I migliori insegnanti al mondo riuniti a Dubai

Anche un italiano tra i 50 migliori maestri o professori del pianeta. I 10 finalisti parleranno a Dubai

“Quando ero un bambino c’erano molti supereroi che avrei voluto essere. Ma adesso – ha detto il supereroe “X-Men”, nelle vesti dell’attore che lo interpreta, Hugh Jackman – posso dire che i veri supereroi sono quegli insegnanti che cambiano il mondo”. Jackman ha annunciato in video i finalisti del ‘Global Teacher Prize‘ promosso dalla Varkey Foundation, che porterà a Dubai i migliori insegnanti di tutto il mondo, assieme a personalità dell’imprenditoria pubblica e privata, per parlare di eguaglianza sociale, istruzione per tutti e occupazione.

Nessun italiano, ma per poco. Il nostro candidato, Giuseppe Paschetto, professore di Matematica e Scienze nella Scuola Secondaria di primo grado a Garbaccio di Mosso, in provincia di Biella, è entrato nella top 50, ma non tra i finalisti, per il lavoro svolto in classe (e non solo). Tra i suoi progetti, ci sono le fontanelle alimentate a energia solare; il percorso ecologico con cartelli educativi; una “biblioteca del parco” per riconoscere e conoscere le piante che fanno parte della nostra quotidianità. Grazie a lui, la scuola dove lavora si è dotata di strumenti scientifici e tecnologici avanzati e ha sviluppato progetti innovativi e programmi di alta qualità: ad esempio, il gruppo astronomico scolastico “Collina delle stelle”; che organizza serate di osservazione dei cieli su una collina. Qui gli studenti imparano i nomi arabi delle stelle e delle costellazioni, con il contributo degli studenti stranieri, per fare dell’astronomia un veicolo di inclusione sociale, come la cultura dovrebbe sempre essere, in generale. Il suo lavoro gli è già valso oltre 20 premi in diversi ambiti scientifici, tra cui ecologia, energia, raccolta e smaltimento rifiuti, nutrizione, cittadinanza attiva e ambiente montano.
“Non sarò nella Top 10 del premio – ha scritto Paschetto sulla sua pagina Facebook – ma sono felice per i colleghi di tutto il mondo che ne fanno parte e che sono portatori di esperienze davvero straordinarie di scuola di qualità come leva per l’inclusione e il riscatto sociale in situazioni in alcuni casi di enorme difficoltà, povertà e disagio. E personalmente sono comunque felice di essere stato incluso per 10 anni, come membro dei 50 finalisti, tra gli ambasciatori della Varkey Foundation nel mondo, e di poter prendere parte dal 21 al 24 marzo a Dubai al Forum Mondiale sull’educazione e le competenze. Rappresentante della scuola italiana e soprattutto della mia piccola grande scuola di Mosso”.
Paschetto è stato nominato Ambasciatore della Varkey Foundation e per dieci anni porterà nel mondo il suo metodo, per un concorso che ha selezionato oltre 10mila i candidati, da 170 Paesi.

A Dubai parleranno insegnanti coraggiosi e ispirati: dal paladino dei diritti Lgbt di un istituto della periferia inglese; alla ex miss India che con il teatro fa scuola ai bambini di strada del Gujarat; al maestro kenyano che dona in beneficenza l’80% del suo stipendio. Per 5 anni l’associazione Varkey Foundation ha cercato tra le scuole del mondo per trovare e poter celebrare i più bravi insegnanti e dare alla scuola ciò che merita: visibilità e attenzione. Il vincitore, il 24 marzo a Dubai, riceverà un milione di dollari.

Ecco alcune delle esperienze in mostra: «Junk Robotics, Promoting Sustainability» è il programma usato da Débora Garofalo nella periferia di San Paolo in Brasile, tra le favelas, che sfrutta la tecnologia per avviare i giovani al lavoro insegnando loro (e alla comunità) come gestire i rifiuti e riutilizzare gli scarti, trasformandoli in prototipi. Ha introdotto nelle sue lezioni fondamenti di elettronica e infine è passata a costruire robot complessi. Più di duemila gli studenti che hanno creato prototipi di ogni tipo assieme a lei: robot, carrelli automatizzati, barche, modelli di aerei. Oltre di 700 kg di spazzatura sono stati trasformati in qualcosa di nuovo, mentre gli studenti imparavano il lavoro collaborativo e interdisciplinare, insieme all’elettronica e alla fisica. Le scuole municipali di San Paolo hanno ora introdotto il programma «Junk Robotics» tra le materie curricolari.

Andrew Moffat, della Parkside Community School di Birmingham, scuola altamente multietnica in una zona depressa, prima di diventare insegnante ha lavorato con disoccupati, senzatetto e tossicodipendenti. Poi ha pensato di spostarsi sulla scuola, per agire preventivamente sui ragazzi. Dirige un doposcuola che aiuta i piccoli a socializzare con coetanei di razze, religioni e culture diverse. Ha ideato seminari e laboratori, e un sito web www.equalitiesprimary.com dove raccoglie le sue proposte educative e suggerimenti pratici per diffondere il suo metodo. Un suo corso di uguaglianza Lgbt ha scatenato forti proteste nella comunità, che è al 98% musulmana. In un’intervista alla Bbc ha commentato: «Ci sono molte persone che riconoscono che questo lavoro è importante e questo è ciò che mi interessa più di tutto». Nel novembre 2017 è stato premiato dalla Regina d’Inghilterra.

Daisy Mertens, Paesi Bassi è la vincitrice del «National Primary Teacher 2016». Oggi lavora in una grande scuola pubblica, frequentata da più di 400 studenti di oltre 30 diverse nazionalità. Molti tra i suoi alunni hanno gravi problemi di apprendimento, ma lavorano al fianco dei bambini più dotati con successo: a confutare il diffuso convincimento che le classi che includono immigrati di prima generazione rallentino l’apprendimento dei bambini.

Hidekazu Shoto, a Tokyo, usa Skype e Minecraft per insegnare le lingue straniere, lavorare in rete con studenti di tutto il mondo, fare amicizia e sviluppare lavori di gruppo a distanza. Un metodo che è già stato premiato da Microsoft come «Innovative Educator Expert».

Nel Bronx di New York, Melissa Salguero insegna musica di una scuola elementare. Ha creato da zero una band musicale per finanziare l’acquisto di strumenti musicali. Nel 2014, un incendio ha distrutto la scuola e gli strumenti, ma una canzone sulla ricostruzione e la guarigione, postata su Youtube – «We will rise» – è diventata virale e Melissa è divenuta celebre dopo aver partecipato a un talk show televisivo che le ha donato strumenti nuovi di zecca e 50mila dollari. Oggi sette studenti su dieci, nella scuola, suonano uno strumento e il tasso di abbandono scolastico si è ridotto al 5%. L’anno scorso, Melissa Salguero ha vinto il Grammy «Music Educator Award».

“Insegno a ciascuno che non importa da quale background proviene, ma dove può arrivare”. Le parole dell’insegnante cingalese Tamil, Yasodai Selvakumaram, riassumono il senso dell’intero progetto, di tutte queste storie e delle altre che saranno celebrate a Dubai. La famiglia di Yasodai è scappata in Australia, a Sidney, quando lei era molto piccola, per fuggire alla guerra e alle persecuzioni dello Sri Lanka. Ma anche nella sua nuova patria ha trovato molte difficoltà ad attenderla, vissute però assieme alla voglia di lottare perché tutti abbiano pari accesso all’educazione, e alle cure mediche.

Nella foto in copertina il Prof. Giuseppe Paschetto (Fonte)

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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