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I poveri sono grassi, dovrebbero mangiare meno.

Quali sono i cambiamenti che migliorerebbero la situazione degli italiani?

Non ci sono più i poveri di una volta. I 10 milioni di indigenti italiani non sono più scheletrici ed emaciati. Questi sbafano a 4 palmenti quantità fantascientifiche di proteine e grassi idrogenati incazzati. E poi si ammalano e si lamentano che non hanno i soldi per comprarsi le medicine!”

Capita di sentire discorsi come questi in certi ambienti. E fa impressione. Dare addosso ai poveri è facile quanto imbecille. Trump sta dimostrando che è anche una strategia che paga. Dare la colpa ai profughi, a quelli che muoiono di fame nel terzo mondo è di moda.

Ma anche tra i progressisti c’è qualcuno che fa la morale a chi è sul lastrico.

“L’Italia andrebbe meglio se i poveri si impegnassero di piu’ in politica”.

Piu’ della metà degli italiani o non andrà a votare o non ha ancora capito per che cosa voterà.

“Ma perché non si informano? Perché non studiano la riforma costituzionale? Non capiscono che è in gioco il loro futuro?”

No. Non lo capiscono.

E forse noi che siamo impegnati politicamente, noi progressisti, dovremmo iniziare a chiederci se non è un po’ anche colpa nostra: abbiamo voltato le spalle agli “interessi del popolo“?

Secondo me la risposta a questa domanda è:. Ci siamo dimenticati di quei cambiamenti che realmente migliorerebbero la situazione degli italiani.
Attratti dai temi di grande spessore morale e politico lontani dalla quotidianità della gente.

Certo difendere la costituzione è giusto e necessario ma ci sono urgenze drammatiche che sono passate in secondo piano.

Tutti sono d’accordo che l’Italia non può ripartire se non ci liberiamo dell’oppressione burocratica, se non si fa funzionare la giustizia e se non si razionalizza il sistema (lotta agli sprechi, ecotecnologie e digitalizzazione). E solo se si ottengono risultati su questo fronte si potranno trovare le risorse per compiere le azioni sociali più urgenti.

Non basta una legge, per riuscirci ci vuole una rivoluzione culturale, un cambiamento di metodo…

Il problema è che se iniziamo a parlare di burocrazia ed efficenza dobbiamo discutere di questioni tecniche complesse e la gente fa fatica a seguirle. E così si parla d’altro.

Tempo fa, durante un dibattito televisivo con Giachetti, candidato sindaco al comune di Roma per il PD, ho posto il problema: “Ve la pigliate, giorno e notte, con la Raggi e non vi rendete conto che durante gli anni dell’amministrazione di sinistra non siete riusciti neanche a fare un bilancio analitico del comune!”

Al che il buon Giachetti si è messo a sghignazzare. E mi ha risposto come se fossi un matto, che il comune di Roma deve presentare i bilanci alle autorità competenti… Quindi ce l’ha il bilancio! Il conduttore e un giornalista del Manifesto, ridacchiavano anche loro della mia coglionaggine.

Non sapevano cosa sia un bilancio analitico, che non centra nulla con un bilancio ordinario.

Il bilancio fiscale ti dice quanto spendi e quanto guadagli, suddividendo i costi per aree: sanità, educazione, cultura, assistenza eccetera.
Il bilancio analitico invece è in grado di dirti quanti metri quadrati di immobili si riscaldano e quanto costa riscaldarli al metro quadrato.

Vuol dire sommare tutte le spese per spostamenti dei vari settori, e poi calcolare costi a km e costi in termini di ore lavoro. Tutti questi dati ci sono nei bilanci ma sono divisi per settori e quindi non si capisce nulla. Oppure non sono forniti in modo valutabile.

Che una palestra costi 500 euro all’anno per l’acqua non vuol dire nulla se non so quante persone la frequentano. Cioè, se ci sono 50 persone che si fanno una doccia o 5mila. E poi devo confrontare questi numeri con esempi relativi ad altre città ed ad altre nazioni per capire se i costi sono giusti o esosi. E poi devo raccontare tutto in modo che qualunque cittadino possa capire e dare giudizi e contributi. La democrazia è creare una app con la quale puoi fare le pulci al bilancio del tuo Comune, standotene comodamente in poltrona a casa tua.

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.