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Il Green New Deal sotto attacco. Per Trump ispira i terroristi

Una soluzione rivoluzionaria presentata dalla parlamentare più giovane della storia statunitense sta sollevando un aspro dibattito.

Ci siamo già occupati di Alexandria Ocasio-Cortes e della sua proposta di Green New Deal, una proposta rivoluzionaria per cambiare l’assetto dell’economia statunitense e mondiale a tutela dell’ambiente.
L’efficacia della proposta di Green New Deal (GND) presentata solo un mese fa è confermata dall’accesissimo dibattito che sta provocando negli Usa mentre riceve un larghissimo consenso, secondo i sondaggi, soprattutto tra i giovani. Reazioni molto accese che confermano come il GND stia facendo breccia nel dibattito politico, anche in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.

Secondo Trump ispira i terroristi.

Secondo il capo dello staff della Casa Bianca, Mick Mulvaney, per Brenton Tarrant, l’autore della strage nelle due moschee in Nuova Zelanda, “bisogna guardare ai passaggi eco-terroristici nel suo manifesto e allinearlo con Ocasio-Cortez”. “Tarrant, ha proseguito Mulvaney, non è un suprematista bianco. Non penso che sia corretto dipingerlo come un fan di Trump”. In realtà nel manifesto di Tarrant, Trump è invece indicato come “simbolo di una rinnovata identità bianca”.
Se il capo staff della Casa Bianca arriva a tentare di associare Tarrant a Alexandria Ocasio-Cortes vuol dire che il GND comincia a fare veramente paura all’establishment USA.

Alexandria Ocasio-Cortez, la stella nascente della politica USA.

Alexandria è una politica statunitense trentenne. È stata eletta al Congresso statunitense nel 2018 diventando, a 29 anni, la più giovane parlamentare nella storia statunitense.
Ocasio-Cortez è nata nel Bronx, da padre nato anche lui nel Bronx e madre nata a Porto Rico. Ocasio-Cortez sin dai tempi del liceo si è distinta, vincendo un premio nella Intel International Science and Engineering Fair con un progetto di microbiologia; a seguito di questo riconoscimento, le è stato dedicato un asteroide, 23238 Ocasio-Cortez.
Morto il padre, dopo la laurea Ocasio-Cortez è ritornata nel Bronx dove ha lavorato come cameriera in un negozio di tacos.
Nell’elezione presidenziale del 2016 Ocasio-Cortez ha fatto l’organizzatrice nella campagna Bernie Sanders. Nel 2018, incoraggiata dal gruppo di Sanders, Ocasio-Cortez ha deciso di sfidare il senatore uscente Joseph Crowley alle primarie democratiche. In totale, ha speso 194.000 dollari per la sua campagna mentre il suo avversario Crowley ha speso 3,4 milioni.
Crowley, senatore vicino a Hillary Clinton, era così potente nel Partito Democratico che nei 18 anni precedenti nessuno aveva osato sfidarlo alle primarie. La ventottenne Ocasio-Cortez alla fine ha prevalso con il 57% dei voti. Crowley si è congratulato con lei dedicandole la canzone di Bruce Springsteen Born to Run, Nata per Correre. Dopo Crowley, Ocasio-Cortez ha battuto il candidato repubblicano ed è stata eletta al Congresso.
Ocasio-Cortez è a favore di una sanità pubblica aperta a tutti, della gratuità dell’università pubblica, dell’aumento del salario minimo orario a 15 dollari, dell’eliminazione delle prigioni a gestione privata e della regolamentazione della detenzione di armi da fuoco. È per la semplificazione dell’iter che conduce alla cittadinanza per gli immigrati irregolari e ha proposto una tassa del 70% da applicare ai redditi superiori ai dieci milioni di dollari annui, sulla quota superiore ai dieci milioni, per finanziare politiche di riduzione dei  gas serra.

Il Green New Deal

Ma ciò per cui sentiremo spesso parlare di Ocasio-Cortez è una sua risoluzione rivoluzionaria, il cosiddetto “Green New Deal” (GND), presentato da lei ufficialmente il 7 febbraio, volto a stimolare lo sviluppo dell‘economia verde e blu,, la creazione di nuovi posti di lavoro e la riconversione dei lavoratori attualmente impiegati in settori non ecosostenibili.
Il GND è rapidamente decollato, ottenendo numeri enormi nei sondaggi USA e “costringendo” molti parlamentari democratici, anche quelli vicini alle lobby del carbone, a dirsi almeno formalmente d’accordo.
Il GND descrive in dettaglio la catastrofe climatica in arrivo, dall’esposizione di 350 milioni di persone a un aumento dello stress da calore alla perdita di quasi tutte le barriere coralline del mondo. Richiede di mantenere l’innalzamento della temperatura a 1,5 ° C – lo standard approvato dal rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) di ottobre- e di arrivare a zero emissioni globali nette entro il 2050.
Riconosce che gli Stati Uniti sono responsabili di una quantità sproporzionata di emissioni e chiede agli Stati Uniti di essere un leader mondiale nell’azione per il clima oltre che diventare il produttore numero uno della tecnologia verde.
Collega anche in modo esplicito le questioni climatiche a quelle economiche che spesso non entrano nella discussione sul clima: decenni di stagnazione salariale, mancanza di accesso all’assistenza sanitaria e assenza di acqua pulita per milioni di individui, stupefacenti livelli di disuguaglianza, decimazione del potere contrattuale dei lavoratori. Attraverso il Green New Deal disegna un prossimo futuro in cui tutti possano avere accesso a posti di lavoro buoni, salari ragionevoli, aria e acqua pulite, cibo sano e natura. Richiede investimenti in un sistema agricolo più sostenibile e un trasporto pubblico accessibile. Appoggia lo scambio internazionale di tecnologie e finanziamenti. Propone una visione rivoluzionaria dell’economia e del ruolo dello Stato in essa.
La risoluzione di Ocasio-Cortez sembra a molti l’unica proposta che si avvicini alla dimensione delle ambizioni di cui abbiamo bisogno per affrontare la realtà indicata dalla scienza. È chiaro dall’ultimo rapporto dell’IPCC che la migliore opportunità di mantenere il riscaldamento vicino a 1,5 C è di dare la priorità non solo allo sviluppo della tecnologia verde, ma anche a politiche sociali egualitarie e ad una crescente cooperazione globale.

