multietnicità italia valore - people for planet

I musulmani vogliono inquinare la nostra cultura?

La biodiversità culturale: conviene o è una minaccia?

La presenza di un gran numero di immigrati è una minaccia per il nostro stile di vita?

Milioni di musulmani che vengono a vivere nei paesi industrializzati corromperanno il nostro modo di concepire i rapporti con lo stato, all’interno della copia, nei costumi?

Innanzi tutto ad oggi la maggioranza degli immigrati non sono musulmani ma cristiani, anche se sono neri e provengono da paesi a maggioranza islamica.

Inoltre gli immigrati tendono a integrarsi molto rapidamente adottando costumi e modo di pensare del paese che li ospita. Anzi si osserva che gli immigrati di seconda generazione sono generalmente molto integrati nello stile di vita del paese ospitante.

Ma al di là di questo dobbiamo chiederci se realmente la contaminazione della nostra cultura con altri modi di vivere e pensare sia un danno.

La biodiversità culturale conviene o è una minaccia?

Oggi la nazione più potente del mondo sono gli Stati Uniti d’America che è in assoluto il paese dove convivono più identità culturali.

Europei cristiani, neri, cinesi, giapponesi, arabi, persiani, indiani, pakistani, indocinesi, filippini, indonesiani, nativi americani, hanno creato un connubio nel quale modi diversi di affrontare i problemi hanno garantito una dinamicità culturale e sociale unica al mondo. Dietro agli Usa il Canada e l’Australia sono due ulteriori esempi dei vantaggi che la biodiversità culturale offre.

E il primato culturale e economico dell’Italia nel rinascimento non era forse dovuto al fatto che gli italiani erano il frutto di continue invasioni e meticciati con altre popolazioni?

A partire dai tempi dell’antica Roma l’Italia vide migrazioni enormi. I soldati romani e gli schiavi dell’epoca imperiale erano celti, galli, germani, slavi, greci, mediorientali e africani.

Poi arrivarono le invasioni slave, turche, arabe, francesi, spagnole, tedesche, austriache. In Italia ancor oggi abbiamo minoranze etniche presenti da secoli: germaniche, francesi, albanesi, greche, slave.

La grandezza della Cina medioevale, che aveva un vantaggio tecnologico di secoli sui popoli europei, nord africani e mediorientali, era dovuta in gran parte alla presenza nell’impero di decine di gruppi etnici. Facevano parte di quella nazione mongoli, siberiani, caucasici, musulmani, indiani, indocinesi, e alcuni di questi gruppi sono tutt’oggi caratterizzati dalla pelle molto scura.

Nel 1.400 un imperatore dissennato decise di chiudere le frontiere e interrompere le grandi esplorazioni marittime che avevano appena portato una flotta di decine di navi sulle coste americane.

Per proteggere la purezza della cultura e dalla razza dell’etnia dominante Han, venne addirittura distrutta la grande flotta imperiale.

La migrazione di ambasciatori, mercanti, intellettuali e artigiani dal resto del mondo si interruppe e la Cina iniziò nel giro di pochi anni a fossilizzarsi perdendo il dinamismo che l’aveva caratterizzata per 20 secoli. La scienza iniziò a involvere verso forme di superstizione e di ossessione per la difesa delle tradizioni. Lo studio dei classici sostituì la ricerca e la sperimentazione e nel giro di 400 anni l’impero più grande, innovativo e potente del mondo divenne terra di conquista per le cannoniere inglesi che imposero ai musi gialli il commercio dell’oppio trasportato dai navigli della regina Vittoria.

Nel Medio Evo l’impero arabo era l’unico paese che poteva competere con la cultura cinese. Noi europei eravamo ancora fermi a una concezione della religione che paralizzava il dibattito scientifico e adorava i dogmi sul funzionamento del corpo umano e il moto delle stelle. L’oscurantismo europeo era tale che prima dell’anno mille avevamo bruciato un’immensa ricchezza di libri.

Fu grazie ai copisti di Bagdhad e ai commercianti israeliti che la cultura iniziò lentamente a rifiorire in Europa. Furono i musulmani a salvare i testi di Epicuro, Pitagora, Aristotele. Provenivano dal medio oriente i racconti che ispirarono l’Inferno di Dante e i racconti di Boccaccio. Alla corte dei califfi arrivavano botanici, medici, ingegneri, architetti, astronomi e artisti dall’Europa, dall’Afghanistan, dall’India e i sapienti si recavano fino in Cina per scambiare libri e conoscenze e si dedicavano a tradurre dal greco, dall’aramaico e dal cinese. L’apertura culturale dell’Islam portava i califfi a cercare i servigi di cristiani, ebrei, induisti, senza alcuna discriminazione: gli stranieri erano ricchezza!

Oggi già vediamo che lo sviluppo tecnologico avanza impetuoso proprio grazie a una comunità di scienziati e tecnici provenienti da tutte le culture del mondo. Nelle aziende digitali incontri esperti con la pelle di tutti i colori che parlano le lingue dei paesi ospitanti con una straordinaria varietà di accenti.

La lingua dei computer è la numerazione binaria. E il linguaggio delle cifre è universale: 1 e ZERO hanno lo stesso significato per tutti i popoli!!

Leggi anche:
Islam e Cristianesimo: chi è più cattivo?
Gli antichi cristiani si godevano l’hashish in preghiera
Oriana Fallaci ha ragione? L’islam può conquistarci?

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

Potrebbe interessarti anche

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy