Il Car Sharing? Sì, ma da privato a privato

In Europa le app che organizzano il noleggio a terzi della propria auto hanno sempre più successo. E ora ci sono anche in Italia.

Dicono le statistiche che un’auto privata rimane ferma per il 95% del tempo. E se ci pensiamo bene è abbastanza logico: a meno che non si faccia un lavoro in cui viene richiesto di essere in macchina per molte ore al giorno, ci limitiamo a usarla per andare al lavoro, e spesso neanche in questo caso, se vengono presi i mezzi pubblici. E poi può servire per fare la spesa il sabato o la gita fuoriporta la domenica. Per il resto l’auto resta in garage o nel posteggio.

L’auto privata è inoltre una bella spesa: bollo, assicurazione, manutenzione; non a caso molte persone negli anni della crisi hanno dovuto o voluto rinunciarci.

Oppure hanno trovato un altro modo per sopportarne i costi: il noleggio a terzi.

In pratica funziona così: tramite un’app si mette a disposizione la propria auto tra privati, chi desidera noleggiare la macchina si mette in contatto con il proprietario, paga tramite carta di credito e oplà! Il gestore dell’app trattiene circa il 30%, che comprende anche l’assistenza stradale e l’assicurazione per danni, furto, responsabilità civile.

In tutta Europa sono nate aziende che gestiscono il noleggio auto peer to peer.

In Spagna la più famosa è Amovens utile sia per chi vuole condividere un viaggio – secondo il modello più noto di Blablacar – o noleggiare un’auto privata con prezzi che variano a seconda della tipologia del mezzo.

Per esempio una Renault Clio si può avere a 35 euro al giorno, che comprendono la percorrenza di 150 chilometri, o un’Audi Tt 2.0 a 90 euro per lo stesso chilometraggio. Sono registrate al sito un milione e mezzo di persone per oltre 180mila auto. Per ogni automobile è presente una breve presentazione e tutte le caratteristiche nonché le richieste del proprietario, per esempio se si può fumare o trasportare animali.

In Francia c’è Drivy con 36mila auto registrate e più di un milione di utenti. Il sito afferma che viene noleggiata una macchina ogni 3 secondi, un traffico da far girare la testa. Si trovano anche i mezzi da lavoro e le auto storiche, se avete nostalgia degli anni 70/80 potete prendere una 2 cavalli del 1988 e far finta che ci siano ancora i figli dei fiori. Costa 62 euro al giorno. Volendo esagerare si trova anche una Renault 4cv del 1955 a 139 euro. I prezzi si abbassano notevolmente per le auto da città o i furgoni da lavoro: per una Renault Clio del 2005 il costo è di 16 euro al giorno, assicurazione e assistenza inclusi. I proprietari delle auto incassano anche in questo caso circa il 70% dell’importo.

In Italia sono due le start up che organizzano il car sharing peer to peer. I numeri rispetto alle aziende europee sono molto più bassi ma probabilmente si tratta solo di aspettare che la pratica di noleggiare la propria auto prenda piede anche nel nostro Paese.

La prima è Auting, una società bolognese attiva da maggio 2017 e che conta oggi cinquemila utenti e quasi mille vetture.
La seconda è la milanese Genial Move, attiva dallo scorso novembre.
In entrambe i costi sono in linea con il mercato europeo nella fascia più bassa. Anche in questi casi la commissione per l’azienda è del 30%. Il prezzo lo decide il possessore, anche se la piattaforma dà suggerimenti in base a quello di auto simili.
La stima di guadagno per il proprietario può arrivare a 30 euro al giorno. E’ come avere la propria auto gratis, il noleggio paga le spese per tutto l’anno. E se si è fortunati ci si guadagna pure qualcosa.

Fonti e link:

https://www.internazionale.it/notizie/nick-leiber/2016/10/10/car-sharing-affittare-auto-private
https://www.wired.it/economia/start-up/2018/05/14/car-sharing-privati-italia/
https://amovens.com/
https://www.drivy.com/
https://auting.it/
https://genialmove.com/home

 

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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