Pulizia strada e spiagge: le buone pratiche sui rifiuti in Italia

“I deplasticati” puliscono le nostre strade e spiagge

Torna l’estate e la voglia di un mondo senza rifiuti

Ha vent’anni e ha deciso di dedicare parte del proprio tempo libero per aiutare l’ambiente. Nello specifico Alessio Bellini, che all’Università studia Comunicazione, raccoglie mozziconi di sigarette e posta le fotografie del suo “bottino” su Facebook per denunciare l’inciviltà di molti e per provare a  convincere altre persone a seguire il suo esempio. In soli quattro pomeriggi, con un’uscite di almeno un’ora ciascuna, ha raccolto più di 1.200 sigarette nel centro storico di Sanremo, dove vive. Quando ha deciso di dedicarsi alla spiaggia, insieme alla sorella, ha visto persone entusiaste aggiungersi spontaneamente alla caccia alle cicche: 704 filtri sono stati estratti dalla sabbia in 45 minuti.

Faccio parte de ‘I deplasticati’, un gruppo di volontari che una volta al mese organizza giornate di pulizia dei luoghi del cuore dai rifiuti. Ma non mi bastava – ha raccontato a Repubblica – mi sono sentito in dovere di fare di più. La mia iniziativa personale è nata così dalla volontà di non dare respiro ai nemici dell’ambiente. Serve costanza e passione, ma non ho alcuna intenzione di fermarmi”. Continua a leggere [Fonte: “Raccolgo mozziconi di sigarette sulle spiagge. La sfida è social” – REPUBBLICA.IT di Claudio Cucciatti]

Panoramica sulla situazione in Italia:

  • SI CHIAMA “PLOGGING” E SI STA DIFFONDENDO RAPIDAMENTE PERCHÉ FA BENE AL CORPO E FA BENE ALLA NATURA
[Fonte: canale YouTube di FANPAGE.IT ]
  • 282 COMUNI – OLTRE 6 MILIONI DI ITALIANI! – VERSO L’AZZERAMENTO DEI RIFIUTI. Strategia Rifiuti Zero: un modello in 10 passi sia pragmatico che utopico. Lo Zero rifiuti è sia pragmatico che utopico: si tratta di progettare e realizzare prodotti per avere un limitato volume di rifiuto, eliminare la tossicità, riciclare-riusare-recuperare tutto in un ciclo teoricamente infinito.

A fine aprile di quest’anno sono 282 i Comuni italiani che hanno aderito alla strategia Rifiuti Zero: un modello in 10 passi – messo a punto da un Comune della Toscana e poi diffuso un po’ in tutta Italia – che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti, da non considerare più scarti ma risorse da riutilizzare, ovvero le materie prime seconde. Questo modello si contrappone necessariamente all’incenerimento o termovalorizzazione e alla discarica proprio perché tende ad annullare, o almeno diminuire sensibilmente, le quantità da smaltire.

Strategia Rifiuti Zero e Definizione – Il modello si basa su una strategia ben definita in un documento adottato dai partecipanti al 5° Convegno Internazionale sulla Strategia Rifiuti Zero tenutosi a Napoli ormai 10 anni fa, di cui si riportano alcuni passi cruciali:

  1. La strategia “rifiuti zero” è attualmente il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale.
  2.  La gestione sostenibile delle risorse passa attraverso il raggiungimento di tre obiettivi generali:
    1. responsabilità dei produttori, a monte del processo produttivo: produzione e progettazione
    industriale;
    2. responsabilità della comunità, a valle: modelli di consumo, gestione dei rifiuti e smaltimento;
    3. responsabilità della classe politica, per coniugare responsabilità industriale e della comunità in un contesto armonioso.
  3.  Ognuno di noi produce rifiuti e pertanto è un elemento di una società non sostenibile. Nonostante ciò, con una buona leadership politica, ognuno di noi può essere coinvolto in un processo diretto verso una società sostenibile.
  4.  Una buona leadership politica tratta il cittadino come un alleato chiave nella lotta per la protezione della salute dell’uomo e della terra e nel processo di transizione verso un futuro sostenibile.
  5.  La definizione di “Rifiuti Zero” secondo la Zero Waste International Alliance (Z.W.I.A.)
    “La strategia “rifiuti zero” è al tempo stesso pragmatica ed utopica. Essa cerca di emulare la sostenibilità dei cicli naturali, dove tutti i materiali eliminati diventano risorse per altri. “Rifiuti zero” significa prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento“.
  6.  “Se un prodotto non può essere riutilizzato, riparato, ricostruito, rinnovato, rifinito, rivenduto, riciclato o compostato allora deve essere ridotto, ridisegnato o rimosso dalla produzione”. Continua a leggere  [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Elisa Poggiali]
  • TERMOVALORIZZATORI A PARTE, COME VA L’IMPORT-EXPORT DEI RIFIUTI IN ITALIA? Il dibattito interno alla politica che divide il governo sulla questione dei termovalorizzatori ripropone il grande tema dei rifiuti.Come se la cava l’Italia con l’import-export dei rifiuti, compresi quelli pericolosi?

Novembre, tempo di rifiuti. Il dibattito interno alla politica che mina il governo al suo interno  – con da una parte Matteo Salvini favorevole ai termovalorizzatori e dall’altra il secco “no” di Luigi Di Maio, specie in riferimento al Sud Italia – cade proprio nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) in corso fino al 25 Novembre e giunta ormai alla decima edizione. Tema di quest’anno, i rifiuti pericolosi, vale a dire quei rifiuti urbani (cioè prodotti da privati) oppure speciali (cioè prodotti da attività industriali e commerciali) che contengono parti infiammabili, esplosive e potenzialmente tossiche per la salute delle persone e dell’ambiente. Rifiuti pericolosi possono provenire da cosmetici, vernici, lampadine, pesticidi, RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), eccetera, e sui confini – talvolta labili – tra rifiuti pericolosi e rifiuti semplicemente speciali si sono contese non poche battaglie legali, anche nel recente passato.

Lo smantellamento dei rifiuti, specialmente in regioni come la Campania, è stato una spina nel fianco per ogni governo salito in Italia, e talvolta ha contribuito addirittura a farlo cadere, come nel caso del secondo governo Prodi. Fatta eccezione per eccellenze come le città di Salerno, Mercato S. Severino e Giffoni, e per gli sforzi di città come Napoli, dove lo scorso ottobre la raccolta differenziata ha toccato il record storico del 38%, in Campania, come del resto in moltissime altre regioni, la differenziata continua ad avere percentuali da prefisso telefonico. D’altro canto la Lombardia, con i suoi 21 casi attestati di roghi dolosi, si sta impegnando parecchio per diventare la nuova terra dei fuochi. Piaccia o no, la questione dei rifiuti in Italia non si esaurisce in una partita verticale tra un virtuosissimo Nord e un altrettanto ipotetico viziosissimo Sud, e la differenziata non può sopperire ovunque allo smaltimento dei rifiuti, né costituire l’unica alternativa alla termovalorizzazione, considerato che dei 2,5 miliardi di tonnellate prodotti ogni anno in Europa soltanto l’8% proviene dalla famiglie. Continua  a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET – Stela Xhunga]

Immagine sulox32 Pixabay

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.