Il 73% delle famiglie ha perso o ridotto il lavoro: i dati di Save the Children

Non si fa che sentire del Covid-19, ma cosa dicono le famiglie? Ecco i dati del secondo report condotto da Save di Children dallo scoppio dell’emergenza

Covid-19, non si fa che sentire del Covid-19, ma cosa dicono le famiglie? Save the Children Italia ha pubblicato il secondo rapporto dallo scoppio dell’emergenza sanitaria.

Metodologia dell’indagine

L’indagine telefonica ha coinvolto 366 nuclei familiari nelle giornate del 31 marzo, 1^ e 2 aprile sparse sul territorio (Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Palermo, Catania, Ancona, Pescara, Sassari, Bari, Brindisi, Udine, Marghera, Scalea, S. Luca, Potenza, Prato, L’Aquila). Per motivi di incompletezza delle risposte o ritardo nell’invio del questionario, 55 questionari sono risultati inutilizzabili. Il report si basa quindi sulle risposte a 311 questionari. Tutte le famiglie coinvolte sono beneficiarie dei progetti di Save the Children.

No, non sta andando tutto bene: ecco alcuni dati

L’indagine fotografa l’impatto che l’emergenza Coronavirus ha avuto sulla vita dei genitori e su quella dei loro figli. E no, non sta andando tutto bene.

Il 33,9% delle famiglie intervistate ha due figli, ne ha 3 il 30,2% e 4 il 14,4%. Non mancano però le famiglie che hanno 5, 6, 7 e 8 figli, che rappresentano complessivamente il 5,4% delle famiglie intervistate.

Il 77,6% delle famiglie hanno visto improvvisamente cambiare la propria disponibilità economica e il 73,8% dei rispondenti ha perso il lavoro o ridotto drasticamente il suo impegno retribuito. Solo il 17,6% è andato in cassa integrazione, prevalentemente nel Nord Italia, dove la percentuale sale al 42,9%, contro il 13,1% e il 14,2% rispettivamente di Sud e Isole e Centro Italia.

Come si sta cercando di far fronte alla mancanza di disponibilità economica? Ricorrendo ai risparmi. Tanto più che, anche prima della crisi, il 66,9% di queste famiglie si basa su un unico reddito. Una famiglia su 6, in ogni caso, non ha nessun percettore di reddito.

Nel 63,9% dei casi, però, la mancanza di entrate economiche ha portato a dover ridurre sin da subito la spesa per l’acquisto di beni alimentari e in una famiglia su due anche la spesa per l’acquisto o il pagamento di altri beni e servizi di prima necessità (affitto e utenze 35,9%, farmaci 30,8%, prodotti per l’infanzia 26,9%, materiale scolastico 3,8%, materiale per comunicare on-line 2,6%).

Uno scenario incerto anche rispetto al futuro e alle garanzie dello Stato: una famiglia su tre dichiara infatti che non sa se riceverà un aiuto pubblico (30,4%) e più di una su 4 pensa che non lo riceverà (26,9%).

Fonti:

https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/secondo-rapporto-non-da-soli-cosa-dicono-le-famiglie.pdf

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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