Il Bhutan ha vaccinato il 93% della popolazione seguendo l’astrologia

Il Bhutan ha vaccinato il 93% della popolazione seguendo l’astrologia

La regione asiatica ha deciso di seguire il calendario astrologico buddhista.

Per mesi, il Bhutan no ha utilizzato centinaia di migliaia di dosi del vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca, in attesa che le stelle si allineassero.

Nonostante abbia ricevuto una scorta di vaccini a gennaio, il piccolo regno himalayano non ha iniziato a immunizzare la sua popolazione fino al 27 marzo, una data che è stata selezionata attraverso consultazioni astrologiche con i monaci buddisti.

Il governo, infatti, ha deciso di aspettare e di consultare lo Zhung Dratshang, un’assemblea di monaci che ha un ruolo fondamentale anche nelle scelte politiche del Paese.

I monaci hanno sentenziato che sarebbe stato meglio aspettare due mesi: la prima dose doveva essere somministrata a una donna nata nell’anno della scimmia, da parte di una donna nata nello stesso anno.

Ma una volta che quella data di buon auspicio è arrivata, il Bhutan ha recuperato il tempo perduto. In meno di due settimane, il paese ha somministrato le prime dosi a oltre il 93% degli adulti idonei, secondo il Ministero della Salute.

La campagna vaccinale

Nella somministrazione del vaccino, il Bhutan ha rapidamente superato le nazioni ricche, tra cui Israele e Regno Unito, che da mesi conducono campagne di vaccinazione “aggressive”.

Come molti altri leader nella corsa al vaccino, il Bhutan ha beneficiato delle sue piccole dimensioni, con una superficie minore a quella della Svizzera e meno di un decimo della popolazione.

Come ha osservato l’Economist, consentire all’astrologia di dettare decisioni sulla salute pubblica ha avuto alcuni vantaggi inaspettati. Per prima cosa, il Bhutan non ha dovuto inventare un sistema complesso per somministrare il vaccino ai gruppi prioritari.

Il Bhutan ha, quindi, gestito molto bene la campagna vaccinale.

Il corpo del servizio nazionale di volontariato locale ha contribuito a creare più di 1.200 siti di vaccinazione in tutto il Paese e ha gestito la logistica della somministrazione delle dosi, un compito cruciale in un paese che aveva solo 37 medici prima della pandemia.

Una squadra vestita di stivali militari ha attraversato l’Himalaya per consegnare vaccini a sei villaggi in sei giorni, mentre gli elicotteri hanno fatto il viaggio in altre comunità dove la neve era troppo alta.

Un modello che, seppur non convenzionale, è da prendere sicuramente come esempio.

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Maria Grazia Cantalupo

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Social Media Manager di People For Planet

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