Il governo vuole la cassa del Coni, Bisignani in soccorso di Malagò 

Lo sport è potere e si sta consumando una battaglia per il controllo di 370 milioni.

Lo sport è potere

Si fa presto a dire sport. Scopriamo l’acqua calda nel ricordare e sottolineare quanto contino gli interessi e il potere in quello che potremmo definire the dark side dell’attività agonistica. Potremmo scriverne ogni settimana. Stavolta, però, c’è un elemento di cronaca.

È passata un po’ sotto silenzio, non ovviamente nelle stanze del potere sportivo, il progetto di governo che svuoterebbe il Coni di ogni potere economico. La riforma, inserita a sorpresa nella legge di bilancio 2019, prevede la creazione di una società per azioni governativa – Sport e Salute Spa – che provvederebbe a distribuire i soldi alle singoli federazioni. Al Coni rimarrebbero i 40 milioni di euro per la preparazione preolimpica. Il resto, ben 370 milioni, finirebbe nelle mani di questa società per azioni che sarebbe diretta emanazione del governo. In sostanza, il Coni sarebbe svuotato di significato. Senza soldi, non si cantano messe.

Malagò Renzi Montezemolo

Niente barricate, per ora

Sarebbe, di fatto, la fine di quella che viene definita l’autonomia dello sport. Che ovviamente si traduce in un’altra forma di potere. Basta scorrere la lista dei presidenti del Coni, che tra gli altri annovera Franco Carraro, Mario Pescante, Gianni Petrucci. E da ultimo Giovanni Malagò classico esponente della Roma dei circoli, che Susanna Agnelli ribattezzò Megalò.

È interessante notare come questa riforma, al momento progetto di riforma, abbia fin qui incontrato un’opposizione mediaticamente blanda. L’attuale presidente del Coni Giovanni Malagò ha sì rilasciato dichiarazioni di contrarietà ma ha lasciato aperta la via del dialogo. Non ha eretto barricate, per ora.

E il motivo, per chi un po’ la politica la mastica, va ricercata in una presa di posizione pubblica, una delle poche sul tema. Che porta la firma di Luigi Bisignani nome che forse ad alcuni lettori non dirà molto. Ma che a Roma e in Italia conta eccome; certamente ha contato. È una di quelle eminenze grigie che hanno attraversato la storia del nostro Paese: dalla P2 al processo Enimont, dai Mondiali 90 a Silvio Berlusconi, alla recente inchiesta sulla cosiddetta P4. La non trascurabile carriera di un ex redattore dell’agenzia di stampa Ansa. Un cursus honorum arricchito da due condanne esecutive: due anni e sei mesi per la maxitangente Enimont, e un anno e sette mesi per la P4.

Dai tempi del fascismo

Bisignani ha preso carta e penna e dalle colonne del quotidiano romano “Il Tempo” ha scritto contro il progetto di riforma dello sport. E ha anche anticipato quel che accadrà nelle settimane a venire. «La rivolta verso questo governo potrà nascere dal mondo dello sport dopo che, con un atto cui – questa volta il caso di dirlo – solo il fascismo era arrivato, si è deciso di togliere l’autonomia al Coni, condannandolo così a diventare un carrozzone lottizzato come la Rai, senza neppure una commissione parlamentare di vigilanza che controlli». E aggiunge: «A farmi aprire gli occhi su questo “colpo con destrezza”, che sposta dal Coni a una Spa gestita da Palazzo Chigi la distribuzione di 370 milioni di euro l’anno, un sogno che ho fatto ieri. E provo a raccontarlo».   

Il sogno è una conversazione tra Alcide De Gasperi e Giulio Andreotti che ricordano la loro battaglia per conferire allo sport l’autonomia dalla politica. Perché, è vero, non accadeva dai tempi del fascismo. Uno dei presidenti più longevi del Coni fu il gerarca Achille Starace. Un sogno che si conclude con l’incursione di Cossiga che detta la linea: “Nella riunione del Consiglio e della Giunta del Coni del 15 novembre il caro Giovannino (Malagò, ndr), tignosissimo come te Giulio e il facente funzione premier Conte della Roma, dovrebbe mobilitare i 15 milioni di atleti tesserati per mandare a casa questi arruffoni. E se non se ne vanno a casa, almeno negoziare sui nuovi manager di “Sport e Salute” affinché siano condivisi e non dei signor nessuno, amici degli amici, come stanno mettendo ovunque”.

Non si allarmino i lettori, questa rubrica di Peopleforplanet non prende posizione. Si limita a far notare che è una battaglia per il potere. Se dovesse vincere il governo, vorrebbe dire che gli equilibri a Roma, e quindi in Italia, sono cambiati e di parecchio. Lo sport, nel senso agonistico del termine, ovviamente, con tutto questo c’entra zero. Ma questo lo avevate già capito.

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Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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