Il bollettino di guerra degli arbitri del calcio dilettanti

Ogni settimana aggressioni a giovani che per assecondare la loro passione rischiano schiaffi (se non peggio) per un’ottantina di euro

Ogni settimana

Fabio Serafini ha subito una testata alla tempia da un calciatore, ha accusato dei giramenti di testa. È stato aiutato dal papà presente in tribuna ed è rimasto al Pronto Soccorso fino a tarda sera. Era andato ad arbitrare Equicola 2015-Polisportiva Quintilianum, a Borgorose in provincia di Rieti. 

Riccardo Bernardini è stato preso a pugni da persone non identificate ed è caduto sbattendo la testa a terra. Aveva appena finito di arbitrare Virtus Olympia-Atletico Terranova. Ha avuto un principio di soffocamento che poteva costargli la vita, a salvarlo è stato il preparatore atletico del Terranova (ex ultrà della Lazio). È ovviamente finito all’ospedale, al Policlinico Umberto I, dove ha avuto tre punti di sutura alla testa ed è stato tenuto in osservazione la notte.

Simone Forina ha subito uno schiaffo da un calciatore che aveva appena espulso. Stava arbitrando, in provincia di Torino, l’incontro di calcio tra Perosa e Pralomo. L’arbitro ha sospeso il match.

Sara Semenzin, 19 anni, ha arbitrato a Bassano del Grappa l’incontro tra Marchesane e Real Stroppari. Ha espulso l’allenatore della squadra ospite e due calciatori. A fine partita è accaduto quanto riportato dal comunicato del giudice sportivo:

Il subbuglio, apparentemente raffreddato dalle due espulsioni, è ripreso con inaudita violenza e meschinità quando, entrata nello spogliatoio la Direttrice di gara, i facinorosi protagonisti si sono sentiti liberi di esternare senza limiti la loro violenza verbale contro la Direttrice stessa senza il rischio di essere identificati, trasformandosi addirittura in tumulto per l’assalto della tifoseria alla recinzione del campo e così sia dall’interno che dall’esterno degli spogliatoi sono volate queste letterali espressioni corali, replica comunque di quanto le tifoserie avevano urlato dagli spalti per buona parte della gara: Rincoglionita, stupida, troia, handicappata, pagliaccia, ritardata, femena de merda, stai a casa a fare i ferri, cretina, cambia lavoro, ti aspetto fuori casa, troia, vedrai dopo cosa succede

Comunicato che è stato ripreso anche da Gianni Mura nella consueta rubrica domenicale su Repubblica.

Sono soltanto pochi esempi di quel che abitualmente accade ogni fine settimana sui campi delle serie inferiori. L’aggressione a Riccardo Bernardini ha indotto l’associazione arbitri, tre settimane fa, a non inviare alcun direttore di gara per le partite dilettanti nel Lazio. Poco è cambiato. Alla ripresa, le vecchie abitudini sono riprese come se nulla fosse accaduto.

C’è chi sta peggio ma c’è anche chi sta meglio

Il clima attorno non accenna a migliorare. È stato il fine settimana delle scritte a Firenze sui morti dell’Heysel e su Scirea. Qualcuno può consolarsi pensando a chi sta peggio, all’Argentina dove lo Stato si è arreso e si è dichiarato incapace di ospitare una partita di calcio tra il River Plate e il Boca Juniors. Dopo l’aggressione al pullman del Boca, la partita di ritorno della finale di Coppa Libertadores – la Champions sudamericana – si giocherà addirittura in un altro continente: a Madrid. C’è chi sta peggio, ma c’è anche chi sta meglio. A Londra, derby Arsenal-Tottenham, la polizia ha immediatamente fermato uno spettatore che ha lanciato una buccia di banana all’indirizzo del calciatore di colore Aubameyang. L’uomo è stato individuato grazie alle telecamere dello stadio. Il Tottenham lo ha espulso a vita.

In Italia le telecamere non funzionano in tutti gli stadi di Serie A, figuriamoci negli impianti che ospitano le gare dilettanti. Dove non arrivano i riflettori dei media e dove pochi, imperterriti, giovani lodevolmente si ostinano ad andare ad arbitrare per seguire la loro evidentemente inestinguibile passione. Per una diaria che si aggira attorno agli ottanta euro, vanno a rischiare gli schiaffi – e anche peggio – su campetti polverosi. Spesso accompagnati da impauriti genitori. È l’incredibile fascino del calcio. Che, nonostante tutto, sembra ancora più forte di tutto, persino della deriva Rollerball del pallone made in Italy.

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Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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