Il governo del cambiamento non abbassa l’Iva sugli assorbenti

All’estero ci sono già arrivati da tempo

Respinto l’emendamento proposto dal Pd che intendeva abbassare la “Tampon Tax” dal 22 al 5%. Verrebbero meno milioni alle casse dello stato, ma così l’esecutivo dimostra di non avere a cuore le pari opportunità

Ieri il parlamento era chiamato a votare su un emendamento alla legge sulle semplificazioni fiscali, relativo alla cosiddetta Tampon Tax. La misura, proposta dal Pd, chiedeva di  ridurre l’Iva sugli assorbenti, oltre che su altri prodotti igienici femminili, dal 22% attuale al 5%. La camera ha respinto l’emendamento, con 253 voti contro e 189 a favore.
L’alleggerimento della pressione fiscale su prodotti di prima necessità per l’igiene femminile sarebbe stato un traguardo importante in Italia, ma non una rivoluzione.

All’estero, infatti, ci sono già arrivati da tempo. Per citare solo alcuni partner europei, l’Inghilterra ha diminuito la tampon tax dal 17,5% al 5%, in Francia è stata portata al 5,5%, in Portogallo, in Olanda e Belgio è al 6%, in Spagna al 10%, in Irlanda e in Canada è stata abolita. L’Italia ha avuto la possibilità di adeguarsi a questo trend, con una misura di equità sociale che avrebbe posto fine a quel paradosso per cui un prodotto che risponde a una necessità fisiologica viene considerato come un bene di lusso. E invece non se n’è fatto nulla, per un semplice motivo: “non ci sono soldi“.

Oggi i 5stelle hanno perso l’ennesima occasione per dimostrarsi autentici e non virtuali difensori delle pari opportunità“, ha commentato la deputata Pd, Enza Bruno Bossio. E ha ragione. A mettere il veto è stata infatti propria la presidente pentastellata della commissione bilancio della camera, Carla Ruocco. Ha spiegato in aula che il costo di un abbassamento dell’Iva al 10% sarebbe di 212 milioni, di oltre 300 milioni invece se la soglia fosse posta al 5%. Cifre troppo alte. Già a ottobre Laura Castelli, viceministro dell’economia e delle finanze, aveva detto che un abbassamento della tassazione sugli assorbenti sarebbe stata molto difficile, perché avrebbe innescato le sanzioni da parte della Commissione Europea. Quest’ultima aveva poi smentito tale versione dei fatti.

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