Il burro: meglio giallo o bianco? L’importante è leggere l’etichetta

Il burro giallo è di migliore qualità rispetto a quello bianco, più frequente nei supermercati del nostro Paese. Ma attenti ai coloranti

Perché all’estero si trova soprattutto burro giallo, e in Italia bianco? Perché per tradizione culinaria difendiamo piuttosto il re della dieta mediterranea, l’olio extra vergine d’oliva (evo), mentre sul burro non abbiamo grosse normative qualitative che ne difendano, ad esempio, la denominazione. Quindi sostanzialmente da noi si definisce “burro” una varietà di prodotti anche molto diversi tra loro, che proprio per questo motivo dovremmo imparare a valutare da soli, tenendo ben presente che il burro è comunque – bianco o giallo – un alimento da mangiare con moderazione.

Tutto quello che vuoi sapere sul burro bianco e quello giallo

«Il burro giallo è un burro di migliore qualità. La colorazione dipende dalla qualità del nutrimento: se l’animale pascola e bruca erba fresca, introduce più betacarotene. Al contrario, le mucche in stalla che si nutrono prevalentemente di fieno o mangimi producono un latte, e quindi un burro, più bianco». Nicola Di Daniele, docente di medicina interna all’Università di Tor Vergata, esperto in nutrizione, non è particolarmente amante di questo ingrediente. «Non è certo il massimo per chi, come noi, ha a disposizione piuttosto l’olio extra vergine di oliva. Il burro contiene grassi polinsaturi e monoinsaturi, che aumentano gli LDL, le lipoproteine comunemente conosciute come colesterolo cattivo, prima causa di arteriosclerosi e quindi infarti e ictus. Al contrario, l’olio evo contiene tra l’altro antinfiammatori naturali che aiutano a vivere meglio e in salute».

Il burro non è tuttavia da demonizzare. «Ha un punto di fumo molto alto, attorno ai 250 gradi, quindi regge la cottura molto meglio dell’olio evo e si presta quindi bene per esempio per la preparazione di torte. Inoltre, a crudo, contiene vitamina A, specialmente se parliamo di burro di buona qualità. Ce ne possiamo concedere però non più di 20 grammi al giorno: sia per la longevità, che per la salute, che per allontanare il rischio di malattie croniche degenerative». Questo anche perché il burro è un alimento fortemente calorico, e la nostra grande arma, oggi, contro le malattie mortali più diffuse è proprio la riduzione delle calorie. “Meno calorie significa più vita”, mentre è chiaro che è fondamentale anche scegliere le calorie “giuste”. Quindi no prima di tutto agli zuccheri (yogurt alla frutta, succhi – anche quelli 100% frutta – gelati, dolci), mentre «è sempre preferibile scegliere un alimento di origine vegetale rispetto a uno di origine animale. Questo non significa eliminare completamente grassi e proteine animali, ma ridurle a un contributo molto modesto».

Il burro più giallo è migliore anche perché l’erba, grazie alla presenza di Omega 3, ne migliora la consistenza, rendendolo più morbido.  Stesso discorso per i metodi di preparazione del burro, «quello centrifugato è generalmente molto apprezzato perché più soffice». Tornando alla colorazione, attenzione: «sebbene sia vietato aggiungere coloranti, può succedere che alcuni marchi trovino questa soluzione per far sembrare il loro burro migliore: quindi, come per tutti gli alimenti, è indispensabile anche per il burro leggere attentamente gli ingredienti».

Per il resto, per scegliere un buon burro si dovrebbe «evitare il chiarificato, che è ancora peggio del burro bianco perché gli vengono tolte le proteine e rimane solo il grasso saturo, che, come detto, non è buono per la salute», conclude Di Daniele.

Foto di congerdesign da Pixabay

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente