I progetti di potenziamento della sanità pubblica italiana

Stanziati 3,5 miliardi nell’ultimo decreto

Il recente decreto del governo prevede importanti investimenti in sanità. Questa somma dovrebbe servire per il raddoppio dei luoghi di terapia intensiva e lo sviluppo dell’assistenza domiciliare, un sistema studiato per non farsi trovare (nuovamente) impreparati di fronte ad un’altra possibile crisi epidemica futura.

3,5 miliardi per la sanità

Con 31.900 persone morte fino al 18 maggio (il terzo bilancio delle vittime più alto del mondo), stiamo pagando un prezzo pesante per la pandemia. Oggi la pressione sugli ospedali è diminuita considerevolmente, ma, al fine di rafforzare la capacità del paese di reagire al coronavirus, il governo ha annunciato il 15 maggio un piano che prevede di investire 3,25 miliardi di euro. euro per il sistema sanitario. L’insieme di misure che dovrebbero “rafforzare il nostro sistema in modo profondo e duraturo”, nelle parole del Ministro della Salute Roberto Speranza, in una intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano.

6.000 posti in più per la terapia intensiva

Ma l’obiettivo del decreto è anche quello di porre rimedio a un’altra debolezza del sistema italiano, che è emersa durante il picco dell’epidemia: il numero limitato di posti in terapia intensiva che dovrebbero passare dai circa 5.200 (prima del coronavirus) a più di 11.000, un numero più che doppio.

Assistenza domiciliare e ossimetri

“Con l’introduzione del nuovo decreto, l’assistenza domiciliare interesserà ora il 6,7% degli italiani con più di 65 anni, rispetto al solo 4 % di oggi. Questa nuova percentuale sarà superiore alla media dei paesi OCSE” annuncia il ministro che continua “Il monitoraggio dei pazienti a casa sarà reso più efficiente grazie agli ossimetri che verranno forniti ai pazienti. Questi strumenti -che misurano la quantità di ossigeno circolante nel sangue- identificheranno immediatamente un deterioramento dello stato di salute di una persona e quindi ne consentiranno il ricovero tempestivo”.

Potenziamento della medicina di comunità

Tra le misura adottate la previsione che le regioni saranno ora in grado di firmare contratti di affitto con strutture alberghiere per ospitare persone in quarantena che non necessitano di ricovero ospedaliero (una proposta lanciata a marzo da People For Planet).

Il decreto inoltre indica anche che saranno reclutati 9.600 nuovi “infermieri di quartiere”

Queste misure indicano chiaramente che l’esecutivo vuole rafforzare la “medicina comunitaria” che è stata una grande debolezza nella lotta contro il coronavirus in Italia.

Inoltre verranno assegnate 4.200 borse di studio aggiuntive per specializzazioni mediche.

Il rafforzamento del sistema sanitario ci sarà davvero? Il precedente dell’AIDS

Per il Corriere della Sera, queste misure “colmano le lacune storiche che, negli ultimi anni, avevano indebolito il sistema sanitario nazionale”. Ma questi cambiamenti saranno davvero di natura strutturale? “Negli anni ’90, l’emergenza dell’AIDS aveva spinto il governo a finanziare centinaia di posti aggiuntivi in unità di malattie infettive“, ricorda il quotidiano “Poi, quando sono stati scoperti i trattamenti, questi letti sono stati smantellati. La conclusione sarà la stessa questa volta? ”

La questione irrisolta delle competenze tra stato e regioni

Resta irrisolta, né poteva essere risolta con un decreto, la questione forse principale: l’inadeguatezza di un sistema basato sull’autonomia regionale e l’ambiguità nella responsabilità tra stato e regioni in campo sanitario che ha mostrato tutti i suoi limiti.

Basti ricordare fra i tanti l’indecoroso episodio dello scaricabarile tra stato e regione Lombardia, quando nessuno dei due si è voluto prendere la responsabilità di dichiarare Alzano Lombardo zona rossa, giocando appunto sull’ambiguità delle competenze, con gli effetti devastanti che ne sono derivati.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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