Una Poltrona Per Due

I dieci migliori film di Natale

Le feste davanti allo schermo

Assieme alla tombola, i regali sotto l’albero, il cenone, tra le tradizioni del 25 dicembre e dintorni ci sono anche i film. Spesso a tema natalizio. Un tempo era solo quello in sala che vedeva gli esercenti sorridenti per gli incassi. La televisione e i palinsesti delle Feste da sempre si formano tenendo d’occhio la ricorrenza perché il video televisivo richiede immagini a tema che fanno parte della coreografia familiare. Il film natalizio è un genere complesso da misurare nella sua latitudine. Ho scelto i miei migliori dieci tenendo conto anche del controcorrente e dell’eretico, dell’animazione che non manca mai. Ho rispettato anche classici e tradizioni e non manca qualche chicca d’autore. Un’occasione anche per darvi i miei personali auguri di Natale.

LA VITA È MERAVIGLIOSA di Frank Capra, 1946

Commedia mista a dramma con invenzioni incredibili. L’angelo di serie B che deve conquistare le ali, il cattivo rapace, il buono James Stewart. Cast stellare ed effetti speciali incredibili per l’epoca di realizzazione. Quando l’angelo mostra al protagonista cosa sarebbe diventata la sua città senza la sua presenza new deal e progressista, si crea un punto di riferimento cinematografico che ha ricevuto numerosi omaggi e diverse citazioni. Un critico americano ha scritto che la pellicola ha due registi: “Frank Capra e Dio, realizzatore di miracoli nel film, ma anche autore di un film dentro il film”. A Natale la solidarietà umana collettiva vince sul denaro dei banchieri usurai. Anche l’Enciclopedia Britannica scrive che il film “è sinonimo di Natale”. Pochi sanno che il racconto da cui è tratta la sceneggiatura era stato scritto come testo di una cartolina natalizia.
Il film ebbe un impatto enorme per diverse generazioni di spettatori in tutto il mondo. Incredibile quello americano costellato da narrazioni che a volte sfiorano la leggenda urbana. Il regista fu subissato da lettere di ringraziamento, alcuni ne evidenziano almeno un migliaio scritte dei detenuti del carcere di San Quintino. Bush senior l’ha narrato in televisione agli ipovedenti. Un film trionfo del buonismo vivamente consigliato alle giovani Sardine che non l’hanno mai visto.

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS di Henry Selick, 1993

L’originale animazione in stop motion valorizzata dallo scritto e dalla produzione di Tim Burton. Jack è il re della città di Halloween che ogni anno organizza l’omonima festa. Dopo aver casualmente scoperto l’esistenza di un mondo parallelo dedicato al Natale, decide di portare questa nuova festa, più allegra, ai suoi concittadini, con esiti del tutto imprevisti. Un Natale all’incontrario dove Jack Skeletron rapisce Babbo Natale aiutato dal trio di bambini cattivi “Vado, Vedo, Prendo”. I regali sono teste mozzate e serpenti voraci. Stupenda favola dark che scruta nell’inquieto dell’umano celebrando l’amore tra uno scheletro e una bambola di pezza. Uscito nei cinema americani ad Halloween.

UNA POLTRONA PER DUE di John Landis, 1983

Film che riprende la storia de “Il principe e il povero” di Mark Twain raccontando la storia di un agente di borsa, Luois Winthorpe (Dan Aykroyd), e di un mendicante, Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) che si scambiano i ruoli. Grazie al suo contesto natalizio, al “buonismo” di fondo e alla riflessione sul riscatto sociale, il film è diventato negli anni uno dei classici del palinsesto televisivo italiano natalizio. Davanti al cenone si vede anno dopo anno. Ha scritto Alessandro Gerardi: “Una poltrona per due, in fondo, è la dimostrazione che l’occasione fa l’uomo ladro e che i privilegi, l’agio e la ricchezza alla lunga fanno male e rammolliscono”.

REGALO DI NATALE di Pupi Avati, 1986

Quattro amici di vecchia data si ritrovano, la notte di Natale, per una partita a poker. Sul piatto, però, non ci sono solo i soldi: ci sono anche le menzogne, le sconfitte, i tradimenti e gli inganni di ognuno di loro. Riscatto artistico per Diego Abatantuono che veniva da un periodo tristissimo dovuto ai troppi film girati nel momento della sua affermazione. Coppa Volpi a Venezia per Carlo Delle Piane. Per Tonino De Pace: “Non è un film sul Natale e sulla bontà che la festa ispira”. Un film crudele e cattivo, uno dei migliori del cattolico Pupi Avati, amato dagli appassionati del tavolo verde che al pari del cinema è un ingrediente natalizio. Sempre bello da rivedere. Anche a Natale.

