Il “Bazooka” dell’Unione Europea per battere la crisi economica provocata da Covid-19

Merkel e Macron propongono 500 miliardi di investimenti per i paesi in difficoltà

Parigi e Berlino hanno proposto lunedì 18 maggio la creazione di un fondo di stimolo per aiutare l’Unione europea a superare la storica crisi causata dal coronavirus, attraverso un meccanismo senza precedenti per la condivisione del debito europeo, i “Recovery Fund” che sarebbero un analogo con nome diverso dei Coronabond invocati da alcuni paesi (Francia, Spagna, Italia) che finora hanno trovato l’avversione di alcuni paesi del nord Europa (Olanda, Finlandia, Austria).

Tra i contrari finora era annoverata anche la Germania. Per la stampa internazionale questa iniziativa segna la rottura di un tabù tedesco sul debito e la speranza di rilanciare il progetto europeo.

Un segno di ottimismo in mezzo alla tempesta

È un segno di ottimismo nel mezzo della tempesta. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron “hanno tracciato  i contorni della loro visione comune dell’Europa per la ripresa dalla crisi economica e sanitaria, attraverso la creazione di un fondo di recupero di 500 miliardi di euro sotto forma di vera solidarietà con i paesi più colpiti dalla crisi” riferisce il quotidiano belga Le Soir.

“Come i soldi dati da papà ai figli in difficoltà”

In una dichiarazione congiunta pubblicata lunedì, Parigi e Berlino propongono che questo sostegno sia finanziato da prestiti della Commissione sui mercati “per conto dell’UE”. Il denaro verrà quindi trasferito come “spesa di bilancio” nei paesi europei e “nei settori e nelle regioni più colpiti”. Durante una conferenza stampa con Angela Merkel, Emmanuel Macron ha chiarito che questi non sarebbero “prestiti” ma “dotazioni” dirette ai paesi più colpiti. Come scriveva Enzo Imperatore su questo giornale con una metafora sarebbero i soldi dati da papà ai figli in difficoltà anziché un prestito ricevuto dal suocero…

Un grande passo verso un’Europa più unificata

“Questa audace iniziativa da parte di Francia e Germania è un tentativo di sbloccare la situazione di stallo tra la Commissione europea e il suo presidente, Ursula von der Leyen, che finora hanno lottato per trovare un piano di risanamento europeo in grado di raggiungere il consenso”, ricorda il New York Times. “Se gli altri paesi membri accetteranno il piano franco-tedesco, questo segnerà un grande passo verso un’Europa più unificata e sarà un segno che la pandemia potrebbe avere l’effetto di stringere l’Unione anziché farla esplodere”.

La catastrofe è stata “necessaria per rilanciare l’UE”

“Senza una crisi, non ci sarebbe stato alcun cambiamento: una catastrofe era necessaria per dimostrare all’UE che la sua esistenza era in pericolo” scrive il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung. “Per Berlino e Parigi c’è bisogno di dire basta alle estenuanti trattative, è arrivato il momento di agire. La formazione di due campi contrapposti Nord e nel Sud sta paralizzando l’Europa. Emmanuel Macron e Angela Merkel non potevano più continuare a nascondersi dietro Roma o L’Aia”. Parigi e Berlino “hanno cambiato la situazione: la loro potente alleanza mette sotto pressione gli altri membri dell’Unione Europea”.

Gli altri punti della proposta: Green new deal e sovranità sanitaria e economica

Il Sole24Ore segnala che l’istituzione del fondo rientra in un programma in quattro punti.” Gli altri tre sono: recupero della sovranità sanitaria, intesa come lo sviluppo dell’industria Ue nel settore medicale e di un vaccino europeo, oltre a una task force comunitaria; la transizione ecologica e informatica, mantenendo la rotta del Green new deal comunitario e accelerando sulle reti di quinta generazione; sovranità economica della Ue, declinata come una riforma delle leggi sulla concorrenza europee”.

Partita ancora aperta

Se l’accordo franco-tedesco segna “un importante passo avanti”, deve ancora essere “approvato da tutti i membri dell’UE, un processo che si preannuncia tortuoso”, osserva Politico.eu. ” Alcuni paesi come Austria, Paesi Bassi e Finlandia, che condividono una tradizione di parsimonia con la Germania, probabilmente si opporranno al piano”.

Immagine di Randy Colas

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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