La risposta della destra statunitense al Green New Deal.

La destra statunitense contrattacca bollando il GND come “socialista”, perché il Green New Deal sottolinea che il cambiamento climatico, l’inquinamento e altri danni ambientali sono stati scaricati innanzitutto su “popolazioni indigene, comunità di colore, comunità di migranti, comunità deindustrializzate, comunità rurali spopolate, poveri, lavoratori a basso reddito, donne, anziani, persone con disabilità e giovani.
In effetti gli oppositori al GND non la toccano leggera. Il presidente Trump ha affermato che il Green New Deal porterà via il suo “diritto di viaggiare in aereo“. Il senatore Tom Cotton, repubblicano dell’Arkansas, ha detto che la proposta porterebbe alla confisca delle auto e imposto agli americani di “cavalcare mezzi di locomozione presumibilmente alimentati da lacrime di unicorno.” E il senatore John Barrasso, repubblicano del Wyoming e presidente della commissione per l’ambiente e i lavori pubblici, ha avvertito che “gelato, cheeseburger e frappé sarebbero una cosa del passato perché sotto il Green New Deal il bestiame sarà bandito.

L’obiettivo del Green New Deal

L’obiettivo proclamato del Green New Deal, è portare “il mondo intero verso un’economia a zero emissioni carboniche nette entro il 2050” compensando le nuove emissioni con sistemi che le assorbono, per esempio le riforestazioni. Gli Stati Uniti “devono assumere un ruolo-guida” attraverso “misure drastiche per l’abbattimento dell’inquinamento in tutti i settori industriali, nei trasporti, nella produzione elettrica, nei riscaldamenti” e “favorire la creazione di posti di lavoro qualificati nella ricerca ambientalista e nelle energie rinnovabili” . Al centro del GND c’è la tutela dei “diritti umani fondamentali”: aria, acqua, cibo incontaminati. Un “piano di mobilitazione decennale” servirà a far sì che “il 100% dell’energia elettrica sia generata con fonti rinnovabili” anche attraverso il “rinnovamento completo della rete elettrica di distribuzione col passaggio alla tecnologia digitale”; “la ristrutturazione delle abitazioni per l’efficienza energetica”; “ammodernamento dei trasporti pubblici” come alternativa al trasporto privato.

La lunga marcia del Green New Deal

Nonostante il forte appoggio dell’opinione pubblica e il sostegno di buona parte dei democratici la vita della risoluzione GND non si prospetta facile a causa della forte opposizione della lobby del carbone, profondamente radicata negli Usa.
Del resto la risoluzione non dà risposte, né potrebbe dare, a tutte le domande: come dovrebbero essere istituite le istituzioni finanziarie pubbliche e in che modo lavoratori, movimenti e comunità potranno contribuire a guidare gli investimenti pubblici? Come faremo a garantire che la “tecnologia pulita” sia effettivamente pulita, che i pannelli solari non trasudino tossine nei fiumi che sfiorano le fabbriche in cui sono costruiti e non finiscano la loro vita trentennale in cumuli di rifiuti tossici nelle baraccopoli ghanesi? È necessario un forte coordinamento e cooperazione internazionale e aiuto ai Paesi che ne hanno bisogno, come richiesto dalla risoluzione GND, accordi di green fair trade con Paesi come la Bolivia, dove verrà estratto il litio per le batterie ricaricabili.
Il cambiamento radicale è una strada accidentata ma la visione del Green New Deal sembra un inizio necessario. Non si tratta solo di applicare un programma di giustizia sociale a un programma di energia pulita, indica anche che la disuguaglianza astronomica, il patriarcato duraturo e la supremazia bianca negli Usa, il caos climatico incombente, lo sbocco verso la domanda di “un uomo forte” fanno tutti parte dello stesso sistema a cui bisogna rispondere con un grande disegno che dia nuova energia e speranza.
Gli scienziati climatici prevedono che il 2020-2030 sarà un decennio cruciale, in cui occorreranno “sforzi erculei” per contenere l’aumento della temperatura del pianeta. Il GND dice che siamo già in ritardo. Dobbiamo muoverci.
Il nuovo stadio del negazionismo climatico non negherà che il cambiamento climatico stia accadendo, ma negherà l’urgenza di agire in fretta o ambiziosamente.

Alexandria Ocasio-Cortez ci dice che è troppo tardi per la moderazione. Essere seri sul clima significa essere seri nel trasformare questo “sogno verde” in realtà.

Fonti:
The New York Times
Jacobinmag.com
Foxnews.com
Wikipedia.org
Repubblica.it

Foto copertina: Grist.org

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project manager di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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