I due Matteo in cerca di rivincita. La politica italiana sulla stampa internazionale

L’analisi dei media di Francia, Spagna, Gran Bretagna, Argentina, Portogallo

LE MONDE (Francia)

Matteo Renzi lascia il Partito Democratico e crea il suo movimento. L’ex capo del governo italiano Matteo Renzi vuole combattere meglio le idee del leader di estrema destra Matteo Salvini. L’annuncio preoccupa i ranghi del Partito Democratico.
Matteo Renzi ha tuttavia assicurato che lui e gli eletti che lo seguiranno continueranno a prestare il loro sostegno parlamentare al nuovo governo di Giuseppe Conte.
«Oggi il PD è un insieme di correnti e temo che non sarà in grado di rispondere da solo agli attacchi di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 stelle», ha spiegato Matteo Renzi.
«Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle strade, nelle scuole, nelle fabbriche. Voglio fare la guerra a Salvini, non a Nicola Zingaretti» ha assicurato.
«Il populismo non conosce l’intelligenza artificiale, il populismo è una naturale stupidità», ha detto il politico, noto per la sua schiettezza che non gli ha dato solo amici nel PD.

EL PAIS (Spagna)

Il freddo inverno di Matteo Salvini. Il leader della Lega, sconfitto quest’estate e privato di parte del suo apparato di propaganda, infiammerà le strade per fare pressione sul governo in un momento delicato per l’Italia.

Matteo Salvini è stato una settimana fa sul set di Porta a Porta, il leggendario programma di Rai 1 presentato dal giornalista Bruno Vespa da 23 anni.
È stata la prima grande intervista dopo la crisi del governo in Italia. Aveva tutti gli ingredienti per radere al suolo gli altri programmi TV. Ma il veterano pilota della trasmissione ha visto lo share crollare di sei punti rispetto allo stesso formato di un anno fa. Salvini, eroe del pubblico e re assoluto dei media, ha perso un po’ di magnetismo. Il calo sullo schermo è quasi identico a quello della stima del voto fornita dai sondaggi. È per lui uno spavento che lo costringe a ripensare l’intera strategia per affrontare un lungo inverno fuori dal governo e trasferire la tensione in strada in un momento delicato per l’Italia. E questo è, soprattutto con il vento a favore, ciò che sa fare meglio.

Lunedì 9 agosto, durante il dibattito sull’investitura del nuovo esecutivo, la Lega e i Fratelli d’Italia hanno convocato una grande manifestazione per bloccare l’accesso al palazzo di Montecitorio. «Siete la maggioranza lì dentro, non qui fuori», ha urlato l’ex ministro degli Interni dopo aver saltato una recinzione metallica ed essere stato acclamato con l’inno nazionale in sottofondo e alcune braccia alzate con il saluto romano dei militanti di CasaPound. Un riassunto del messaggio che proverà a lanciare nei prossimi mesi e che cercherà di rafforzare con un buon risultato alle prossime elezioni regionali che si terranno in Umbria, Campania ed Emilia-Romagna.

La strada, pensa un Salvini sempre più isolato nella sua partita all’interno della Lega, è ancora sua. E le tre prossime elezioni, in cui M5S e il Partito Democratico potrebbero stare insieme in un’alleanza stravagante, saranno cruciali nel determinare la vera forza dell’ex Ministro degli Interni.

Oggi mantiene ancora circa il 30% dell’intenzione di voto e il contesto gli sarà favorevole, afferma il politologo ed esperto di sondaggi Roberto D’Alimonte. «C’è una recessione in arrivo. La produzione del settore automobilistico è diminuita del 19% rispetto all’anno precedente e gli indicatori, in generale, non sono buoni. Il suo intervento continuerà ad essere aggressivo nei confronti della sicurezza, dell’immigrazione e dei tagli fiscali. E diciamo che avrà il vento a suo favore. In un periodo di recessione, meglio essere nell’opposizione». La domanda ora è se avrà  il sostegno necessario del suo partito, la cui classe dirigente non è stata coinvolta nella rischiosa decisione di far saltare il governo e ora inizia a mettere in discussione la sua strategia.

GUARDIAN (Gran Bretagna)

L’ex premier italiano Renzi potrebbe dividere la coalizione PD-M5S con un nuovo partito. L’uscita dal Partito Democratico per raggiungere il centro dell’elettorato rischia di destabilizzare la vecchia alleanza.

«La vittoria che abbiamo ottenuto in parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non è abbastanza», ha scritto Renzi su Facebook. «Ora è il momento di costruire una casa giovane, innovativa, femminista … dove vengono lanciate idee per l’Italia e l’Europa. C’è un enorme spazio per diverse politiche».

Salvini, ex ministro degli interni e leader della Lega, ha fatto precipitare l’Italia nel caos politico ad agosto dopo aver staccato la spina del governo mentre cercava di sfruttare la sua popolarità e innescare elezioni anticipate. Al fine di contrastare la possibilità di un governo di estrema destra, Renzi ha progettato i colloqui tra un PD inizialmente riluttante e M5S.

«Vede che questa alleanza si sta muovendo troppo verso sinistra e manca un grosso pezzo dell’elettorato che non si identifica con esso … potrebbe afferrare quel 10% e spingere il sistema più verso il centro», ha detto Franco Pavoncello, professore di scienze politiche e presidente della John Cabot University di Roma.

Renzi ha tuttavia oggi uno degli indici di consenso più bassi tra i politici italiani e i sondaggisti prevedono che il suo nuovo partito potrebbe inizialmente catturare il 3-5% del sostegno dell’elettorato.

«Renzi è imprevedibile e le sue mosse audaci in passato hanno provocato gravi sconfitte … quindi dobbiamo vedere cosa succede questa volta», ha aggiunto Pavoncello.

CLARIN (Argentina)

Sottosopra il nuovissimo governo italiano. L’ex primo ministro Matteo Renzi ha diviso il Partito Democratico, parte della coalizione al potere. Renzi ha detto che la scissione è giustificata nella “mancanza di una visione del futuro” nel partito democratico.

Il colpo di karate ricevuto dal PD rafforza la rigida opposizione di Salvini.

La decisione di Renzi ha colpito duramente la delicata leadership di Nicola Zingaretti nel Partito Democratico, che come consolazione riacquista il controllo dei gruppi parlamentari dalle mani del suo rivale.

PUBLICO (Portogallo)

Dopo diversi mesi di minacce e avvertimenti, Matteo Renzi ha ufficializzato le dimissioni dal partito, per il quale ha ricoperto l’incarico di Primo Ministro tra il 2014 e il 2016, e ha dato il via a una campagna per riconquistare il centro politico in Italia.  

«Ho deciso di lasciare il PD e costruire una nuova casa con gli altri in modo diverso», ha scritto l’ex capo del governo su Facebook. «Dopo sette anni di fuoco amico, credo che i nostri valori, idee e sogni non possano continuare a essere oggetto di controversie interne giornaliere».

In un sistema politico in costante ebollizione, visto dentro e fuori l’Italia come un palcoscenico privilegiato per l’instabilità e la polarizzazione, Renzi ha cercato a lungo di ritagliarsi la figura del saggio politico e dello statista esemplare.

Era quella la pelle che voleva indossare quando, nel 2016, ha associato il suo destino politico all’approvazione di una riforma costituzionale, ha votato e fallito in un referendum e, più recentemente, quando è uscito dall’ombra per accelerare una coalizione di governo tra il PD e M5S e impedire il ricorso voluto da Salvini per nuove elezioni: «uno dei risultati che esporrò con orgoglio nel CV», ha affermato Renzi.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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