Il "business della solitudine": con la pandemia aumenta la richiesta di fidanzati in affitto, robot e cam performance

Il “business della solitudine”: con la pandemia aumenta la richiesta di fidanzati in affitto, robot e cam performance

La solitudine è un’epidemia che si è diffusa maggiormente a causa della pandemia da Covid-19

Una recente inchiesta del Guardian ha svelato una triste realtà: l’isolamento sociale sta facendo registrare un’impennata del “business della solitudine“, incrementando le richieste di fidanzati in affitto, robot e cam performance.

Così molte aziende hanno ben pensato di investire in soluzioni tecnologiche per offrire un supporto a chi soffre di solitudine.

L’isolamento è un virus

La parola d’ordine del 2020 è “distanziamento sociale”; siamo stati costretti ad accantonare il contatto umano, la nostra socialità, la nostra voglia di relazionarci alle persone e al mondo, al fine di preservare la salute della comunità mondiale.

Tuttavia, queste norme di protezione collettiva comportano un certo senso di isolamento,  che ha inghiottito il globo come il virus stesso e, a causa di ciò, il “business della solitudine” è in forte espansione.

La solitudine è un’epidemia globale

Come si legge nell’articolo del Guardian, anche prima della pandemia, la solitudine era stata considerata un’epidemia ufficiale in diversi paesi. 

I tassi di solitudine negli Stati Uniti sono raddoppiati negli ultimi 50 anni. Nel 2018, circa 200.000 anziani del Regno Unito non avevano parlato con un amico o un parente per un mese e il 75% dei medici generici del paese riferisce di aver visto da uno a cinque pazienti soli ogni giorno.

Anche la solitudine uccide

Uno studio della Health Resources and Services Administration ha rilevato che una grave solitudine può danneggiare la salute tanto quanto fumare 15 sigarette al giorno

I ricercatori negli Stati Uniti sono arrivati ​​al punto di dire che gli anziani che sopportano lunghi periodi di solitudine hanno un rischio di mortalità del 45% superiore rispetto agli altri.

Il “business della solitudine”

Così, per tentare di “arginare” la piaga della solitudine, molte aziende hanno deciso di investire sulla robotica.

La società israeliana Intuit Robotics ha iniziato il beta test di ElliQ, un robot soprannominato “il compagno per un invecchiamento più felice“, che ricorderà al proprietario di bere acqua o prendere farmaci.

In Giappone, invece, è possibile interagire con la pop star sedicenne Hatsune Miku, che è diventata una vera e propria donna di casa per i suoi 3700 mariti. “La amo e la vedo come una vera umana“, ha dichiarato uno di loro.

Per chi non vuole una storia d’amore, invece, c’è Paro, il robot interattivo travestito da soffice foca bianca che mira a fornire gli stessi comprovati benefici degli animali da terapia.

In Cina, invece, è esploso il fenomeno dei fidanzati in affitto o il business delle cam girls, che fanno compagnia a chi si sente solo o a chi si sente schiacciato dalle pressioni sociali.

Siamo davvero così sicuri che la tecnologia possa aiutarci a combattere l’epidemia della solitudine e a colmare la distanza fisica e affettiva? Siamo sicuri che l’intervento della robotica aiuterà alcune persone a combattere l’isolamento? Oppure siamo destinati a dimenticare quale sia il contatto reale con le persone in carne e ossa? 

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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