I diesel Euro 6 inquinano meno delle auto elettriche: vero o falso?

La polemica è ricorrente e, come spesso accade, la risposta dipende dalla prospettiva scelta per osservare la questione

In base ai parametri che decidiamo di considerare, auto elettriche e auto diesel inquinano più o meno le une delle altre.

Se considerassimo soltanto la fonte di alimentazione concluderemmo che le auto elettriche generano praticamente zero emissioni. Su questa certezza i produttori e i sostenitori dell’elettrico fanno leva da anni. Ma entrano in gioco altri elementi, che periodicamente riaccendono il dibattito al punto da rimettere in discussione l’impatto ambientale dei veicoli elettrici a favore dei diesel più moderni. Negli ultimi mesi è accaduto ancora, quando una serie di notizie annunciava la disfatta dell’elettrico e osannava i diesel Euro 6. Cosa c’è di vero?

Adac: le elettriche meno inquinanti su lunghi chilometraggi e se si usano fonti rinnovabili

A inizio 2018 uno studio dell’Adac, l’Automobil Club Tedesco faceva finire la partita con un pareggio. Le elettriche sono meno inquinanti rispetto a diesel e benzina se consideriamo le emissioni di CO2 ma soltanto su lunghi chilometraggi, in media 150mila km nell’arco di vita del veicolo. Su chilometraggi dell’ordine dei 50mila km invece vincono i motori termici tradizionali.

Secondo l’Adac le auto elettriche con grandi batterie e autonomia tendono ad avere scarso rendimento. Si può migliorare la performance ambientale con l’uso di elettricità da fonti rinnovabili. Nella classe medio-bassa, il veicolo elettrico mostra il miglior bilancio di CO2 anche quando si utilizza un mix energetico come quello tedesco, meglio dell’ibrido plug-in e dell’ibrido, dice lo studio. Ma considerando un chilometraggio totale di 50mila km i diesel risultano migliori perché i veicoli elettrici non riescono a compensare le elevate emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di elettricità.

Come si produce una batteria?

Altro tema cruciale: la produzione delle batterie destinate ai veicoli elettrici. Se queste auto generano meno emissioni nocive rispetto a quelle del passato, non è detto che abbiano un basso impatto ambientale. Anzi, nel caso delle auto elettriche le questioni irrisolte sono più di una per poter dire che si tratta di veicoli a impatto zero. Innanzitutto, va risolto il problema della provenienza dei materiali che occorrono a produrre una batteria, i minerali rari come litio, nichel e cobalto, spesso ottenuti in condizioni non sostenibili per lavoratori e territori: basti pensare alla nuova “corsa all’oro” che vede protagonista l’Africa e i suoi nuovi schiavi. Cosa accadrà se la produzione di batterie, spinta dalla domanda di auto elettriche, aumenterà? Occorre assicurare un volto sostenibile a questa produzione.

Va poi risolto il problema dell’energia che alimenta questi veicoli. Energia che, appunto, se viene prodotta in vecchie centrali a carbone va a creare un paradosso: un veicolo che dovrebbe aiutare a ridurre l’inquinamento finisce per servirsi di fonti altamente inquinanti.

Il parere del CNR

Si è espresso più volte sul tema anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche per bocca dei suoi ricercatori ed esperti. Qualche mese fa, il fisico Valerio Rossi Albertini precisava che il parco auto elettrico attualmente circolante in Italia si potrebbe interamente alimentare con circa lo 0,1% della produzione fotovoltaica del nostro Paese. Le batterie delle auto elettriche sono comunque molto meno inquinanti di quelle dei veicoli tradizionali, a piombo, un metallo pesante pericoloso certamente più del litio. Riguardo poi l’inquinamento atmosferico, l’emissione di CO2 da combustione altera il clima del pianeta, ma non stiamo parlando di un gas tossico. Al contrario, è tossica “la produzione di gas di scarico e di polveri sottili che si concentrano nei grandi centri urbani, proprio dove è alta la densità di popolazione“, aggiunge il fisico, che ribadisce la particolarità delle auto elettriche di non emettere polveri sottili da combustione e di produrne quantità trascurabili dai freni, che basano il loro funzionamento su campi magnetici che non generano particolato.

Il problema, dunque, non è il veicolo in sé. Dobbiamo spostarci altrove per valutare in maniera globale l’impatto di un’auto elettrica. Dobbiamo cioè spostarci là dove viene prodotta l’energia che la alimenta e là dove viene prodotta una batteria.

Sempre dal CNR, Carlo Beatrice, ricercatore, riassume così la questione: “L’auto elettrica non darà grandi effetti benefici sul clima globale: sposterà le emissioni dalla fase di uso a quella di produzione dell’energia. Sarebbe invece necessario considerare l’intero ciclo di vita di un veicolo, includendo quindi la produzione, l’uso e la dismissione dello stesso. A questo proposito il CNR mostra un recente studio tedesco che ha comparato le emissioni di CO2 totali, su un veicolo di segmento C di circa 1400 kg di peso. A 168mila chilometri percorsi la differenza tra un’auto elettrica e un’auto diesel diventa pari a zero”.

Attenzione però: nel corso dei mesi, queste dichiarazioni sono state trasformate fino a renderle affermazione certa che le auto elettriche siano più inquinanti dei motori diesel più moderni. In realtà Beatrice intendeva puntualizzare soltanto il rischio di trascurare lo spostamento dell’inquinamento dalle strade alle centrali e ai luoghi di produzione di energia e componenti. È anche vero, allo stesso tempo, che i motori diesel di nuova generazione nel giro di una decina d’anni saranno migliorati per ridurre le emissioni di ossidi di azoto attuali. Nessuno ha concluso in maniera affrettata che i diesel inquineranno meno dell’elettrico: per approfondire è possibile visionare nel dettaglio i materiali presentati dallo stesso Beatrice nel corso dell’intervento dal quale poi sono state estrapolate una serie di dichiarazioni che hanno fatto il giro del Web ma non risultano del tutto aderenti alle sue considerazioni.

Quindi le auto elettriche inquinano meno dei diesel Euro 6?

Per dare una risposta dobbiamo interpretare proprio i materiali di Beatrice, forse non comprensibili al grande pubblico e a una prima lettura, e tuttavia molto interessanti. Come dicevamo, se in questo momento decidessimo tutti di acquistare un’auto elettrica ci ritroveremmo con uno spostamento dell’origine dell’inquinamento che dai centri urbani si concentrerebbe là dove l’energia viene prodotta.

Se ci soffermiamo su questa immagine notiamo subito che il livello di emissioni di CO2 dei motori diesel risulta minore. Ed è questo il parametro che in futuro dovremo considerare per un vero confronto sulle performance ambientali, a patto che sia mantenuta la promessa di un lavoro costante che farà sì che i diesel Euro 6 – i più numerosi a quel punto sul mercato – raggiungano un livello di emissioni di circa 10 mg/km. Divenuto trascurabile quest’ultimo parametro, dunque, e considerando l’entrata in vigore della normativa sulle emissioni RDE – Real Driving Emission (la misurazione degli inquinanti rilasciati durante test su strada), non è detto che i veicoli elettrici siano la soluzione migliore per ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti, in particolare per veicoli di medie e grandi dimensioni che viaggiano su strade extraurbane e sulle autostrade.

Dipende, insomma, dall’utilizzo che si fa di un veicolo e dall’evoluzione che nel prossimo futuro interesserà il comparto della produzione di energia.

La risposta era già stata svelata all’inizio di questo articolo: dipende dalla prospettiva scelta per osservare la questione.

In copertina: Disegno di Armando Tondo

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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