Il calcio sta virando verso l’ottusità

Le nuove norme sui falli di mano stanno trasformando gli arbitri nei doganieri di “Non ci resta che piangere”

Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Un fiorino.
Gli arbitri, e di conseguenza il calcio, stanno assomigliando sempre più ai doganieri di “Non ci resta che piangere”, il film con Massimo Troisi e Roberto Benigni. Il gioco sta virando, si spera non irrimediabilmente, verso l’ottusità. È quel che sta accadendo con la nuova norma relativi ai falli di mano in area di rigore. Una regola del tutto priva di buon senso, che ha eliminato il fattore volontarietà: fattore fino ad oggi fondamentale nell’assegnazione di un calcio di rigore. Oggi può bastare un tocco fortuito per arrivare a un calcio di rigore oppure a discussioni interminabili come accaduto in Udinese-Milan. Discussioni interminabili per episodi su cui prima non ci si sarebbe soffermati nemmeno un secondo. Addirittura a Cagliari viene fischiato a un calciatore che era di spalle.

Stiamo arrivando a uno snaturamento del gioco. Il calcio non può essere la scherma, con tutto il rispetto di una nobile arte come quella della scherma. Ma i principi alla base dei due sport sono completamente diversi. Non basta toccare il pallone col braccio per vedersi assegnata una punizione contro, altrimenti gli attaccanti cominceranno a mirare alle braccia degli avversari.

Su Repubblica, Gianni Mura ha sintetizzato perfettamente il concetto: “Le nuove regole, sul mani specialmente, sono un’idiozia totale. Quelli che in teoria dovrebbero migliorare il calcio, ne hanno snaturato lo spirito e lo stanno ammazzando. Scriviamolo, diciamolo, gridiamolo”.

Domenica scorsa, dichiarazioni improntate alla ragionevolezza sono arrivate da Marco Giampaolo allenatore del Milan: «Sui falli di mano in area, credo che ci si debba affidare al buon senso dell’arbitro. È lui che deve decidere di quale fallo di mano si tratta. Anche con l’aiuto del Var. È da questi particolari che si valuta la bravura di un arbitro, vale per i tocchi di mani e per i fuorigioco».

Non si può meccanizzare tutto, non nel calcio. Chi scrive, è favorevole al Var, è favorevole alla gol line technology, fondamentale domenica per il gol di Kolarov. Ovviamente di tutto dev’essere fatto un uso intelligente. Altrimenti presto bisognerà dare ragione a chi si opponeva all’introduzione del Var, al concetto – ovviamente banalotto – di verità affidato a una telecamera. Il fallo di mano torni a essere fallo di mano quando è volontario, quando il braccio è evidentemente lontano dal corpo, non quando soltanto un’amputazione avrebbe impedito di toccare il pallone.

Il calcio non potrà mai avere regole certe, chiare. È nella natura di questo sport. Bisogna affidarsi all’uomo. Che può avvalersi di una o più telecamere per evitare di commettere errori. Ma non può, poi, spegnere il cervello. Una partita di calcio non può essere diretta da un robot. Per quanto intelligente e sofisticato possa essere.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.