Il cuore risvegliato con un micro-gene

Dopo un infarto, parte del muscolo smette di funzionare. Far sì che riprenda a battere è da decenni obiettivo della ricerca.

Oggi un gruppo italiano pubblica su Nature i suoi risultati positivi, ottenuti per il momento su dei maiali iniettando un minuscolo frammento di Dna. L’ispirazione da salamandre e pesci

Come risvegliare un cuore ferito? Un gruppo di ricercatori italiani è riuscito a riparare la cicatrice di un infarto (sulle cavie, per il momento) ispirandosi alla capacità di salamandre e pesci di rigenerare i loro organi perduti. “Per ora gli esperimenti sono solo su roditori e maiali. Questi ultimi hanno un cuore quasi identico all’uomo” spiega Mauro Giacca, coordinatore di una pubblicazione su Nature con Fabio Recchia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Giacca è direttore generale dell’Icgeb (Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia), un ente di ricerca delle Nazioni Unite con laboratori a Trieste, in India e Sudafrica. “Analizzando molte specie animali diverse, abbiamo trovato un piccolo frammento genetico che spinge le cellule del cuore a dividersi. Lo abbiamo somministrato ad alcuni maiali dopo un infarto e abbiamo notato un ritorno alla normalità, almeno temporaneamente” spiega Giacca. Le salamandre sono famose per la loro capacità di far ricrescere gli organi perduti. “Una specie di pesci detta zebrafish, dopo un danno cardiaco, resta immobile per alcuni giorni. Poi riprende a nuotare normalmente. Il suo cuore nel frattempo si è rigenerato” racconta il ricercatore.

In media, si stima che un infarto uccida fra 1 e 4 miliardi di cellule cardiache, circa un quinto del totale. Il frammento genetico ripara-muscolo si chiama microRna-199. E’ una piccola molecola che viaggia attorno alla doppia elica del Dna, accendendo e spegnendo geni, indicando quali e quante proteine devono essere prodotte per il buon funzionamento delle cellule. “E’ presente in moltissime specie animali, segno che l’evoluzione lo considera uno strumento importante” spiega Giacca. “Ma non si trova nel cuore. Noi lo abbiamo inserito nell’organo dei maiali con un intervento chirurgico, usando dei virus per recapitarlo all’interno delle cellule”. Se l’infarto aveva danneggiato una certa porzione del muscolo cardiaco, la somministrazione del micro-Rna riparatore è avvenuta nella regione che circondava questo danno: una zona grigia in cui si alternano cellule morte e ancora vive. “Sappiamo che le cellule del cuore sono restie a dividersi, ma dopo il nostro intervento abbiamo visto che quelle rimaste vive si sono moltiplicate, rigenerando l’organo danneggiato”.

FONTE: REPUBBLICA.IT
FOTO: In basso, in verde, le cellule del cuore rigenerate. Immagine di Mauro Giacca 

Redazione People For Planet

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