PARENTI SERPENTI di Mario Monicelli, 1992

Commedia al vetriolo di un grande regista. Un famiglione allargato si riunisce per il cenone di Natale in Abruzzo ma un annuncio inatteso dei due genitori anziani fa esplodere una fiera delle atrocità che mette a nudo le miserie umane dei rapporti delle famiglie che a Natale cercano di mostrarsi buone e solidali. Per Enzo Siciliano: “Una famigliaccia, quanto mai solidale negli egoismi, nei gusti vittimistici, infelicissima e malata, bombardata dal crepitio dei rotocalchi e della televisione, ma non per questo da assolvere”. Mitico l’outing omosessuale del personaggio di Alfredo interpretato da Alessandro Haber. Ma tutto il cast è fenomenale con citazioni d’obbligo per Paolo Panelli, Cinzia Leone, Marina Confalone, Monica Scattini. Voce narrante del bambino innocente. In tanti conoscono le battute a memoria.

IL CANTO DI NATALE DI TOPOLINO di Burny Mattinson, 1983

Tratto da un celeberrimo racconto di Dickens ciclicamente adattato per il cinema. La migliore versione è ritenuta dai più questa animata dalla Disney che schiera tantissimi dei suoi eroi di vario successo ma con zio Paperone imbattibile nel ruolo dell’avaro Ebenezeer Scrooge che sincretizza archetipo letterario con Paul Getty. Ritorno sugli schermi cinematografici per Topolino che mancava al cinema da trent’anni. Il cortometraggio (dura circa 30 minuti) abbinato ai lunghi in sala sancì la rinascita della Disney che veniva da anni di stanca. Per Andrea Fiamma di Fumettologica: “L’inossidabilità de Il canto di Natale di Topolino ha dimostrato che tanto gli artisti quanto la creatura di Walt Disney erano pronti ad affrontare il futuro.”
Un classico di Natale che piace anche ai sostenitori dello scontro di classe.

MAMMA, HO PERSO L’AEREO di Chris Columbus, 1990

Che sia un film di culto lo prova il fatto che lo scorso 6 dicembre sia stato proiettato all’Auditorium di Milano con esecuzione dal vivo in sincrono della colonna sonora a cura dell’Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi. Il bambino che resta in casa solo per Natale e la difende dei due ladri è perfetto nelle sue gag e vorticose scene briose e movimentate ma ha anche contenuti apprezzati dal pubblico che s’identifica con le buone ragioni del ragazzino incompreso in famiglia. Incassi stratosferici in sala (circa 500 milioni di dollari) e non può mancare nei palinsesti natalizi da parte di chi detiene i fortunati diritti. Quattro sequel ufficiali e nove apocrifi.

VACANZE DI NATALE di Carlo Vanzina, 1983

Capostipite della fortunata serie dei cinepanettoni che hanno segnato per oltre due decenni i destini e gli incassi dell’industria cinematografica italiana determinando il successo di un nuovo star system comico grazie allo spettatore che andava al cinema solo durante le Feste di Natale. Produzione De Laurentis nata sul successo di “Sapore di Mare” che ha avuto l’intuizione di non ripetere l’ambientazione nostalgica anni Sessanta ma spostarla negli anni da bere dei contemporanei Ottanta mescolando personaggi romani e milanesi. Cortina D’Ampezzo la location cineturistica perfetta per la semplice vicenda e i Vanzina (Enrico è sceneggiatore) traggono indovinata ispirazione da “Vacanze d’inverno” con Sordi e Vittorio papà del protagonista Christian. Celebrato in una retrospettiva alla Mostra del cinema di Venezia del 2010.

DIE HARD – TRAPPOLA DI CRISTALLO di John McTiernan, 1988

Secondo il protagonista: “È solo un film di Bruce Willis”. Non la pensa così la casa di produzione che in occasione del trentesimo anno di compleanno dell’uscita ha lanciato un trailer speciale che, grazie a un sapiente montaggio e a una colonna sonora dedicata, stabilisce definitivamente Die Hard come un classico film natalizio. Infatti un padre separato che deve raggiungere la famiglia per il pranzo di Natale non è connotazione da poco. Le canzoni natalizie si rincorrono nella colonna sonora e non manca un cadavere con il cappello di Babbo Natale. Un film ad adrenalina pura.

FANNY E ALEXANDER di Ingmar Bergman, 1982

Per tutti coloro che non sopportano i film classici di Natale, quelli popolari e di successo, e guardano solo film d’autore. Anche se è solo un lungo incipit, il film visto attraverso gli occhi di due bambini (Alexander è lo stesso regista) inizia con la celebrazione della vigilia di Natale a casa della famiglia Ekdah nel 1907. Fuori nevica e nella grande case vediamo la tavola apparecchiata e i regali sotto l’albero. La famiglia al gran completo arriva, si stappano le bottiglie e la festa inizia. Dopo cena si parte con giochi e balli che coinvolgono anche la servitù in una danza memorabile per tutta la casa. Anche la casa è modellata su quella rimasta nei ricordi del regista. Poi la storia prende registri molti diversi. Ma ognuno può divagare sui ricordi del proprio Natale.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.

Paride Leporace

Paride Leporace

Giornalista, scrittore, blogger. Ha diretto tre quotidiani. cronista di cinema e di varia umanità. Direttore della Lucana Film Commission. Vive al Sud. Si definisce calabrolucano.