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Il Comitato per l’Intelligenza artificiale di Google dura solo due settimane

Tra i membri c’era un’esperta nota per le prese di posizione contro la comunità transgender

A fine marzo l’azienda aveva annunciato la nascita di un gruppo indipendente di esperti per affrontare i problemi etici legati al machine learning. Ma tra i membri c’era un’esperta nota per il suo appoggio a Trump e le prese di posizione contro la comunità transgender.

Nuova vittoria dei dipendenti di Google che negli ultimi mesi hanno messo a segno diverse petizioni per orientare l’operato della società. L’azienda di Mountain View ha sciolto il neonato comitato etico sull’Intelligenza Artificiale dopo le accuse, per un componente, di discriminazione nei confronti dei transessuali. È Kay Coles James, considerata una figura di spicco nella scena conservatrice americana, scelta forse per strizzare l’occhio ai legislatori repubblicani.

A fine marzo Google aveva ufficializzato la nascita di un comitato indipendente di esperti che aiutasse la società a dipanare i problemi etici legati allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (AI). La task forse si chiamava Advanced Advisory Council (Ateac) e avrebbe avuto il compito di esaminare progetti in materia, anche con possibilità di veto. Non aveva un’agenda fissa, ma erano previsti quattro incontri entro il 2019.

Google aveva inserito anche due italiani, Alessandro Acquisti, docente di Information technology e public policy all’Heinz College della Carnagie Mellon University; e Luciano Floridi, professore di Filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford. Gli altri esperti della task-force erano Bubacarr Bah, De Kai, Dyan Gibbens, Joanna Bryson, William Joseph Burns e Kay Coles James. Proprio quest’ultima ha fatto esplodere il caso. Fa parte del think tank ultraconservatore The Heritage Foundation, già presa di mira negli Usa per le posizioni contro la comunità transgender, a favore del muro ai confini con il Messico voluto da Trump e per lo scetticismo sui cambiamenti climatici. La petizione ha avuto il supporto di alcuni ricercatori e anche alcuni membri del comitato hanno espresso perplessità: Luciano Floridi, in un post su Facebook, ha chiesto a Google le dimissioni della signora Coles James, giudicando la scelta «un grave errore che ha inviato un messaggio sbagliato sulla natura e gli obiettivi dell’intero progetto». Mentre Alessandro Acquisti ha ufficializzato le sue dimissioni su Twitter.

«Appare chiaro che il comitato non può funzionare come volevamo. Quindi lo chiudiamo per riprogettarlo. Continueremo ad essere responsabili sulle questioni importanti sollevate dall’Intelligenza Artificiale e troveremo altri modi per raccogliere opinioni su questo tema», ha spiegato Google al sito Vox. A destare perplessità, anche la figura di Dyan Gibbens, Ceo di una società di droni, che ha riaperto le vecchie divisioni nell’azienda per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale di Google in campo militare.

Anche su questo tema c’erano state pressioni dei dipendenti di Google, fino a che il progetto Maven con il Pentagono è stato accantonato. E non ha visto la luce neanche Dragonfly, il motore di ricerca epurato per la Cina che la società stava mettendo a punto. Anche in questo caso è stata determinante una lettera aperta dei lavoratori di Mountain View che ha provocato la reazione anche di un gruppo di organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch.

FONTE: LASTAMPA.IT

Redazione People For Planet

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