ricoverati in tutti i paesi. Secondo i dati ad oggi, 18 aprile, sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia  è terza per numero di casi ufficiali e seconda per  numero di morti.

Complessivamente nel mondo si registrano 2.259.000 casi (546.000 in più rispetto a 7 giorni fa) e 155.000 morti (51.000 in più rispetto a 7 giorni fa)

In una settimana altri 202.000 nuovi casi negli Usa

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da  502.000  a 707.000.  Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 18.000 a 31.000.

New York City da sola conta ad oggi 13.000 morti e, assieme alla Lombardia, rappresenta il principale focolaio del covid-19 nel mondo.

Nonostante questi numeri impressionanti, Trump continua la sua polemica contro i governatori di vari stati Usa che hanno ordinato il blocco delle attività.

L’apparente anomalia dell’Italia

Anche dalle statistiche della Jhons Hopkins  si conferma l’apparente anomalia dell’Italia che avrebbe un tasso di letalità molto superiore a qualsiasi altro paese. Confrontando casi accertati e numero di morti dichiarati da ciascun paese in Italia il tasso di letalità sarebbe del 13,4% contro una media mondiale di tutti gli altri paesi escluso l’Italia del 6,3%.

Gli strani numeri della Lombardia

L’anomalia italiana è in realtà tutta concentrata in Lombardia, dove con circa 64.000 casi confermati e circa 12.000 morti il tasso di letalità sfiora addirittura il 19%!  Al di fuori della Lombardia il tasso di letalità italiano è simile a quello di altri paesi dove il coronavirus è molto diffuso, come ad esempio la Spagna. È in Lombardia quindi che i conti non tornano. Se poi si ricorda che è ormai pacifico che nella regione i morti per Covid-19 sarebbero stati finora molti di più di quelli attribuiti al virus (vedi la strage nelle case di riposo, con tanti morti per “polmonite”), il pensare che i casi presenti nella regione siano molti di più di quelli ufficiali è più che un sospetto e questo spiegherebbe un tasso di letalità altrimenti incomprensibilmente così elevato.

E le proposte di riapertura delle attività al 4 maggio avanzate da alcune regioni tra cui la Lombardia sono oggi fonte di preoccupazione da parte di molti.

Le classifiche ufficiali

Di seguito le classifiche per i primi 10 paesi con i dati in migliaia in base alle statistiche ufficiali riferite a: casi confermati; morti

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nella posizione in classifica rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 707.000 Stati Uniti
  • 191.000 Spagna
  • 172.000 Italia
  • 149.000 Francia
  • 141.000 Germania
  • 110.000 Regno Unito (+)
  • 83.000 Cina (-)
  • 79.000 Iran
  • 79.000 Turchia
  • 37.000 Belgio

Morti

  • 31.000 Stati Uniti (+)
  • 23.000 Italia (-)
  • 20.000 Spagna
  • 19.000 Francia
  • 15.000 Regno Unito
  • 5.000 Belgio (+)
  • 5.000 Iran (-)
  • 5.000 Cina
  • 4.000 Germania
  • 3.000 Olanda

Foto di Erich Westendarp

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

Potrebbe interessarti anche

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy