I progetti per la circolarità di IKEA: mobili interamente riciclati, mobili usati rivenduti a minor costo.

Non si butta via mai, si riusa o si ricicla.

Questa una delle tre strategie per la sostenibilità  delineata e programmata  in documenti della multinazionale svedese IKEA il cui ultimo uscito, a giugno 2018, si chiama People & Planet Positive, con un richiamo, già dal nome, agli obiettivi principali che il colosso si pone.

IKEA si propone di cavalcare l’onda del cambiamento dando il via a una serie di esperimenti nelle diverse aree di vendita in tutto il mondo e facendo dell’economia circolare a salvaguardia dell’ambiente il proprio modello di sviluppo per il futuro: uno dei tre obiettivi fondamentali di sviluppo che si pone per il 2030. Gli altri due obiettivi dichiarati nel documento riguardano la promozione di uno stile di vita sostenibile per i suoi clienti ed una migliore qualità della vita per oltre un miliardo di persone.

Tutto questo nasce dalla consapevolezza che le attività di IKEA hanno un grandissimo impatto: sull’ambiente, sui comportamenti degli utilizzatori, su come vivono le persone che vi lavorano o che fanno parte dell’indotto. Le materie prime utilizzate, i rifiuti prodotti a fine vita, le persone coinvolte, sono- nel caso del colosso IKEA- numeri davvero rilevanti. Per questo l’economia circolare è un obiettivo importante per IKEA, perché può contribuire a fare la differenza.

La cucina Kungsbacka è stato il suo primo “esperimento” di cucina interamente riciclata, un primo passo significativo verso un’economia a rifiuti zero. Il progetto è partito con l’idea iniziale di creare un’anta più “ecologica” per le cucine e, in collaborazione con un innovativo fornitore italiano, la 3B di Treviso, il team ha studiato le varie opportunità offerte dai materiali riciclati.

Gli studi e le ricerche effettuate hanno portato alla creazione di un nuovo materiale: una lamina in plastica realizzata con le bottiglie in PET provenienti dalla raccolta differenziata di alcune città giapponesi. Una cucina fatta di PET riciclato e legno riciclato consente di risparmiare il petrolio necessario per la produzione di questo tipo di plastica e ridurre il numero di bottiglie destinate alle discariche e di risparmiare, ovviamente, sulla quota di legno vergine. Nel complesso il risparmio in termini di inquinamento e di emissioni nocive è significativo: per rivestire la superficie di un frontale Kungsbacka nero dalle dimensioni di 40 x 80 cm, infatti, vengono riutilizzate 25 bottiglie di plastica da mezzo litro. Secondo l’ultimo report (“People & Planet Positive 2018”) IKEA stima che ben 13,5 milioni di mobili potrebbero essere riciclati, riutilizzati o riparati.

È così che IKEA ha deciso di elaborare uno schema circolare per espandere la vita dei suoi prodotti, abbandonando il classico sistema lineare che prevede come destinazione finale la discarica. L’economia circolare crea un circolo virtuoso in cui si minimizzano o annullano del tutto gli scarti e le risorse iniziali vengono recuperate e valorizzate. Mentre il modello lineare de-responsabilizza totalmente da qualsiasi conseguenza: le grandi compagnie devono produrre e ricavare e i consumatori devono semplicemente consumare senza porsi alcuna domanda su come quell’oggetto sia stato prodotto, da chi, dove, come la materia prima sia stata ricavata e processata e cosa succederà dopo che verrà utilizzato per una volta o per poco tempo e poi buttato.

Nel precedente documento, Strategia per la Sostenibilità, aggiornato al 2014, già si definivano obiettivi precisi per contrastare il cambiamento climatico e la deforestazione, salvaguardare le risorse idriche e diminuire la quota rifiuti prodotta con un termine temporale per portare i relativi progetti a compimento per il 2020.

Tra gli obiettivi più significativi del documento: produrre per quella data una quantità di energia rinnovabile pari a quella consumata per lo svolgimento delle sue attività, arrivare ad utilizzare cotone riciclato o coltivato con metodi che riducono consumi di acqua,  pesticidi o fertilizzanti chimici e approvvigionarsi totalmente da legno riciclato o certificato FSC ®.

La certificazione FSC è un marchio internazionale, indipendente e di parte terza, specifica per il settore forestale e i prodotti derivati dalle foreste, il quale garantisce che la gestione forestale sia rispettosa dell’ambiente, socialmente utile ed economicamente sostenibile .

Già da alcuni anni IKEA utilizza alcune tipologie di legnami provenienti da foreste certificate FSC in Vietnam e Malesia per produrre mobili da giardino. I legnami prescelti sono acacie dal fusto molto resistente, ideale per i mobili in ambiente esterno.  Insieme ai fornitori e a partner come WWF, IKEA ha implementato un modello per ripiantumare dove disboscato e per garantire diritti alle comunità locali per la tutela della salute e dell’ambiente.

Quest’anno poi IKEA ha bandito l’uso di materiali plastici monouso come: cannucce, piatti e bicchieri, posate nei propri negozi e ristoranti (vedi articolo: https://www.peopleforplanet.it/ikea-vieta-la-plastica-monouso-entro-il-2020-e-non-solo/).

Con il nuovo documento del 2018, People & Planet Positive, dopo aver fatto il punto su quanto raggiunto, vengono definiti i nuovi obiettivi per il 2030 e dei principi di base che si possono riassumere in 6 punti principali.

  1. Progettare per una durata prestabilita, la più lunga possibile.
  2. Scegliere i materiali migliori, preferendo quelli rinnovabili o riciclati .
  3. Progettare per il riciclo, scegliendo materiali che possano essere facilmente riciclati.
  4. Ridurre al minimo gli sprechi durante la fase di produzione e il consumo di materiali, acqua, energia, e prodotti chimici.
  5. Progettare per la standardizzazione e la compatibilità, abilitando anche l’intercambiabilità con prodotti di altri marchi.
  6. Progettare prodotti in grado di soddisfare le esigenze del cliente per tutta la vita, facilitando la riparazione, la manutenzione, e/o l’aggiornamento, e offrendo così una connessione emotiva con il prodotto a lungo termine.

È di rilievo, sempre per gli aspetti legati alla circolarità, il progetto lanciato da Ikea Australia: un progetto pilota, sempre nell’ottica del riuso/riciclo/recupero del modello circolare, grazie al quale i clienti potranno disfarsi di pezzi di arredamento danneggiati o indesiderati ed essere rimborsati con voucher da poter spendere nel negozio. Il servizio sarà disponibile presso IKEA Tempe, a sud di Sydney, e si aggiungerà ai programmi Ikea esistenti in tutta l’Australia per il recupero di vecchi divani, materassi, batterie e lampadine usate.

L’iniziativa è nata da un’attenta analisi del mercato e dei desideri di consumatori. I responsabili Ikea Australia hanno infatti rilevato che più della metà degli australiani ha gettato via qualche pezzo di arredamento nel giro di 12 mesi: tavolini da caffè, divani, sedie sono in cima alla lista di cose che sono finite in discarica. Sempre dalla stessa ricerca, risulta che un australiano su quattro ha affermato di non essere in grado di riparare gli articoli danneggiati, ma il 34% del totale del campione ha dichiarato che sarebbe felice di acquistare mobili di seconda mano. Lo schema circolare è dunque la via migliore per espandere la vita dei prodotti, abbandonando il classico sistema lineare che prevede come destinazione finale la discarica.

Il progetto prevede la compilazione da parte del cliente di modulo online, si inviano per e-mail le foto dei mobili di cui si vuole disfare e questi vengono valutati da un membro dello staff. Il cliente verrà poi informato se i suoi mobili sono qualificati per il servizio e, in caso affermativo, gli verrà offerto un voucher dal valore massimo del 50% del prodotto originale. I mobili saranno messi in vendita in Ikea Tempe allo stesso valore del buono dato al cliente in modo che il guadagno ci sia e sia davvero tutto per l’ambiente.

Altre Fonti:

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.