Il Governo taglia la democrazia e Radio Radicale rischia di chiudere

Un doppio lutto per la storica emittente: ci lascia lo storico direttore Massimo Bordin

Radio Radicale, la storica emittente nata nel 1976, oggi rischia di chiudere. Dal 1994 gode di una convenzione per la trasmissione delle sedute del Parlamento: «Radio Radicale riceve 10 milioni di finanziamento annui per la convenzione, che se non rinnovata scade a maggio, e quattro milioni per contributi pubblici all’editoria, di cui si sa già verranno a meno a partire dal gennaio del 2020», spiega Annarita Digiorgio.

Non poche le voci contrarie rispetto alla decisione del governo Lega- M5S: da Mariastella Gelmini a Stefano Parisi, da Renato Brunetta a Piero Fassino e Valeria Fedeli, sono tantissime le voci che, trasversalmente agli schieramenti, si sono espresse in difesa dell’emittente per il contributo dato in 25 anni alla libertà di informazione in Italia.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Radio Radicale rischia la chiusura: “Governo non rinnoverà la convenzione”.È intenzione di questo governo (almeno mia e del Mise che abbiamo seguito il dossier) di non rinnovare la Convenzione con Radio Radicale per svolgere il servizio. […] Non rinnovare la convenzione per svolgere un servizio che Radio Radicale ha svolto per 25 anni senza alcun tipo di valutazione, come l’affidamento con una gara. Nessuno ce l’ha con Radio Radicale o né vuole la chiusura. Sta nella libertà del Governo farlo”. Così afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria, Vito Crimi. Negli ultimi vent’anni, secondo Crimi, “è stata rinnovata come una concessione. Esiste Rai Parlamento, un servizio pubblico, un canale istituzionale che trasmette le sedute parlamentari e delle commissioni“. Continua a leggere…

Fonte: ILGIORNALE.IT – Giorgia Baroncini

Radio Radicale, il bavaglio del governo sull’informazione libera. Una scelta “sciagurata”, la definisce Giuseppe Giulietti, presidente nazionale della Fnsi, perché colpisce le voci delle differenze. Per capirci: colpisce Radio Radicale, Il Manifesto, l’Avvenire, tanti giornali diocesani. Sono tagli destinati a diventare bavagli”. Ma Crimi non fa una piega. […]

Allora perché non ha il coraggio di indire la gara, visto che ne ha la competenza?”. Risponde la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio . La senatrice Valeria Fedeli, capogruppo Pd nella commissione Diritti umani, sottolinea come il governo si stia assumendo “la responsabilità politica di tagliare la democrazia nel nostro Paese”, mentre la dem Francesca Puglisi, fondatrice di Towanda e candidata alle europee, osserva in un tweet che “Sono le voci libere che danno fastidio ai pentafascisti“. Continua a leggere…

Fonte: DEMOCRATICA.COM – Giovanni Belfiori

Se ne va Bordin, la voce espressionista, rauca, gutturale e intelligente di Radio Radicale. Eh-émmm!… Mmmmmhhh… Ehe-he-heh…. grugniti, pause e sospiri espressionisti, ma sempre dosati con sapienza, con eleganza, con ironia e con stile, erano diventati la voce della carta stampata. Adesso ci mancheranno come l’aria. Sembrava che Massimo Bordin ci fosse da sempre e che potesse durare per sempre, dal momento che era una delle istituzioni informali di questo paese, del mondo della notizia, dei quotidiani cartacei che ogni mattina gli frusciavano tra le mani. Se ne va, Massimo Bordin, e con lui tutta la gamma di gutturali e di onomatopee che davano senso al giornalismo italiano (anche quando sembrava che non lo avesse). Continua a leggere…

Fonte: TPI.IT – Luca Telese

Fonte immagine copertina Fanpage

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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