Il Giappone tassa le buste di plastica: decisione storica

Un passo in avanti in un paese in cui, secondo gli antropologi, la predilezione per la plastica ha radici culturali

Il Giappone è la patria del packaging, al punto che è tra i primi paesi al mondo ad avere introdotto confezioni monoporzione di frutta già sbucciata. Basti pensare che su 540 miliardi di sacchetti di plastica usati ogni anno nel mondo, i giapponesi ne usano circa 30 miliardi. Secondo un report del 2018 delle Nazioni Unite, per lo spreco di plastica sarebbero secondi solo agli Stati Uniti.

Per contrastare questa tendenza, il governo ha deciso di introdurre una tassa dai 3 ai 5 yen per ogni busta utilizzata, come già fatto in precedenza negli Usa e nel Regno Unito. Una decisione storica a detta dei sociologi e degli antropologi: in Giappone la predilezione per la plastica ha radici culturali, gli involucri, infatti, darebbero un’impressione di maggiore pulizia e rappresenterebbero un segno di cura nei confronti del cliente.

La tassa sulla plastica è già in vigore in altri paesi, soprattutto in Europa: Belgio, Estonia, Finlandia, Lettonia, Slovenia, Paesi Bassi e Danimarca, dove i prodotti imballati in plastica. riciclabile costano 1 euro in più.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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