I miti dell’estate… da sfatare

Bisogna davvero aspettare 3 ore per fare il bagno? Quanto si deve bere? Si può pranzare con un gelato?

Come tutte le stagioni l’estate porta con sé i classici consigli per contrastare il caldo e per come comportarsi al sole e in spiaggia. Ma tutte le perle di “saggezza popolare” sono vere? Ne abbiamo controllate alcune relative all’alimentazione.

Bisogna aspettare tre ore dopo mangiato per fare il bagno?

A quanto pare si tratta proprio di un mito. Sul sito del Centro Medico Sant’Agostino di Milano si affronta la questione con un occhio soprattutto ai bambini, quelli che si annoiano di più ad aspettare per fare il bagno. E in effetti viene fuori che si tratta di un mito, che prima di tutto riguarda il tempo: le “tre ore” sono un lasso puramente indicativo, molto diverso dai reali tempi di digestione, che dipendono da ciò che si è mangiato. 

“I carboidrati, per esempio, vengono digeriti in circa un’ora, come anche latte scremato e formaggi freschi. Anche per il pesce è necessario attendere 60 minuti. Un succo di frutta richiede invece 20 minuti, la frutta e la verdura cruda circa 30-40 minuti e le patate 60. Per una bistecca di manzo servono invece 3 o 4 ore, mentre per il maiale circa 5. Anche iformaggi stagionati impiegano circa 4-5 ore per essere digeriti”, riporta l’articolo a cura del dottor Paolo Minelli, specialista in pediatria.

Il timore dei genitori è quello di una congestione che però non è dovuto di per sé all’impatto con l’acqua ma allo sbalzo termico repentino. Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità si scrive:In genere il termine congestione è comunemente usato per definire un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco). Dopo i pasti, infatti, per svolgere la funzione digestiva e i processi chimici che permettono la trasformazione del cibo ingerito, stomaco e intestino necessitano di molto ossigeno che viene loro trasportato in gran quantità attraverso il flusso sanguigno. Un improvviso cambiamento della temperatura può provocare una diminuzione della quantità di sangue che arriva all’addome causando il rallentamento, o il blocco, dei processi digestivi con la conseguente comparsa di malessere”. La congestione digestiva può però avvenire anche fuori dall’acqua, con l’assunzione di bevande troppo fredde, oppure anche d’inverno, se si prende freddo durante la digestione.

Il consiglio che viene dato anche dall’Istituto Superiore di Sanità è quello di usare il buonsenso: “Se si è consumato un pasto abbondante, ricco di grassi difficili da digerire, è preferibile aspettare 2-3 ore prima di fare il bagno; se, invece, il pasto è stato composto da cibi molto leggeri o da uno spuntino a base di frutta o di verdura (un panino non troppo ‘farcito’, un frutto, un’insalata, ecc…) si può fare il bagno anche immediatamente”.

Bisogna continuare a usare il buon senso anche quando si è in acqua: “È importante in ogni caso ascoltare il proprio corpo e saper valutare la condizione fisica del momento: se ci si sente appesantiti è meglio aspettare prima di fare il bagno e, in ogni caso, non allontanarsi mai troppo dalla riva da soli. Inoltre, vanno valutate la propria capacità di nuotare, le condizioni del mare, la presenza di personale esperto che controlli la riva o la piscina. Un consiglio utile è quello di entrare in acqua gradualmente, bagnarsi prima polsi e tempie, per abituare il corpo alla diversa temperatura, ed evitare il cosiddetto shock termico che è la causa principale della congestione”. Il rischio che si corre se si verifica una congestione mentre si è in acqua è quello di non riconoscere i primi segnali del malessere in tempo e, quindi, di non essere in grado di ritornare a riva. In questo senso va prestata attenzione ai bambini, poiché spesso non si accorgono della comparsa dei primi disturbi.

D’estate bisogna bere tanto?

È vero, ma dipende da cosa. Fondazione Veronesi ha stilato un decalogo su come nutrirsi in estate e sconsiglia le bevande zuccherine e gassate: “Le bevande gassate hanno come principali ingredienti acqua e zucchero”. Si tratta di calorie prive di nutrimento, in grado di aumentare la quantità di zuccheri assunta nella giornata senza un reale beneficio. In un solo bicchiere di bevanda gassata, ci può essere una quantità di zucchero paragonabile a sei cucchiaini, ben il 40 per cento di tutto lo zucchero che dovremmo consumare in un giorno.

Meglio quindi bere acqua e ricordare inoltre che i liquidi stanno anche negli alimenti. Quanta? Il consiglio di Valeria del Balzo, dell’Unità di Ricerca Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione presso l’università Sapienza di Roma, intervistata sul sito della Fondazione Veronesi, è di ragionare in termini di bilancio fra l’acqua che si perde e quella che si assume, calcolando che oltre alla sudorazione eliminiamo i liquidi anche con feci e urine. «Ogni giorno un adulto perde circa 600-1000 ml di acqua fra vapore acqueo che satura l’aria espirata e l’acqua persa attraverso la cute per espirazione. Un aumento della temperatura corporea di 2°C aumenta l’evaporazione del 50%, l’innalzamento della temperatura esterna da 24°C a 31°C raddoppia la perdita di acqua tramite la perspiratio (vapore acqueo e sudore). Il meccanismo della sete, regolato dall’ipotalamo, insieme al riassorbimento dell’acqua nei reni mantiene l’equilibrio idrico. La sete regola la quantità di acqua da ingerire ma spesso interviene solo quando la perdita di acqua è già stata tale da provocare i primi effetti negativi». Il consiglio è quindi di non aspettare la sete e di ricordarsi di bere anche durante i pasti, per aiutare la digestione.

D’estate di può pranzare col gelato?

Si può fare, ma non tutti i giorni, e meglio se non si mangia solo un gelato, altrimenti ci tornerà la fame. Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e membro della supervisione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi consiglia prima di tutto di scegliere un gelato artigianale, di cui possiamo scegliere i gusti e che non dovrebbe contenere conservanti e coloranti. Va tenuta d’occhio la frequenza: «Va bene se, nel corso dei mesi estivi, questa scelta viene adottata una o due volte alla settimana – spiega la dottoressa Dogliotti nel magazine di Fondazione Veronesi -. Non di più, perché il rischio è quello di esagerare con gli zuccheri. E comunque, come ripetiamo sempre, una dieta è tanto più sana quanto più varia». Per far in modo che non torni la fame dopo poche ore però sarebbe meglio che il gelato non sia l’unico elemento del pasto: «L’ideale sarebbe consumare una piccola insalata soltanto con verdure crude e un filo d’olio, per avere qualcosa di masticabile». Una combinazione equilibrata per un piatto è che per metà sia composto da frutta e verdura, per un quarto carboidrati e per un quarto proteine. «Scegliendo un gusto alla frutta si può contare su una buona quantità di zuccheri semplici, una piccola componente di fibre vegetali e altri elementi naturali di qualità, come per esempio la farina di carrube. Il consiglio è quello di abbinare sempre un gusto alla frutta con uno alla crema: in questo modo si assumono anche proteine e grassi e si riduce il carico glicemico, in modo da evitare che la fame torni troppo in fretta».

Photo by Alexandre Perotto on Unsplash

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi