I parlamentari europei a confronto

Solo i dati da due fonti: governo e senato

Prima di iniziare il nostro confronto ricordiamo un punto fermo: confrontare i Parlamenti europei è estremamente difficile, se non impossibile. Le camere “basse”, da noi la Camera dei deputati, hanno funzioni quasi uguali nei vari Stati, e sono tutte elette direttamente dai cittadini. Ma le camere “alte”, da noi il Senato, manca nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea: 15 su 27 non ce l’hanno. Nei restanti 12 Paesi, le funzioni delle Camere Alte sono diverse dal Senato e lo è anche il metodo di elezione.

I numeri secondo il Senato

Detto questo, proviamo a considerare il numero totale dei parlamentari di ciascun Paese utilizzando i dati di un dossier redatto dal Senato. I primi 5 in ordine di abbondanza sono: il Regno Unito con 1.426 parlamentari; l’Italia (945); la Francia (925); la Germania (778), la Spagna (616).

Vero è che con un Sì al referendum confermativo, per cui si vota domenica e lunedì prossimo, il numero dei parlamentari italiani diminuirebbe molto: da 945 a 600 (da 630 a 400 deputati, da 315 a 200 senatori). Ma l’Italia rimarrebbe comunque nella top5, piazzandosi quinta anziché seconda.

Un confronto tra le Camere basse

Confrontando invece solo le Camere “basse”, cioè da noi la Camera dei Deputati, che sono tutte elette a suffragio universale diretto, al contrario dei Senati, la classifica si capovolge. L’Italia è negli ultimi sei posti, ma molto vicina e spesso prima delle altre grandi democrazie europee, diciamo quelle più sviluppate ed efficienti da un punto di vista economico e amministrativo, ma anche sociale. Ecco gli ultimi sei posti:

Regno unito: 1 deputato (650) per 100mila abitanti (66.238.007)

Italia: 1 deputato (630) per 100mila abitanti (60.483.973)

Paesi Bassi: 0,9 deputati (150) per 100mila abitanti (17.118.084)

Francia: 0,9 deputati (577) per 100mila abitanti (67.221.943)

Germania: 0,9 deputati (709) per 100mila abitanti (82.850.000)

Spagna: 0,8 deputati (totale 350) per 100mila abitanti (46.659.302)

I primi sei posti sono invece occupati da Paesi che non ricordiamo brillanti in efficienza:

Malta: 14 deputati (68) per 100mila abitanti (475.701)

Lussemburgo: 10 deputati (60) per 100mila abitanti (602.005)

Cipro: 9,3 deputati (80) per 100mila abitanti (864.236)

Estonia: 7,7 deputati (101) per 100mila abitanti (1.319.133)

Lettonia: 5,2 deputati (100) per 100mila abitanti (1.934.379)

Lituania: 5 deputati (141) per 100mila abitanti (2.808.901)

I numeri secondo il governo:

Dal sito del governo, aggiungiamo poi questo confronto internazionale sul numero dei parlamentari. Si premette che la Costituzione italiana prevede un totale di 945 parlamentari (630 deputati e 315 senatori). A questi vanno aggiunti i senatori a vita (al massimo 5) e i senatori di diritto a vita, cioè i Presidenti emeriti della Repubblica. In Europa l’Italia è il Paese con il numero più alto di parlamentari direttamente eletti dal popolo, pari a 945 (Tabella 1). L’Italia è seguita dalla Germania con circa 700 parlamentari, dalla Gran Bretagna con circa 650 e poi dalla Francia con poco meno di 600. La classifica dei Paesi con il maggior numero di parlamentari non cambia di molto neppure se si tiene conto anche delle Camere non elettive. In questo caso (Tabella 2), il numero dei parlamentari italiani sarebbe comunque ai vertici, secondo soltanto alla Gran Bretagna, che sconta per ragioni storiche peculiari la numerosità della Camera dei Lord. Con riferimento alla Francia, in particolare, è interessante notare come il Presidente Macron abbia recentemente proposto di ridurre di un terzo il numero di parlamentari.

Ma i privilegi?

Il fronte del no al referendum suggerisce di preoccuparci piuttosto dei privilegi dei nostri parlamentari. Potremmo anche fare entrambe le cose. Dall’indagine di Milena Gabanelli e Simona Ravizza sul Corriere di oggi, i parlamentari italiani sono pagati meglio, hanno rimborsi più alti (che non devono documentare) e una spesa illimitata per quanto riguarda in viaggi (che non devono documentare).

Stipendi

Lo stipendio di un deputato è 5,5 volte superiore rispetto a quello medio di un italiano (2.534 euro di lordo mensile). In Germania il rapporto è 3,9, nel Regno Unito di 2,5, in Francia 2,5, in Spagna 1,7.

Vantaggi privi di senso

Caratteristica tutta italiana quella che vede i presidenti della Camera, a fine mandato, beneficiare di ufficio e segreteria per altri 5 anni, che diventano 10 per gli ex presidenti del Senato, più un autista a disposizione. Tagliando il numero dei parlamentari, con la modifica della Costituzione, verranno ovviamente ridotti i costi, e sacrificata un po’ di rappresentanza democratica (giocoforza verranno ampliati i collegi elettorali assegnando a ogni eletto un territorio di riferimento più ampio). Forse un Parlamento più snello diventerà anche più efficiente. Dopodiché i privilegi e le spese ingiustificate rispetto al resto d’Europa, restano intatti. E per eliminarli non serve modificare la Costituzione.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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