I disboscatori illegali stanno approfittando del covid-19 nel mondo

Accelerando la deforestazione aumenta il rischio di malattie zoonotiche come il covid19.

La deforestazione illegale causa malattie zoonotiche come covid-19

La deforestazione ci minaccia facilitando le malattie zoonotiche (da animale a uomo) come covid-19, poiché gli habitat diminuiscono e la fauna selvatica entra in contatto sempre più stretto con noi.

“La zoonosi si verifica a velocità accelerata quando distruggiamo le tane nella foresta di animali selvatici costringendoli a cercare riparo nelle zone antropizzate”, ha dichiarato Etelle Higgonet del movimento attivista ambientale Mighty Earth. “Se non fermiamo la deforestazione, l’obiettivo di porre fine al traffico di specie selvatiche non può essere raggiunto. Sarebbe come correre solo per metà della maratona e poi sedersi.” 

Covid-19 facilita la deforestazione illegale

La deforestazione illegale, causa di inondazioni e frane improvvise, diventa più facile per la pandemia di coronavirus. Le opportunità per i criminali sono aumentate, sostiene il WWF, perché le restrizioni di allontanamento sociale significano un minor numero di pattuglie che sorvegliano le foreste nel mondo per prevenire il crimine. Il blocco ha distolto l’attenzione dalle forze dell’ordine e ci sono prove della crescita delle attività illegali un po’ ovunque, dal Grande Mekong al Madagascar.

Insomma, la deforestazione favorisce le malattie zoonotiche come covid-19 e reciprocamente il covid-19 sta facilitando le attività criminali di deforestazione.

A descrivere il quadro della deforestazione illegale nel mondo è Nick Clark, editorialista ambientale di Al Jazeera.

Brasile

In Brasile, il governo di Jair Bolsonaro ha reso più difficili le ispezioni e il monitoraggio delle foreste. La deforestazione in Amazzonia nei primi tre mesi del 2020 era già aumentata del 51%.

In effetti, i dati appena rilasciati dall’istituto spaziale brasiliano INPE mostrano che, nel corso della crisi del coronavirus, gli interessi delle imprese di allevamento bovino, di mangimi e commercio di legname hanno accelerato la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana al più alto livello in più di un decennio.

Eric Karipuna, leader del popolo Karipuna in Brasile, ha detto ai ricercatori di Greenpeace che è aumentato il numero dei taglialegna che hanno abbattuto la foresta nella loro terra dall’inizio della quarantena della pandemia.

Colombia

Nell’Amazzonia colombiana a marzo è stato registrato un numero record di incendi e il governo ha citato un aumento del land grabbing come causa principale, sempre a causa di una minore sorveglianza dovuta all’attenzione su covid-19. Il WWF ha affermato che molti di questi incendi si sono verificati nel Chiribiquete National Natural Park, il più grande parco nazionale della foresta pluviale tropicale del mondo che è stato riconosciuto come patrimonio mondiale nel 2018.

Madagascar

In Madagascar ci sono notizie di un aumento della raccolta di mangrovie per la produzione di carbone.
Del resto in tutto il mondo le persone povere che vivono in territori isolati sono costrette a cercare modi alternativi per soddisfare i loro bisogni primari di cibo e carburante, poiché le restrizioni lasciano le comunità agricole e di pescatori tradizionali senza altra scelta che sfruttare foreste, mangrovie e scogliere.

I sussidi vanno alle imprese che inquinano

Mighty Earth ha documentato quante delle peggiori compagnie inquinanti del mondo abbiano usato la crisi come scusa per ottenere decine di miliardi di dollari in nuovi sussidi governativi.

E questo, dice, include l’industria della carne, uno dei maggiori beneficiari di sussidi negli ultimi anni, anche se inquina i corsi d’acqua dell’America e continua a guidare la deforestazione su larga scala per bestiame e mangimi in Sud America.

La buona notizia

La buona notizia è che ci sono ancora posti come le colline della foresta Mau in Kenia, dove si trova ancora un processo naturale che supporta una rete di ecosistemi. La pioggia cade e in basso percola dolcemente nei corsi d’acqua e nelle falde acquifere che formano il bacino del fiume Mara, sede della Riserva di caccia Masai Mara e del bordo settentrionale del Parco Nazionale del Serengeti. La foresta Mau è una torre d’acqua naturale, che vive, respira, cresce e pulsa di vita, poiché sopporta milioni di animali e persone che vivono nelle pianure sottostanti. Per adesso.

Leggi anche:
Origine del Covid-19: Perché le relazioni uomo-animale devono cambiare
L’Amazzonia brucia ancora, oggi come ieri
L’appello di Salgado per proteggere gli indigeni dell’Amazzonia

Foto di Luca Bravo

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

Potrebbe interessarti anche

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy