Il bookcrossing

Quando acquistiamo libri, ci vengono prestati o regalati, c’è un percorso di scelta – nostra o altrui – che ci lega alla storia raccontata sulla carta. Ma esiste un altro meccanismo attraverso il quale possiamo entrare in contatto con nuove idee: quello secondo cui “sia il libro a scegliere noi”. E’ ciò che accade, in un certo senso, nel momento in cui diventiamo dei bookcrossers.

Il bookcrossing (incrocio di libri) – azione attraverso la quale si “liberano” i libri dal possesso dei singoli e si condividono senza alcun fine di lucro – è un fenomeno che negli ultimi 15 anni è divenuto ben noto.
Meno noto, però, è non soltanto lo spirito originario “dell’incrociare e far viaggiare libri” ma anche la portata impressionante che nel tempo tale pratica ha assunto: basti pensare che i bookcrossers registrati in rete ad oggi sono più di 1 milione e 800 mila.

L’idea alla base, dunque, è quella di disseminare libri nell’ambiente naturale e urbano, condividendo con gli sconosciuti che vi si imbattono il contenuto degli stessi. Spesso anche a fronte di un vero e proprio scambio: prendo un libro ma ne lascio un altro nel medesimo posto, alimentando così la prassi e creando, di fatto, angoli dove sia prevedibile e familiare l’incontro con nuove storie.

Libri gratis per tutti: il bookcrossing

Che sia una panchina, un muretto, lo scaffale di un bar, la sella di una moto abbandonata da tempo o veri e propri luoghi costruiti ad hoc poco importa.
Lo scopo finale, infatti, non è soltanto la condivisione di contenuti, né la creazione di corner dedicati, ma, anzi, è la possibilità di seguire il viaggio curioso e imprevedibile di ogni singolo libro, attraverso i commenti di chi ne entra provvisoriamente in possesso.

Ogni libro, infatti, può essere registrato su siti appositamente dedicati; e chiunque, ovviamente, può inserire un volume all’interno del circuito.
Si può ricorrere, ad esempio, all’indirizzo http://www.bookcrossing.com.
Durante la registrazione, il sito attribuisce a quel libro specifico un numero unico (il BCID) che dovrà essere riportato sul volume con una etichetta o anche semplicemente a mano.
Sulla base di tale codice, chiunque lo ritrovi può segnalarne la posizione e seguirne la strada.
E’ possibile, inoltre, aggiungere commenti che raccontino dettagliatamente l’ambiente che lo ha ospitato e il passo successivo, che lo riconsegna all’ignoto.

Dopo averlo letto – o anche scegliendo di non farlo, come di diritto per ciascun lettore – questi potrà lasciarlo nuovamente libero su una panchina, un muretto, un treno o dove riterrà più opportuno. A Madrid è diffusa l’abitudine di lasciarli nei metrò, a Foggia li lasciano alla libreria dell’Ipercoop. In Svizzera vengono utilizzate le cabine telefoniche, ormai in disuso, munite di scaffali come microbiblioteche gratuite. A Copenhagen qualcuno ha realizzato piccole costruzioni.

Si tratta, dunque, molto più di una versione 2.0 del classico messaggio nella bottiglia, ma di una vera e propria enorme biblioteca a cielo aperto, grande come il mondo che la ospita: si segnala la pratica del bookcrossing in Antartide, così come in Zimbabwe; ovviamente diffusissima negli Stati Uniti, ha preso piede in maniera convincente anche in Europa.

Se come concetto originario è ben antico – c’è chi fa risalire la pratica addirittura al filosofo greco Teofrasto, che liberava proprio in mare frammenti dei propri testi – la versione contemporanea ha assunto concretezza nel 2001, ad opera di Ron e Kaori Hornbaker, che svilupparono il sistema su web che oggi muove 12 milioni di libri e coinvolge quasi due milioni di persone.

E se la nascita degli ebook ha modificato il mercato editoriale e le pratiche di fruizione degli stessi, c’è da chiedersi con curiosità se la pratica del bookcrossing continuerà a crescere nelle modalità attualmente conosciute o se, anch’essa, troverà nuove forme e vie per coinvolgere le vite – delle persone e delle parole – sempre più libere da vincoli di spazio e tempo.

(Fonti: http://www.bookcrossing.com/)

Disegni di Jacopo Fo ispirati al bookcrossing, il libro scambio di libri

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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